Università La Sapienza

L’Università La Sapienza di Roma compie 720 anni e non sembra sentirli, anzi a dispetto della ‘veneranda età’ rimane una delle Università più all’avanguardia in Europa, non solo del punto di vista scientifico (lo confermano autorevoli classifiche internazionali ormai da qualche anno), ma anche sul fronte dell’inclusione e dei diritti per la comunità di docenti, studenti e lavoratori dell’ateneo.

Università La Sapienza: dal 1303 la lunga storia del più antico ateneo di Roma e più grande d’Europa

L’Università La Sapienza oggi festeggia il suo compleanno con celebrazioni che prevedono la premiazione degli studenti più meritevoli e lo svelamento del Monumento agli studenti Caduti nella Grande Guerra.

La lunga storia della prima università di Roma affonda le radici in epoca medievale, e per la precisione nell’anno 1303 quando Papa Bonifacio VIII appena diventato pontefice con la bolla In suprema praeminentia dignitatis fonda lo Studium Urbis.

Nasce così l’Università di Roma che oggi è anche la più grande d’Europa, con una popolazione che conta 120000 studenti complessivi, insieme a 3500 docenti, 1200 tra amministrativi, bibliotecari e tecnici, e 1350 amministrativi all’interno delle strutture ospedaliere.

Un nuovo regolamento per un’Università ancora più inclusiva

Un primo ‘regalo’, in vista del ‘compleanno ufficiale’ che sarà celebrato oggi in Rettorato,  per tuta la comunità de La Sapienza, è arrivato ieri, con l’approvazione di un nuovo regolamento che apre la strada a un’Università sempre più inclusiva.

Un regolamento che, secondo quanto scrive la Repubblica, rende la carriera alias, già attiva da cinque anni nella prima università di Roma, ancora più accessibile e semplice. Per studenti e studentesse che vogliono scegliere un nome d’elezione perché non si riconoscono nel proprio sesso biologico non ci sarà più bisogno di presentare un certificato medico, potranno semplicemente scegliere il proprio nome di elezione. Il nome originale rimarrà solo nei documenti di iscrizione e di laurea.

Il nuovo regolamento non si ferma qui, e prevede la periodica organizzazione di eventi di sensibilizzazione, per diffonde sempre più la cultura dell’inclusione.

Tutte misure che puntano a rendere La Sapienza un luogo accogliente e sicuro per tutti, in cui il benessere, anche psicologico, di studenti, docenti e lavoratori sia un elemento considerato nella giusta importanza. Misure che puntano, in particolare, secondo la rettrice Antonella Polimeni, “…ad affrontare il tema dell’identità di genere, portandolo fuori dallo stigma della malattia.”

RispondiAnnulla risposta