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Vivien Leigh, diva indomita e inquieta in mostra a Roma

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Vivien Leigh
In attesa degli 80 anni di Via col Vento che si celebreranno nel 2019, la Casa del Cinema di Villa Borghese propone da oggi una mostra su Vivien Leigh, l’attrice che incarnò l’eroina indomabile protagonista del kolossal
“Al di là della sua bellezza, che era magica, aveva un portamento meraviglioso; il collo sembrava quasi troppo fragile per sostenere la testa e la reggeva con un senso di sorpresa e con quella specie di orgoglio del giocoliere che riesce a far sembrare quasi casuale un’abile mossa”

A descrivere con queste parole, estasiate, la figura di Vivien Leigh è stato il suo grande amore e collega, Laurence Olivier.

La bellezza magica, l’indole indomita, che fecero ottenere a Vivien Leigh la parte che la rese immortale, trasformandola per sempre in Rossella O’Hara, non riuscirono però a proteggere la donna dalla sua irrequietudine e dai suoi fantasmi.

Fu una vita breve quella dell’attrice britannica, piena di arte, di battaglie e di tormenti.

Una vita di cui, per la parte artistica, la mostra allestita alla Casa del Cinema di Villa Borghese vuole essere testimonianza e racconto.vivien leigh

Al centro della mostra c’è, ovviamente lei, Rossella O’Hara, una delle figure femminili più indocili e battagliere che la storia del cinema hollywoodiano ricordi. La protagonista indomita del kolossal Via col Vento che nel 2019 festeggerà l’anniversario degli 80 anni, è al centro di un’ampia sezione dedicata in mostra. Un ruolo cruciale per vivien Leigh, che le fece guadagnare il primo Oscar, praticamente al suo esordio nel cinema americano.

Ma non c’è solo Rossella nel percorso della Casa del Cinema, curato da Elisabetta Centore e Giulio D’Ascenzio.

Perché Vivian Leigh recitò in molti altri film, ma soprattutto fu un animale da palcoscenico. Ed è a teatro che più si manifestò il suo talento, al teatro spesso tornava e sempre pensava mentre, per sua stessa ammissione, soffriva l’ambiente del cinema e il lavoro sul set.

Eppure, fu proprio il ruolo della tenace Rossella O’Hara a far diventare Vivien Leigh l’icona di una femminilità indipendente e indomita che puntando sulle sue forze e sulle sue capacità tiene testa a ogni sventura, calamità, ostacolo si metta sulla sua faticosa strada. Al motto di “domani è un altro giorno”, la vitalità, e lo spirito guerriero di Rossella, hanno ispirato generazioni di spettatrici.vivien leigh

E molta di quell’indole pare fosse propria dell’attrice che la incarnava, perché anche quella di Vivien fu una vita perennemente in trincea, a battagliare con il mondo che la circondava e con i propri fantasmi che, a lungo andare, ebbero la meglio.

Nel frattempo però, c’era l’arte e il suo potere salvifico, l’arte che chiamò a sé Vivien Leigh, sin da piccolissima, l’arte che fu il motivo della prima decisiva ribellione al primo marito, che non voleva che la sua giovane e bellissima moglie, già madre di una figlia, si iscrivesse all’accademia per realizzare il suo sogno di sempre: recitare.

L’arte fu il motivo che portò Vivien Leigh a incontrare il grande amore della sua vita, Laurence Olivier, e a farle decidere, sin da subito,“sposerò quell’uomo!”, sebbene entrambi gli attori fossero in quel momento già sposati con altre persone. Eppure andò a finire proprio come Vivien aveva voluto, e il lungo percorso con Olivier, fu insieme esistenziale e artistico.

Insieme realizzarono produzioni di cui erano protagonisti, e spesso il marito diresse la moglie. Insieme furono anche sui set cinematografici, quello de la “Regina Elisabetta”, per esempio, che fu galeotto e testimone del nascere del loro amore, e più tardi quello de “Il Grande Ammiraglio” in cui incarnavano le figure dell’ammiraglio Nelson e della sua amante.vivien leigh

Un sodalizio di cui la mostra alla Casa del Cinema dà ricca testimonianza.

Un sodalizio che ha conosciuto, alti e bassi, vittorie e sconfitte.

Quando a Vivien Leigh arriva la proposta per il ruolo di Blanch ne Un tram chiamato desiderio, il marito che già è costretto da anni a sostenere una moglie in preda a sbalzi d’umore improvvisi prima e a una vera e propria sindrome bipolare poi, si oppone, temendo che un testo con tematiche così forte potesse aggravare la già precaria situazione di salute della moglie.

Ma Vivien, ancora una volta, non sente ragioni. Vuole quella parte e la ottiene, prima a teatro, poi, sul set, dove stringe subito una forte amicizia con Marlon Brando.

Mentre il matrimonio con Olivier si chiude, Vivien Leigh, trionfa di nuovo a Hollywood con la parte di Blanch che le regala il secondo oscar della carriera, ma con cui imbocca anche la strada che la porterà nel tunnel della follia.vivien leigh

Una vita tra arte e battaglie, passione e delusioni, allori e sconfitte, una vita che Vivien Leigh ha affrontato con il piglio indomito della sua Rossella, raccontata da oggi attraverso foto, locandine, fotobuste, manifesti, brochure, libri e riviste.

Il mondo affascinante di una diva indomita è aperto a ingresso libero, da oggi e fino al 10 gennaio 2019, alla Casa del Cinema di Villa Borghese. Altre info:qui.

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