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Una mozione per il riconoscimento della vulvodinia, della neuropatia del pudendo e della fibromialgia come malattie croniche e invalidanti. E’ l’atto presentato dalla consigliera della Regione Lazio Marta Bonafoni e passato all’unanimità, per sollecitare l’intervento della Regione a sostegno delle tante donne che combattono la loro battaglia ancora nel silenzio e nella solitudine.

Le patologie prese in considerazione colpiscono infatti una notevole fetta della popolazione femminile. Si calcola che ne soffrano tra il 12% e il 16% delle donne tra i 18 e i 64 anni. Numeri importanti eppure, a tutt’oggi ignorati dal Sistema Sanitario Nazionale.

Le malattie ‘invisibili’ delle donne

Vulvodinia e fibriomialgia, come altre patologie legate alle donne, sono infatti da considerarsi ancora ‘malattie invisibili’, per diversi motivi. Il principale è che queste patologie non sono ancora riconosciute nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza dal Servizio Sanitario Nazionale.

Si tratta di patologie invalidanti che condizionano pesantemente la vita quotidiana e relazionale delle donne colpite, eppure si tratta anche di malattie che vengono diagnosticate con grande difficoltà e con ritardi. Dovuti alla mancanza di conoscenza e formazione, ma anche alle donne che spesso si ritrovano a chiedere aiuto per i loro malesseri e a non essere credute dai medici a cui si rivolgono.

Ecco allora che un’azione decisa a sostegno di queste donne nel riconoscere loro l’assistenza dovuta diventa un fondamentale atto di civiltà.

Vulvodinia nella lista delle patologie croniche e invalidanti, la mozione in Regione Lazio

Tutto questo è riassunto nella mozione presentata dalla consigliera Bonafoni che agisce sui due fronti. Da una parte il riconoscimento da parte del Sistema Sanitario di patologie come vulvodinia e fibromialgia come croniche e invalidanti a sostegno del percorso di cura delle donne sgravate così anche di un ingente peso economica. Dall’altro si punta ad aumentare la formazione del corpo sanitario su patologie specificamente femminili, la cui conoscenza deve essere approfondita dal maggior numero possibile di operatori in modo che possano fornire un’assistenza informata e professionale.

E poi, si punta anche all’informazione e alla sensibilizzazione su un tema troppo a lungo taciuto. Spiega infatti Bonafoni in una nota: “Chiediamo anche di individuare presidi sanitari pubblici di diagnosi e cura di tali malattie – definendo linee guida e specifici protocolli terapeutici e riabilitativi – e di promuovere periodiche campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema, per diffondere, a partire dalle scuole, la conoscenza dei sintomi e spingere le giovani donne a chiedere aiuto”. E ancora, “Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale del Lazio della mozione a mia prima firma per il riconoscimento della vulvodinia, della neuropatia del pudendo e della fibromialgia come malattie croniche e invalidanti”.

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