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VERNICE ANTI BUCHE: I ROMANI CON LA MAMMA DI ELENA

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Vernice per segnalare le buche:in tutta la città i romani aderiscono all’appello della mamma di Elena

Tutta Roma si sta colorando di giallo. Dal centro alla periferia, i romani hanno aderito in massa all’appello di Graziella Viviano, la mamma di Elena Aubry.

Elena, di cui vi abbiamo parlato qui, è la giovane motociclista morta su via  Ostiense in una bella domenica di sole, mentre viaggiava sulla sua moto, con il vento nei capelli, il sole negli occhi e l’odore del mare nel naso.

La dinamica dell’incidente lascia aperte molte domande, e la rabbia di vivere ogni giorno in una città che rende pericolosi ormai anche semplici spostamenti quotidiani, soprattutto per i centauri.

Lo stato pietoso del manto stradale capitolino è l’obiettivo della campagna.

Lanciata da una madre, convinta che le responsabilità per la morte della figlia ventenne, siano legate innanzitutto allo stato di degrado e incuria in cui versano le strade della città.

L’appello in realtà, all’inizio era rivolto alle istituzioni, ma in mancanza di risposta, è stata la cittadinanza a mobilitarsi.

Il gesto è semplice, ma può davvero salvare delle vite.

“Si tratta di cerchiare con della vernice fosforescente, visibile anche di notte, buche, dossi, e tutto ciò che nelle nostre strade può trasformarsi in una trappola mortale”,

aveva lanciato quest’idea, semplice ma concreta, Graziella Viviano. E quando ha lanciato la sua idea ha trovato la solidarietà e la reazione di tanti romani stufi e preoccupati.

“Le persone devono essere coscienti del fatto che è possibile ribellarsi ad una situazione insostenibile come questa.”

E in effetti, si assiste con questa piccola grande iniziativa ad un risveglio del senso di cittadinanza. Segni gialli e arancioni oggi spuntano in tutti i quartieri di Roma.

E salvano vite. Non solo dei tanti che si spostano sulle due ruote ma anche dei pedoni, visto che iniziano ad apparire anche numerose segnalazioni sui marciapiedi.

Un atto di ribellione, ma anche di senso civico che, paradossalmente, può essere oggetto di sanzione pecuniaria.

“Ma, chi avrebbe il coraggio di sanzionare persone che con un gesto aiutano a salvare vite?”

si chiede Gabriella, che precisa che esiste un articolo del codice penale che tutela chi agisce per evitare un pericolo.

E per chi ha perso una figlia in quel modo, è molto chiaro che una buca, un dosso, un’ irregolarità del manto stradale è, senza alcun dubbio, un pericolo, una trappola mortale.

 

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