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MUSEO BONCOMPAGNI: UN TUFFO NELLA BELLE EPOQUE

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MUSEO BONCOMPAGNI LUDOVISI
VILLINO BONCOMPAGNI

Un tuffo nella Belle Epoque! E’ innanzitutto questo una visita al Museo Boncompagni-Ludovisi, dedicato alle arti decorative, del costume e della moda.

Un piccolo scrigno di tesori, poco conosciuto. Sorge in via Boncompagni, nell’elegante zona di piazza Fiume, a poche centinaia di metri dal glamour di via Veneto.

Ogni prima domenica del mese, anche questo museo apre le porte gratuitamente al pubblico. L’ideale per una full immersion non solo nell’arte, ma anche nell’eleganza e nello stile dell’inizio del secolo scorso.

Dipinti, manufatti ma anche e soprattutto arredi, abiti, accessori. Tutto ci riporta all’atmosfera di quegli anni di splendore. All’inizio del’900 il villino venne ristrutturato per volontà del principe Boncompagni e della sua seconda moglie, la principessa svedese Blanceflor de Bildt che nel 1973 ne decise il lascito.

Le sale del palazzo hanno ospitato nel ‘900 molto bel mondo. Nobili e alti dignitari, politici, diplomantici, alti prelati e altri personaggi illustri . Di questi passaggi l’esposizione riporta ampia testimonianza.

 

PRIMO PIANO

La collezione è allestita al primo piano in quelli che furono quattro saloni di rappresentanza e prosegue al secondo in cui sorgevano le stanze dei componenti della famiglia.

Al primo piano sono state allestite quattro sale: la Galleria degli arazzi,a Sala della culla dei principi Savoia, il grande Salone delle vedute e la Sala di Papa Boncompagni.

La prima sala ospita mostre temporanee. Al momento, al centro del salone decorato con arazzi fiamminghi spicca un bellissimo abito del 1990 firmato dalla maison Lorenzo Riva, insieme a altri modelli di Valentino.

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La seconda, oggi dedicata ai principi di Savoia e un tempo adibita a salotto, prende il nome da uno manufatto in bronzo, argento e rame realizzato nel 1901 dallo scultore romano Giulio Monteverde e decorato con soggetti allegorici. E poi mobili, applique, candelieri, un orologio da tavolo vetrine con medaglie e camei realizzati dagli orafi romani Giradet alla fine dell’800.

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Nel salone delle vedute, che prende il nome da opere che ritraggono la scomparsa villa Ludovisi, si trovano i ritratti della padrona di casa, la principessa Alice Blanceflor Boncompagni Ludovisi De Bildt, e di sua madre, Alessandra Keller.

Nella Sala di Papa Boncompagni, un tempo adibita a sala da pranzo, ha trovato posto il ritratto di Papa Gregorio XIII Boncompagni che nel XVI secolo diede grande lustro alla famiglia e l’allestimento riporoduce l’ipotetico studio del Papa.

 

SECONDO PIANO

Al secondo piano, l’allestimento si divide in sale tematiche che raccontano, dall’inizio del Novecento agli anni Trenta, la relazione tra arte e vita, la nascita di nuove figure sociali, la grande diffusione delle arti applicate, il ruolo della moda e tutte le suppellettili delle abitazioni aristocratiche e dell’alta borghesia.
La Sala con la Primavera, vede protagonista un’opera realizzata per la Biennale di Venezia nel 1914. Una decorazione che ricorda l’opera di Klimt e in genere dalla Secessione Viennese.

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Alla Ritrattistica Belle Époque sono dedicati il corridoio e due sale. Fanno bella mostra di se dipinti e sculture, molti provenienti dalla Galleria Nazionale d’arte moderna. Tra gli artisti presenti Enrico Lionne, Arturo Noci, Camillo Innocenti e gli scultori Augusto Passalaglia ed Ernesto Bazzaro. Inoltre, nelle sale è possibile ammirare, tra gli altri, anche vasi di Olga Modigliani e sedute di Vincenzo Cadorin e di Ernesto Basile.

La Sala degli affetti trae il nome dalla presenza di animali in ceramica e di ritratti di bambini e di adolescenti.

A Duilio Cambellotti è dedicata la sala de Il Modernismo a Roma.

Nella sala Tra Futurismo e Déco sono esposti dipinti di Giacomo Balla, di Gian Emilio Malerba, di Vinicio Berti e fotografie dell’ungherese Oskar Brázda. Nelle vetrine sono ceramiche, oggetti d’arredamento e altre opere di arte decorativa, tra cui un tappeto di Prampolini.
Nella Sala degli Anni Trenta si trova la stanza da bagno della principessa Blancefor. E poi altri meravigliosi abiti dei grandi nomi dell’ Alta Moda Romana.boncompagni

Il Piccolo Atelier della moda è la sala dedicata agli accessori, cappelli e scarpe, esempio dell’eccellenza artigianale italiana. I cappelli, vanno da fine ‘800 agli anni ’60 del novecento e sono stati indossati anche da donne famose.

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L’ultima sala, La Palma della moda, è un omaggio a Palma Bucarelli, e tra meravigliosi abiti, splendenti gioielli, e accessori racconta l’ evoluzione della moda tra anni Quaranta e Cinquanta. Un periodo che segna l’inizio dell’Alta moda a Roma.

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Non solo dipinti, sculture ed installazioni dunque. Una visita al Museo Boncompagni Ludovisi è un modo per tornare indietro nel tempo, immergersi in un’epoca piena di fascino e gusto, ammirando importanti esempi di quanto artigianato e la moda siano anch’esse, nelle loro espressioni più alte, forme d’arte.

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