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VILLA D’ESTE A TIVOLI: ZAMPILLI, ARMONIA E BELLEZZA

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Questa settimana per il nostro fuoriporta, andiamo a scoprire le magie e i giochi d’acqua di Villa D’Este a Tivoli.

Facile restare ammaliati dalle fontane di Villa d’Este a Tivoli, perdersi nello sfarzoso giardino, ma ancora di più perdersi negli innumerevoli specchi d’acqua.
La villa racchiude in se il trionfo dell’arte, dei D’Este e della loro ascesa nel 1500, dell’architettura e della meccanica.

VILLA D’ESTE A TIVOLI UN PO’ DI STORIA

Capolavoro del Rinascimento italiano, Villa d’Este a Tivoli è inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco,   Villa d’Este nasce su desiderio del Cardinale Ippolito d’Este figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia.
Al suo arrivo a Roma, il Cardinale scoprì che gli sarebbe toccata una vecchia è scomoda abitazione all’interno di un Convento.
Abituato al lusso e allo sfarzo ferrarese decise di trasformare il Convento in una Villa.
A partire dal 1550 i lavori furono affidati all’architetto Pirro Ligorio (che a Tivoli fu anche il sovrintendente degli scavi a Villa Adriana), insieme ad un numero impressionante di artisti artigiani realizzò la villa.

Al suo periodo di splendore, segue, come spesso accade, un abbandono quasi totale, e naturalmente una successiva rinascita. A riportare in auge la villa sarà il musicista Franz Litz, che compose “Giochi d’acqua a Villa D’Este” e  tenne proprio li uno dei suoi ultimi concerti.

LA SINFONIA DEGLI ELEMENTI

Il nostro viaggio a Villa d’Este a Tivoli, parte allora da qui. Superati gli interni, particolarmente interessanti, grazie agli affreschi di moltissimi artisti guidati da Livio Agresti da Forlì, vi accoglierà la magia: il giardino.

Distrarsi sarà la chiave. Senza accorgervene, inizierete a zampillare, esattamente come l’acqua delle Fontane. Il vero vaso comunicante per scoprire la villa, sarà il sesto senso. In un attimo sarete nella Grotta di Diana, davanti alla Fontana delle Mete e alla Fontana di Arianna. Una scoperta continua, soprattutto perché, i riflessi che vi regalerà l’acqua cambiano a seconda della luce. Senza parlare della Rotonda dei Cipressi.

DA TIVOLI A ROMA ATTRAVERSO LE CENTO FONTANE

L’impatto scenografico maggiore è dato sicuramente dalle Cento Fontane, famose anche per aver fatto da sfondo a numerosi film, in particolare nella scena del banchetto di “Ben Hur”.
Le Cento Fontane congiungono idealmente in centro metri la Fontana dell’Ovato (la più barocca della Villa) e la Rometta. In altre parole, un viaggio di centro metri da Tivoli a Roma.

Le rocce della Fontana dell’Ovato rappresentano i Monti Tiburtini, dai quali discendono i tre affluenti del Tevere (Aniene, Erculaneo e Albuneo), mentre nella Rometta troneggia (è proprio il caso di dirlo) una statua di Roma vittoriosa, armata di lancia ed elmo, senza dimenticare la Lupa che allatta Romolo e Remo.

LA FONTANA DEI DRAGHI: IL CUORE DEL PARCO

Detta anche Fontana della Girandola, la Fontana dei Draghi, grazie alle sua posizione centrale, risulta essere il cuore della Villa. Secondo la leggenda, Pirro Ligorio la costruì in una notte sola nel settembre 1572, come omaggio a Papa Gregorio XIII, ospite della villa, il cui stemma di famiglia, i Boncompagni, raffigurava tre draghi alati.

LA FONTANA DI BERNINI: L’ARMONIA

Dopo aver scoperto il cuore, scendendo un po’ più in basso vi troverete davanti alla più imponente delle Fontane di Villa d’Este: la fontana di Nettuno, realizzata in origine da Gian Lorenzo Bernini e restaurata agli inizi del ‘900.

Poco importa se la si osserva dall’alto della Fontana dell’Organo o dal basso delle Peschiere: siete davanti all’armonia. La musica della Fontana dell’Organo, lo zampillare e gli schizzi dell’acqua altissimi fino al cielo, il complesso architettonico, la pace delle ninfee nelle Peschiere, lo specchio delle stesse, punto da cui potrete osservare tutto e il contrario di tutto.

Come arrivare, costi, orari: qui.

 

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