W20 G20 delle donne
Al via a Roma il W20, il G20 delle donne

Al via oggi lavori del W20, a Roma.  Il G20 delle donne si svolgerà al Tempio di Adriano e servirà a focalizzare i punti fondamentali per arrivare alla effettiva parità di genere.

Il  vertice, che sarà presieduto da Linda Laura Sabbadini, arriva in un momento particolarmente critico per tutti i problemi connessi al gender gap e all’uguaglianza di genere e alle pari opportunità. In tutto il mondo infatti, la pandemia ha aggravato la già non rosea situazione e ha penalizzato ulteriormente l’occupazione femminile.

W20: un vertice per abbattere il gender gap

Le donne risultano infatti, l’anello più debole sul mercato del lavoro di tutto il mondo e in questi mesi difficili segnati dall’emergenza covid l’occupazione femminile è stata ancor più penalizzata e le prime a perdere il loro lavoro davanti a questa crisi che sembra infinita sono state le donne.

Il dibattito sull’occupazione femminile ha d’altronde dominato anche gli scenari politici nazionali negli ultimi mesi, in Europa, in particolare, dove i singoli stati sono stati chiamati a stilare i piani e gli obbiettivi su cui spendere i fondi di Next Generation Eu. Movimenti come Half of it e in Italia, Il giusto mezzo e tanti altri, si sono battuti perché un ingente parte delle nuove risorse divenisse strumento prezioso di equità per iniziare ad abbattere il gender gap che pesa sulla metà della popolazione mondiale.

Questo in Europa, nel resto del mondo i dati non fanno che confermare la mancanza di equità di distribuzione di istruzione, ricchezza e potere, tutte cose che, di fatto, sono strettamente legate non solo alla qualità della vita ma anche all’effettiva possibilità di esercitare i propri diritti e le proprie libertà personali.

Il W20, il G20 delle donne che inizia oggi a Roma, e i cui lavori si concluderanno il 15 luglio, è chiamato a discutere su questi e altri temi, tutti strettamente correlati, come ad esempio quelli del welfare, dell’istruzione, ma anche della violenza.

Oggi, nella giornata di apertura dei lavori, al Tempio di Adriano interverranno, tra gli altri, la presidente della Commissione Eu Ursula Von der Leyen, Amina Mohammed, vice segretaria dell’Onu, la ministra per le Pari Opportunità  Elena Bonetti, ma anche la virologa Ilaria Capua e la CEO di Luisa Spagnoli, Nicoletta Spagnoli.

I lavori si possono seguire in streaming collegandosi alla piattaforma del W20.

W20 di Roma, i cinque obiettivi strategici del G20 delle donne

Al centro dei lavori del W20 di Roma, il G20 delle donne, ci saranno cinque topic fondamentali, che rappresentano anche cinque obiettivi strategici. Una sorta di mappa ragionata verso la parità di genere. Ecco quali sono

  • Cambiare prospettiva, basta con la politica dei piccoli passi. Le donne non sono persone svantaggiate da includere. Sono la metà del mondo. Bisogna impegnarsi per la vera emancipazione delle donne. Nel senso pieno, di autoaffermazione a tutti i livelli, anche, ma non solo, nei ruoli decisionali. Nell’istruzione è necessario eliminare le barriere all’ingresso in determinate aree (Stem), e rimuovere tutti gli ostacoli all’ingresso e alla permanenza delle donne nel mercato del lavoro. Azioni positive e misure di gender procurement devono essere adottate dai governi. Ciò significa che negli appalti pubblici dovranno essere introdotti punteggi premianti per le aziende che hanno una maggiore presenza di donne negli alti livelli decisionali. Le misure per combattere il monopolio maschile nel processo decisionale sono fondamentali per fare un salto nell’uguaglianza di genere.
  • Ci deve essere un forte impegno da parte dei governi per garantire la crescita dell’occupazione femminile. I governi devono porsi un obiettivo sulla crescita dell’occupazione femminile. Dobbiamo integrare un nuovo indicatore, basato sul tasso di occupazione femminile. L’occupazione femminile deve migliorare dal punto di vista quantitativo e qualitativo. I governi devono adottare misure per alleggerire il carico di lavoro familiare delle donne investendo e potenziando i servizi sociali, l’istruzione e le infrastrutture sanitarie soprattutto pubbliche. Dovrebbero adottare un congedo di paternità abbastanza lungo da sviluppare processi di condivisione delle responsabilità familiari. I governi devono sostenere l’imprenditoria femminile, con incentivi, accesso al credito e forti investimenti in formazione, soprattutto nei nuovi settori green e digitale. È molto importante affrontare l’impegno per eliminare il divario di genere digitale, negli studi, nel lavoro, nella vita quotidiana. L’intelligenza artificiale ha bisogno del lavoro di squadra di uomini e donne se non vogliamo che gli stereotipi di genere si riproducano.
  • I governi dovrebbero adottare un piano globale contro gli stereotipi di genere e per il cambiamento culturale. Aumentare la consapevolezza della loro esistenza è essenziale per combatterli. Gli stereotipi vengono interiorizzati fin dall’infanzia e condizionano i comportamenti delle donne che inconsciamente si limitano nella realizzazione dei propri desideri, e anche degli uomini. Per questo gli interventi devono essere realizzati in modo sistemico e permanente, con piani nazionali massicciamente finanziati. Le azioni devono accompagnare la scolarizzazione fin dall’infanzia. Azioni di empowerment e role modeling, uso dei media, del linguaggio, introduzione dello studio sugli stereotipi di genere in tutti i corsi universitari, azioni di formazione sui moltiplicatori, persone la cui azione diventa moltiplicatore verso tutti gli altri, come insegnanti, assistenti sociali, medici, psicologi . Interventi anche sulla cultura del rispetto e della cura.
  •  I governi devono varare un piano globale sulla violenza contro le donne, in tutte le sue forme comprese le nuove forme di cyberviolenza, imponendo l’accompagnamento delle donne nel percorso di uscita dalla violenza, attraverso la conquista della loro autonomia, anche economica. Sviluppando centri antiviolenza e rifugi nei territori, rendendo i luoghi sanitari e di polizia idonei all’accoglienza delle vittime di violenza.
  •  Accompagnare la transizione ecologica valorizzando i talenti femminili che hanno condotto le battaglie in difesa della terra e sono state un pilastro contro la pandemia. Sviluppare la ricerca nel campo della medicina di genere. Infine raccomandiamo al G20 di adottare un approccio di genere che consideri l’intersezionalità, le diverse situazioni delle diverse donne. La discriminazione intersecante e strutturale crea ulteriori barriere e sfide, oltre ad avere un impatto socioeconomico sulle donne.

Rispondi