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Vacanze in Toscana: alla scoperta di Livorno

Toscana

Di Luca Aless - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=89584022

L’Estate Italiana di TuaCityMag oggi fa tappa in Toscana. Qui incontriamo Linda Fiumara, travel blogger (la trovate qui) e livornese doc, che ci porta alla scoperta delle bellezze di una città ricca di storia e di carattere.

Linda raccontaci di questa zona della Toscana, cosa lo rende speciale? Perché dovremmo venire a scoprirlo quest’estate?

Io a Livorno ci sono nata. Ma, sono anche fuggita appena ho potuto. La sentivo piccola e poco accogliente. All’epoca forse non mi sbagliavo, ma oggi, sicuramente, sta cambiando volto.

Per il resto del mondo è semplicemente un porto da cui partire per la Sardegna. O la patria del cacciucco e del famoso Vernacoliere. Questo perchè tra le tante bellezze della Toscana, così ricca e sfacciata, Livorno risulta una perla nascosta e ben custodita dai livornesi che di lei ne sono gelosi.

Il popolo labronico così divertente e sagace, sa anche essere timido e tenebroso, ma sempre si mostra ospitale verso turisti, viaggiatori e forestieri.

Ed io spero che i rinnovati segni di questa apertura, questa nuova attitudine alla bellezza ed il mare, rigorosamente di scoglio, siano i motivi di un viaggio, fosse anche solo per un week da passare a Livorno.

Quali sono le cose da vedere assolutamente?

Tre sono i luoghi che consiglio per un primo giro, anche in giornata, nella mia Livorno, tutti collegati al passato antico della città tra storie medicee, pirati e commercio via mare.

Il primo è la “Fortezza Vecchia”, quella che guarda a mare, che ha 500 e passa anni, qualche cicatrice e un look vintage che avrebbe bisogno di una rinfrescata.

Ma se entrando provate a perdervi nel dedalo di corridoi, volte a botte e scalinate che portano dalle segrete stanze fino alla torre della Canaviglia vi sembrerà di rivederla nel suo antico splendore. E sarete sopraffatti dalla meraviglia.

Il secondo luogo simbolo è il quartiere “La Venezia” che si chiama “La Venezia” proprio perchè come la città lagunare presenta canali, ponticelli, vicoli e piazzette.

I canali, anche qui navigabili sono i cosiddetti Fossi Medicei, costruiti al tempo dei Medici per agevolare il trasporto delle merci.

Questa zona della città ha un fascino davvero particolare e un’atmosfera piuttosto vivace, popolare e pittoresca. Il quartiere inoltre è l’unico della città labronica ad esser scampato ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Infine, aperto da qualche anno, vi consiglio di visitare il “Museo della città”.

L’antico edificio dei Bottini dell’Olio nel cuore del quartiere de La Venezia era il grande deposito oleario del ‘700 voluto da Cosimo III con ampi ambienti e volte a crociera, un tempo adibiti alla conservazione dell’olio, oggi è diventato “Museo della Città”. Attraverso oggetti, immagini, opere d’arte, sprazzi di ironia, installazioni e supporti multimediali si può ripercorrere la storia di Livorno.

Dalla fondazione della città ai film di Virzi, dalle pagine del Vernacoliere alle testimonianze interreligione in questo museo si ripercorre la storia ricca e vivida della città, della sua archietttura e del suo mare.

I piatti o i prodotti tipici da assaggiare se veniamo in vacanza da quelle parti?

A Livorno si dice che per preparare un buon cacciucco occorrono almeno 5 varietà di pesce, tante quante sono le “c” comprese nel suo nome. Il cacciucco, è il piatto tipico che non potete perdervi.

E’ una zuppa di pesce creata dalla fantasia del pescatori per utilizzare il pescato invenduto. È schietta, robusta e piena di gusto come sono i livornesi. Quelli veri.

Le esperienze più belle da fare?

Irrinunciabile come esperienze da fare a Livorno sono le visite guidate tra la street art del quartiere “La Venezia” con le ragazze della galleria Uovo alla Pop.

Uovo è pop è un’originalissima galleria d’arte che non solo ospita molteplici forme e stili di arte pop, con esposizioni temporanee, ma è stata in grado di condurre a Livorno i grandi nomi della street art che hanno cominciato a colorare i muri e a raccontare storie stampigliate negli angoli più disparati della città.  

A Livorno si possono trovare opere di Clet, di Exit Enter, delle Ladies e di tanti altri artisti come Ligama o Libertà che hanno lasciato il loro segno sui muri e grazie ai tour di Uovo alla Pop si può andare in cerca di questi segni, ma anche della storia di Amedeo Modigliani, livornese per eccellenza.

Qual è in assoluto il tuo posto del cuore e perché è il tuo luogo preferito?

Il mio luogo del cuore è il Mercato delle Vettovaglie.

Amedeo Modigliani amava questo mercato, che per le strane coincidenze di cui è piena la vita, per qualche tempo, fu paragonato al Louvre tanta era la sua bellezza. Addirittura Modí, come lo chiamiamo da queste parti, prese in affitto uno stanzone nei piani alti della costruzione del Mercato, angolo via Gherardo del Testa, e portandovi delle pietre si mise a fare scultura, realizzando alcune teste. Quando poi decise di tornare a Parigi, leggenda racconta, che queste opere siano state gettate nel Fosso Reale; fosso che, nel 1984, fu teatro del famoso ritrovamento di alcune teste fasulle, realizzate da alcuni giovani livornesi. Tra i banchi si possono trovare banchi che vendono il pane insipido classico della Toscana da accompagnare alla ricca selezione dei salumi locali, ma anche gli ammollati ovvero i venditori di baccalà e stoccafisso.

Un posto davvero poco conosciuto delle tue parti che merita una visita, e perché?

Pochi conoscono il Parco dei Monti Livornesi che si estende per 1.300 ettari tra i comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo, un vero e proprio polmone verde interessante dal punto di vista naturalistico, geologico e storico da scoprire grazie a suggestivi itinerari immersi nel verde della macchia mediterranea.

Ad esempio il Parco è ricco di corsi d’acqua a carattere torrentizio che alimentavano numerosi mulini, di cui sono rintracciabili i resti ancora oggi, così come ville di delizie ormai diroccate i cui muri, però, raccontano ancora l’antico splendore.

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