come spiegare la guerra ai bambini

Mai come ora, negli ultimi 70 anni abbiamo avuto la percezione che la guerra sia una tragedia che ci riguarda da vicino. Mai come nel caso della guerra in Ucraina, i racconti e le immagini dal fronte ci sono apparsi preoccupanti e minacciosi per la nostra stabilità. Eppure questo non è stato un secolo di pace, di guerre ne abbiamo viste tante e se alcune erano anche geograficamente lontane, altre le abbiamo avute alla porta di casa, o a distanza di qualche bracciata dalle nostre coste.

Adulti e bambini davanti alla guerra in Ucraina

Ma quella in Ucraina è una guerra diversa, prima di tutto nella nostra consapevolezza e percezione.

Una guerra che arriva come ulteriore stress dopo i due anni fantascientifici della pandemia e che viene ad aumentare il senso di ansia e instabilità con cui ormai conviviamo permanentemente.

Se questo è lo stato d’animo diffuso tra gli adulti, come possono i genitori rispondere con chiarezza alle tante domande sull’Ucraina dei più piccoli? Come spiegare la guerra ai bambini senza creare loro troppa ansia, in un momento in cui noi per primi siamo bombardati da dati e visioni destabilizzanti?

Come spiegare la guerra ai bambini, i consigli della psicologa

Per rispondere ai nostri dubbi ricorriamo ai consigli della dottoressa Francesca Bressan, psicologa e psicoterapeuta del Centro Psicologia Parioli e di una onlus che di guerra e di bambini in guerra si occupa da decenni: Save the Children.

Secondo la dottoressa Bressan “Innanzitutto bisogna non lasciare soli i nostri figli davanti alle immagini del conflitto ed evitare di esporli al bombardamento mediatico, dandogli solo poche informazioni in modo che immagini e parole non si sovrappongano nella loro mente. Poche informazioni vuol dire informazioni a cui si può dedicare più tempo per la comprensione. Queste informazioni che arrivano dalla televisione è bene che siano accompagnate dalla spiegazione degli adulti che devono evitare assolutamente messaggi ansiogeni oppure sfruttare la sofferenza altrui per far sentire in colpa i più piccoli con frasi come: ‘sei fortunato, guarda quelle povere persone sotto le bombe’. Gli adulti devono guidare i bambini nella comprensione della realtà, ma non togliere loro la serenità né la sicurezza”.

Ovviamente in questo avrà un ruolo importante anche la scuola, soprattutto alla luce del fatto che a scuola molti bambini si ritroveranno gomito a gomito con i coetanei che dalla guerra in Ucraina sono fuggiti. Solo a Roma infatti, dall’inizio del conflitto sono già arrivati quasi 1600 minori ucraini, molti con la madre e anche alcuni non accompagnati.

“Questi bambini che stanno arrivando” dice la dottoressa Bressan. “Sono per lo più scolarizzati e arrivano da un contesto sociale abbastanza simile al nostro. L’incontro con i nostri bambini potrà aiutarli a comprendere la realtà, sempre che il tutto sia accompagnato dal lavoro degli insegnanti che devono preparare gli uni e gli altri a questo incontro”.

Le linee guida di Save the Children

Anche secondo Save the Children il ruolo della scuola sul come spiegare la guerra ai bambini è fondamentale. Tanto che la onlus che si occupa dei diritti dei bambini, ha stilato una breve lista di consigli per gli insegnanti alle prese con questa inedita situazione.

Alcuni di questi consigli in realtà si rivolgono sia a maestri e professori che a genitori e tutori. Il principale e più importante è quello di creare spazi di comunicazione e ascolto delle domande dei più piccoli. Insomma, non c’è dubbio che i bambini non debbano essere lasciati soli davanti alle immagini e alle notizie che arrivano dalla guerra.

I discorsi ovviamente, dovranno essere adattati alle età dei bambini. Se i più piccoli potrebbero accontentarsi di spiegazioni più semplici a domande basiche come cosa è la guerra? Perché scoppia la guerra? I più grandi che probabilmente conoscono già il concetto di guerra, avranno bisogno di risposte più complesse ma anche più rassicuranti.

A casa come in classe è quindi importante trovare spazi per parlare di questa realtà, ascoltare gli stati d’animo e i dubbi che crea sui più piccoli e provare a parlarne in modo rassicurante.

Anche secondo Save the Children, l’incontro con le esperienze dei bambini ucraini può essere un momento di scambio che può aiutare sia i nostri figli a comprendere meglio la realtà che i piccoli in fuga a trovare più velocemente comprensione tra i compagni. I bambini hanno un’empatia molto sviluppata e sono in grado di usarla per filtrare informazioni.

Infine può essere utile assecondare i bambini se manifestano la volontà di fare qualcosa di concreto sull’argomento: disegni, letture o scrivere i loro pensieri.

Tre libri per spiegare la guerra ai bambini

Un valido aiuto per spiegare la guerra ai bambini sono sicuramente i libri. Qui tre titoli che, dai bambini più piccoli ai ragazzi delle superiori possono aiutare alla comprensione dei conflitti.

  • G. Rodari, – La guerra delle campane, EL (scuola primaria)
  • Davide Calì – Il nemico, Ed.Terre di Mezzo Editore (scuola media)
  • Beah I. – Memorie di un soldato bambino, Ed. Beat (scuola secondaria)

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