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DESTINAZIONE UMANA: VIAGGI ALLA SCOPERTA DI SE STESSI

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Estate, tempo di vacanze, ma anche tempo di viaggi. E’ arrivato quel momento dell’anno in cui, complice il maggior tempo libero, molte persone approfittano per uscire dalla propria comfort zone, alla scoperta di nuovi luoghi e paesaggi, anche interiori.

Che i viaggi influiscano sul nostro stato psicofisico è, non solo esperienza comune, ma anche qualcosa al centro ormai di molte ricerche.

Secondo la neuroscienza durante il viaggio, infatti, il cervello subisce dei veri e propri cambiamenti fisici, che ne migliorano la neuroplasticità. Le azioni reali della plasticità implicano la capacità del cervello di cambiare e trovare nuove soluzioni per adattarsi alla vita di una persona: questo processo viene accelerato in viaggio, perché gli stimoli che si ricevono creano nuovi percorsi neuronali.

Mentre gli psicologi asseriscono che viaggiare è un ottimo modo per mettere distanza tra noi e la nostra vita e guardarla dunque con quel distacco che può aiutarci a trovare soluzioni in particolare momenti.

Di tutte queste ricerche scentifiche hanno fatto tesoro all’agenzia Destinazione Umana. Un’impresa che si occupa sì di viaggi, ma con un taglio davvero originale. Ce lo facciamo raccontare dalla co-fondatrice, Silvia Salmeri

“L’agenzia è aperta dal 2014, ma la mia avventura, professionale ed esistenziale, inizia nel 2012, quando decido di lasciare un posto fisso per dedicarmi alla gestione di un bad and breakfast.
Lì, a contatto con gli ospiti che venivano da tutto il mondo, ho iniziato a riscontrare, oltre all’ interesse per le bellezze del territorio in cui si trovavano, anche quello per la mia storia personale, un po’ atipica. Mi sono resa conto che la mia storia li colpiva e che chi viaggia è interessato anche alle relazioni con chi ospita. Da queste prime riflessioni, che poi ho approfondito e sviluppato, è nato il progetto di “Destinazione Umana”.”
Che cos’è Destinazione Umana?
Si tratta di un’agenzia viaggi, un po’ particolare, che disegna il viaggio che è psicologicamente adatto, in quel momento, per il viaggiatore che si rivolge a noi. Al centro dei nostri viaggi non ci sono tanto i territori di arrivo, ma le persone e il loro incontro: le persone che partono e quelle che le accolgono. I territori vengono conosciuti innanzitutto attraverso l’ incontro con le persone che li abitano e li vivono.
Concretamente, come funziona?
“Si parte da un colloquio di circa un’oretta, anche attraverso skype, con una counsellor professionista. Il colloquio serve ad individuare le esigenze del viaggiatore in quel determinato momento della sua vita. Solo dopo aver fatto insieme questo breve percorso, noi siamo in grado di proporre i nostri viaggi. Quindi, quello che chiediamo ai nostri clienti e che loro chiedono a noi, non è un primo contatto del tipo:’ mi piacerebbe fare un viaggio nelle Marche”, per esempio, ma più del tipo “Raccontami in quale fase della tua vita sei”
Possiamo fare qualche esempio concreto di viaggio disegnato da voi per i vostri viaggiatori?
“Sta per partire proprio in questi giorni una ragazza che, alla soglia dei trent’anni, sente l’esigenza di riconnettersi con se stessa e anche con la sua femminilità. Gli abbiamo proposto, e lei ha scelto, un viaggio che abbiamo chiamato “Donne che corrono con i lupi”. Si tratta di un viaggio esperienziale tutto al femminile, in Abruzzo. Tra l’azzurro dell’Adriatico e l’imponenza degli Appennini, verrà accolta da una ospite davvero speciale, che da lunghi anni, si occupa di riconnetterci con la nostra spiritualità, ma anche, soprattutto, con i nostri talenti latenti e le nostre più profonde potenzialità.
Chi sono le persone che si rivolgono a voi?
“I nostri viaggiatori, spessissimo sono persone che si trovano ad affrontare una fase di cambiamento. Il 90% dei nostri viaggiatori o comunque, delle persone che si rivolgono a noi, sono donne, dai 30 anni in su. Poi, magari succede che riescono a coinvolgere anche tutta la famiglia, ma a contattarci, di solito, sono loro. E non ci sono limiti di età. Ora abbiamo un nutrito gruppetto di viaggiatrici a Pantelleria che si sta dedicando ad imparare la scrittura creativa, e parte di quel gruppo è composto da ultrasettantenni. Sono comunque persone che già prima di partire stanno affrontando un viaggio personale.
Non solo viaggi individuali dunque, c’è chi parte anche con la famiglia?
Certo, gruppi di amici, famiglie. Le formule e le esperienze che proponiamo sono tante e vanno incontro a tante esigenze diverse. Abbiamo ospiti, per esempio, proprio ora, delle famiglie con bimbi piccoli. I genitori approfittano della vacanza per compiere un percorso di riconciliazione, ma questo è costruito in modo particolare, tale da non essere invasivo rispetto alla vacanza dei piccoli. Si tratta di una particolare caccia al tesoro, alla scoperta del territorio che li circonda e anche di loro stessi.

 

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