via poma simonetta cesaroni

A trentadue anni dall’omicidio di Simonetta Cesaroni a via Poma, la procura di Roma riapre il caso.

Una notizia apre la speranza di poter arrivare finalmente alla verità su uno dei cold case più intricati degli ultimi decenni.

La pm Ilaria Calò nei giorni scorsi si è infatti messa al lavoro per tentare di rispondere alla domanda che l’opinione pubblica si fa da oltre trent’anni: chi ha ucciso Simonetta Cesaroni?

A dare la notizia è il Foglio. Nell’articolo si legge: “Non si tratta dei soliti sussurri da corridoi di palazzo di giustizia, ma di un meccanismo giudiziario già avviato e che sta marciando a pieno regime”.

Dunque, non sembrano esserci dubbi: le indagini sono riaperte e sono già state ascoltate alcune persone, già sentite all’epoca dei fatti (1990). In procura si starebbero concentrando in particolare su un personaggio già interrogato più volte nel corso delle indagini e anche in sede di dibattimento.

Secondo quanto scrive oggi Repubblica, quello che premerebbe in questo momento agli investigatori sarebbe in particolare la nuova verifica dell’alibi di uno dei datori di lavoro di Simonetta Cesaroni.

A parlare di lui agli inquirenti era stata la portiera del palazzo, Giuseppa De Luca, moglie di Pietrino Vanacore, il portiere finito diversi giorni in carcere all’inizio dell’inchiesta, poi scagionato e morto suicida in strane circostanza nel 2010 poco prima di deporre nel processo.

Giuseppa De Luca testimoniò che questa persona, la sera del 7 agosto, le chiese le chiavi dell’ufficio in cui lavorava Simonetta Cesaroni. Il personaggio in questione era ovviamente già stato ascoltato all’epoca e aveva chiarito la sua posizione . Ed è comunque solo una delle persone che hanno sfilato nei giorni scorsi in procura.

Simonetta Cesaroni, uccisa in via Poma con 29 coltellate, e la lunga ricerca della verità

Simonetta Cesaroni ha 21 anni, un bel sorriso solare e una chioma di capelli ricci e ribelli. Sorride all’obiettivo e sembra felice della sua vita. La conosciamo tutti così, grazie a quella foto che la ritrae in un giorno di relax al mare, che è diventata l’icona di una vita spezzata, senza apparente motivo.

Simonetta, era la classica brava ragazza. La sua vita si divideva tra famiglia, lavoro, amici, fidanzato. Era talmente tranquilla che a casa si allarmarono subito per il suo ritardo quel 7 agosto del 1990. Perché lei tornava sempre a casa per cena, e se faceva tardi avvisava.

Mentre la famiglia si allertava, Simonetta Cesaroni giaceva già senza vita nell’ufficio dell’Aiag di via Poma, al quartiere Prati. Un lavoro part time, trovato poco tempo prima.

Dal momento in cui il cadavere della ragazza viene trovato partono le indagini che si concentreranno prima sul portiere del palazzo, Pietrino Vanacore, poi sul giovane nipote di uno degli inquilini del palazzo. Alla fine si arriva a Raniero Busco il giovane meccanico dell’Alitalia che si frequentava con Simonetta. In mezzo, di tutto. Suggestive piste telematiche che esplorano le attività di Simonetta su Videotel, un sistema di messaggistica del paleolitico del web, strani personaggi con contatti nei servizi segreti che spuntano dal nulla, e tutto l’armamentario classico dei grandi delitti romani dell’ultimo scorcio del ‘900, a iniziare dalla Banda della Magliana.

Nel frattempo, come succede sempre, una famiglia distrutta rimane a guardare e ad aspettare, almeno, giustizia.

Dopo 17 anni, le indagini si concentrano sul ragazzo che nel 1990 era il fidanzato di Simonetta. A incastralo sono le tracce di dna rinvenute su un indumento e sul corpo della ragazza, tracce che l’uomo ha sempre sostenuto essere legate alle effusioni del giorno prima con la sua allora ragazza.

Raniero Busco si proclamerà sempre innocente. Verrà condannato  in primo grado a 24 anni di carcere, ma alla fine sarà assolto in Cassazione, nel 2014.

Non c’è quindi, al momento, nessun colpevole per il massacro di una ragazza, ma l’omicidio non cade in prescrizione, né per il codice penale, né per la famiglia della vittima, e neanche per l’opinione pubblica.

Vedremo se queste nuove indagini porteranno a una soluzione di questo doloroso enigma.

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