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UNA MELA AL GIORNO

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Gli esperti dicono che non è ancora arrivata al picco massimo, ma io già ne sono caduta vittima. Di cosa sto parlando? Ma dell’influenza. Tosse, raffreddore, febbre, dolori muscolari, spossatezza e quest anno pure depressione.

Sola e indifesa con i miei dolori: pura la mia coinquilina si è dileguata andando a stare dai genitori per paura di ammalarsi, abbandonandomi a me stessa. Ma che se fa così??

Imbacuccata come Ankhesenamon (una moglie di Tutankhamon) vado dal dottore. Da anni ormai, che io abbia mal di testa, mal di schiena, la pressione bassa, un’intolleranza alimentare, un unghia incarnita, o che so io, il mio medico appena finita la visita mi dice:

“Stai bene, trovati un fidanzato e passa tutto” ridendo.

“Scherzi a parte Dotto’ che devo fa’? Ho la febbre, ho mal di testa, sto depressa, mi fa male la gola. Insomma, l’anno è appena iniziato e io già sto ‘na chiavica.” piagnucolo.

“Bevi tanto Fi, riposati, stai al calduccio e rilassati guardando un po’ di tv, e ricordati appena trovi il fidanzato passa tutto.”

Per chi, come me, è abituata a vivere giornate frenetiche nella capitale, che iniziano la mattina e non si sa bene quando finiscono, stare costretta a letto, il più del tempo al buio, a causa del mal di testa, è un castigo divino. Però, visto che al dottore si obbedisce sempre, ma sempre sempre sempre, tornata a casa dalla visita medica, mi butto sul divano, provvista di plaid, thè, un paio di biscotti, fazzolettini per il raffreddore e accendo la tv.

Vabbè, Finta, vuoi che non ci sia un Alberto Angela pronto ad accompagnarti a vedere le (sue) “Meraviglie”.  Magari in replica? Macchè: il pomeriggio degli italiani è, ormai da tempo, governato da uomini, donne, sano trash e dating show.

Facendo zapping sono incappata naturalmente in Uomini e donne, beccando ben due troni over, ovvero quelli dove il noto programma della De Filippi si trasforma in balera. Un esercito di nonni e nonne, ma anche quaranta/cinquantenni:si parlano, si frequentano, ballano, litigano, si innamorano, il tutto sotto l’occhio vigile di Maria.

Ora, se posso capire che la mezza età abbia il desiderio spassionato di vivere i 15 minuti di celebrità ipotizzati da Andy Warhol, i meno giovani (che poi vai a capire quando inizia la terza età) che beneficio ne traggono? Senza contare che raggiungere gli Studi Elios sulla Tiburtina non è poi così comodo, soprattutto se si vive abitualmente a Canicattì, o Bergamo. Certo, non è facile raggiungere gli studi di registrazione neanche se si vive a Sabaudia, o a Roma centro, ma questa è un’altra storia.

C’è poco da fare, mi ha colpito il coraggio con cui, dopo una separazione, o peggio una vedovanza, questi soggetti si buttino nella mischia.

Dopo il ballo, è d’obbligo doparsi con il caffè prodotto dallo sponsor (si sa, a ‘na certa età, dopo un notevole sforzo fisico, bisogna ricaricarsi), lui si che ne trae sani vantaggi! Il grande Eduardo De Filippo diceva “Quando io morirò, tu portami il caffè, e vedrai che io resuscito come Lazzaro”. Ecco, per i nonni della De Filippi è uguale.

Capisco che la solitudine è brutta, capisco anche che andare a ballare in tv (con un restauro facciale da Dive Vere, corredato da vestiti che osano uscire dagli armadi solo a Capodanno), è sempre meglio che andare a giocare a Burraco al circolo anziani del vostro quartiere (a cui poi potete raccontare di essere stati in TIVVU’), ma davvero, dopo separazioni e vedovanze avete voglia di conoscere altre persone col rischio di altro inutile e tremendo dolore?

Cambiando canale, la situazione non migliora. Inciampo in “Primo appuntamento”, un programma basato sul format inglese “First dates” dove, in un noto locale dell’Eur a Roma, più coppie di sconosciuti rigorosamente single condividono una cena. Si mangia, si parla, ci si conosce. Che poi, nel mondo reale funziona più o meno uguale, con la differenza che la cena invece di offrila la produzione del programma, se va bene la offre lui (col rischio che si aspetti qualcosa per il dopo cena) o al massimo “se fa alla romana”.

Mangiare insieme non è poi così banale, e a fine cena al posto del conto c’è il “confessionale”, dove si decide se continuare la frequentazione o meno.

Mi domando: può bastare una cena per conoscersi e decidere se continuare a frequentarsi? Età diverse, esigenze diverse, naturalmente discorsi diversi.

Mi stupiscono i giovani, convinti che questa esperienza possa cambiare le loro vite. Certo, capisco che per portare fuori una ragazza a cena ci vogliono soldi, ma non potete pomiciare a scuola, di nascosto dai vostri genitori, come si faceva ai tempi miei?

Mi stupiscono i coetanei. Uomini, mi rivolgo a voi: possibile che non sapete prendere una teglia di lasagne dal pakistano e spacciarla per vostra, oppure farvi aiutare da una sorella o da un’amica a preparare una cena, mettere due candele sul tavolo, dare una pulitina a casa e aprire una bottiglia di vino con un cavatappi, senza l’aiuto di un maitre professionista che vi suggerisca anche cosa fare?

Come per il trono over però, sono di nuovo i meno giovani a colpire la mia attenzione. Spesso, hanno storie tristissime alle spalle (separazioni e vedovanze di cui sopra), ma nonostante tutto non rinunciano all’amore. Si buttano, si buttano s(p)esso e volentieri.

Per la serie buttiamoci senza paracadute, ecco una bella puntata in replica di “Matrimonio a prima vista”, in assoluto fra i dating show più sconvolgenti. Nozze celebrate fra due single sconosciuti, seguite da un percorso di innamoramento, al seguito del quale i due decidono se restare insieme o divorziare. Un po’ come andare al ristorante e iniziare la cena partendo dal dolce fino ad arrivare all’aperitivo.

Cioè, aldilà delle parti fisiche di una storia d’amore (dal bacio al sesso, per essere chiari) che già son drammatiche, mi sconvolgono le frivolezze, quelle, per esempio che, forse, non si condividono neanche con le amiche storiche, figuriamoci con uno sconosciuto. Non so, i ruttini, le puzzette, la fiatella. Vita vera. Sembrano banalità, ma alla fine, a fa ‘ginnastica’ siamo capaci più o meno tutti (è non è manco detto), ma, sopportare una fiatella di prima mattina, quello è davvero un atto di amore e di coraggio. Un po’ come la pelosissima schiena di lui, o il pigiama di pile di lei. Per fortuna alla fine dell’esperimento, se non ci si piace, c’è il divorzio. Fortuna e Baslini  (che danno il nome alla legge sul divorzio italiana) si stanno rivoltando nelle rispettive tombe. Cose belle.

In preda alla depressione dilagante, e non più solo per colpa dell’influenza, penso che ci vuole una dose di coraggio e incoscienza per fare certe scelte.

Coraggio e incoscienza, sono il mix perfetto e lo ritrovo in uno dei miei ultimi zapping televisivi, quando a ore pasti (come una medicina) trovo niente popò di meno che “Take me out”, dove il mio mantra “mai na’ gioia” viene citato più e più volte da Gabriele Corsi (“Se ti annoia, mai ‘na gioia).

Ragazze come Finta cercano l’anima gemella, per loro tre round per stabilire se il ragazzo libero è interessante o meno. Pulsante alla mano, giudicheranno lo gnoccolone di turno sulla base di video di presentazione riguardante pregi, difetti, hobby, poi esibizione danzante, monologo o canzone (fondamentali nella conquista delle ragazze), racconto imbarazzante da parte di parenti o amici.

Bel misto fra balera, tronisti, quizzone, valido anche come casting per altri programmi tv. (Non sia mai, li vede Maria e li piazza nel trono classico, o li manda a fare i corteggiatori a Temptetion Island).

Talvolta Corsi, finiti i round, suggerisce al ragazzo single un appuntamento al buio (perché dopo i tre round, con una delle ragazze in studio, sarebbe stato un appuntamento alla luce!), con una misteriosa ragazza. A quel punto, la sorpresa può essere veramente tanta che gli occhi nel panico del ragazzo single dicono “Me sa che era meglio la dirimpettaia brufolosa”.  Forza, marciate felici verso la “Take me House”.

Ah, le care, vecchie, solide basi dell’amore.

A fine serata, a tv spenta, al calduccio del mio lettino, ripenso ai consigli del medico. Mica lo sapevo che l’anima gemella era nascosta dietro il tasto 31 del nostro telecomando.

Dottore, ma come faccio a trovare un fidanzato se Cupido è impegnato 24 ore su 24 col suo moderno lavoro in tv??

Oggigiorno non ci si può fidare manco più dei consigli del medico. Mi sa che da domani inizierò a mangiare una mela al giorno!

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