Apre a Trastevere, per iniziativa della chef Alessandra Ruggeri, Trippa Osteria. Un indirizzo che vi riporterà alle atmosfere e ai sapori delle osterie romane: convivialità, autenticità e golosità.

Ognuno di noi ha la sua madeleine, quel cibo che, al primo morso, riportava il protagonista di Alla Ricerca del Tempo Perduto di Marcel Proust, indietro nel tempo, a rivivere le gioie dei giorni felici. Per molti è il piatto che ricorda la cucina della nonna o della mamma, o i pranzi della domenica, quello che ristora, in un sol boccone, stomaco e anima. Se siete di Roma, c’è buona possibilità che possiate trovare la vostra madeleine nel menù di un nuovo indirizzo trasteverino.

Trippa Osteria ha aperto da qualche settimana in via Mameli 15, sopra San Cosimato, per iniziativa dell’energica e intraprendente chef Alessandra Ruggeri.

Alessandra è cresciuta appunto nella cucina della nonna, ha lavorato per tanti anni in una grande azienda e, alla boa dei 50, ha scelto di dare libero sfogo al suo talento e realizzare il suo sogno, lanciandosi nella ‘giungla’ della ristorazione romana.

Il sorriso sempre pronto, la grinta da capitana, una passione inesauribile e le idee ben chiare, sono le armi che la chef sfodera alla guida della sua Trippa Osteria.

Già oltrepassando la soglia del locale, il senso di accoglienza e di calore dà un’idea di quello che ci aspetta una volta seduti a tavola. Dettagli retrò che ci riportano piacevolmente indietro nel tempo e il legno a far da padrone, con i tavoloni simbolo della convivialità da osteria, del piacere di condividere pasti, emozioni e compagnia.

trippa osteria

E’ l’indirizzo giusto questo, per una bella serata tra amici, in cui scambiarsi battute e aneddoti, svuotando un bicchiere di vino, rigorosamente naturale o biodinamico, soddisfando il palato con le ricette più amate della tradizione capitolina.

“Ho seguito un filo nel creare il menù” racconta Alessandra, “Propongo ai miei clienti ciò che mi piace, i piatti che amo, quelli che vorrei trovare quando vado a mangiare fuori.”

Una linea semplice, una carta che racchiude in pieno la personalità di Alessandra, che propone la tradizione e i piatti del cuore, con la sapienza di chi ne conosce ogni segreto e si è dedicata per anni al cibo e alla cucina, prima di lanciare Trippa Osteria. La sua passione, ben prima di fare il grande passo, l’aveva portata ad incontrare sulla sua strada due signore della ristorazione romana come Igles Corelli e Luisanna Messeri, a diplomarsi nella scuola professionale Tu Chef e, ora, ad aprire un suo spazio, proponendo cucina romana nel rione simbolo della romanità.

trippa osteria

Ha scelto un piatto icona Alessandra, per dare un nome e un concept al suo locale, puntando sui tanti estimatori della trippa, e forse anche, sul suo effetto evocativo.

La carta di Trippa Osteria, cavalca in pieno l’inarrestabile rivalutazione dei tagli poveri e del quinto quarto, ci porta ad esplorare sapori antichi con modalità nuove, ci fa fare insomma, un tuffo nelle nostre radici culinarie.

Personalmente, da romana, se penso a mio nonno, tra le altre cose, lo vedo a mezzogiorno in punto, seduto a tavola, davanti a un piatto di trippa ben immersa nel sugo e a un bicchiere di vino dei Castelli; se penso ai pranzi della domenica, di tante domeniche fa, penso a coniglio e abbacchio; se penso al mio pasto ideale, penso a una generosa porzione di carbonara, e se penso al dolce che più mi ristora e mi consola, penso a una zuppa inglese ben bagnata.

Assaggiare i piatti di Trippa Osteria è stato un viaggio nel tempo, nel gusto e nel tepore.

La regina del menù è, ovviamente, la trippa, che potete scegliere nella classica versione romana al sugo (€10), davvero fatta a regola d’arte, con i fagioli (€8), nella golosa versione fritta (€8), in polpette (€6), nell’uovo in trippa(€7) e nel ripieno dei ravioli (€10).

Le frattaglie trionfano nella cucina di Alessandra Ruggeri, che le propone in ogni loro più golosa variante: fegatelli, schinali, coratella (€8) e poi pajata (€8), coda e (menzione d’onore) animelle (€12), saporite e delicate, accompagnate ovviamente, dai carciofi, grandi protagonisti in menu, in questi giorni di massima fioritura.

Tra i primi, oltre alla ‘trinità’ immancabile (carbonara , amatriciana, cacio e pepe tutte a 8€), la chef propone maltagliati al ragù di cortile, con pollo e coniglio, o conditi con pesto di broccolo romano e nocciole di Viterbo (€9). Le eccellenze e la sfumature culinarie dell’alto Lazio, vanno a rafforzare i sapori romani nel menù di Trippa Osteria.

Tra i secondi, ancora un trionfo di tradizione capitolina, con lo scottadito, la coda alla vaccinara (€13), rigorosamente secondo tradizione, il baccalà alla trasteverina (€13), le già citate animelle (€12), il coniglio in umido (€13) e la cotoletta d’abbacchio fritta panata (€15). Tra i contorni patate al forno, cicoria ripassata o carciofi alla romana, puntarelle.

Tra i dolci: zuppa inglese,tiramisù,crostata ricotta e visciole, sampietrino (5-6€).

Della tradizione, della genuinità, del sapore quindi, s’è detto. Quello che dovete ancora scoprire, da Trippa Osteria, è la delicatezza quasi miracolosa che la chef riesce a regalare a piatti notoriamente robusti. Un tocco riconoscibile, che vi rifarà assaporare antiche ricette in una versione diversa.

Tutte le info su Trippa Osteria:qui.

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