titanic storia

Centodieci anni fa, il 10 aprile 1912 salpava da Southampton, direzione New York il Titanic. Un vero miracolo di tecnologia, simbolo delle infinite possibilità della modernità industrializzata, già molto prima dell’inizio del suo viaggio, questa nave era sinonimo di lusso, efficenza, futuro.

I 2230 passeggeri che si erano assicurati un biglietto per quella che era percepita già dai contemporanei come una storica traversata, erano ammirati e invidiati per la loro grande fortuna.

Tutti nel mondo sapevano, che il Titanic non era una nave come le altre, ma uno scafo come non si era ancora mai visto solcare mari e oceani.

110 anni fa il naufragio del Titanic, una storia diventata leggenda

Per costruire questo gigante dei mari che non avrebbe dovuto avere rivali in fatto di velocità, sicurezza, ma anche attrattiva per una clientela selezionata, ci vollero tre anni. Per vederla affondare, risucchiando con sè nel buio del mare artico 1500 vite, bastarono due ore e mezza.

La tragedia del Titanic rappresenta sicuramente il disastro in mare che più ha destato sensazione e colpito l’immaginario collettivo dell’ultimo secolo. Non a caso il Titanic e la sua storia hanno ispirato, e continuano ad ispirare libri, film, documentari, inchieste giornalistiche. A 110 anni di distanza dal suo varo e dal suo tragico destino quella del Titanic rimane una storia in bilico tra cronaca e leggenda.

Un pò per il grande lavoro di ‘pubblicità’ che fecero i suoi armatori quando ancora quella nave era in fase di costruzione nei cantieri di Belfast. Quella che stava nascendo non era una nave come le altre, ma sarebbe stata la regina incontrastata degli oceani, una vera e propria reggia galleggiante che avrebbe accolto i passeggeri in un ambiente curato in ogni dettaglio, mettendo loro a disposizione ogni comodità e lusso concepibile sulla terra ferma.

Titanic, tutti i numeri della nave inaffondabile

Già prima della partenza, il 10 aprile 1912, non si faceva che favoleggiare di quella meraviglia della tecnologia che prometteva tappeti tanto alti da sprofondarci fino alle ginocchia.

A questa mitologia ante disastro si è poi sovrapposta quella che si è andata via via costruendo dopo il naufragio, tra i racconti dei 700 sopravvissuti e i particolari riportati in luce dalle cronache di quei giorni.

Di per sè, quella del Titanic, era già una storia che, nuda e cruda, avrebbe fatto parlare di sè per i decenni. Basta guardare ai numeri di quella incredibile nave.

Costruita in tre anni di lavoro, il Titanic uscì dai cantieri di Belfast della Wild Star potendo contare su una mole di 46.328 tonnellate distribuite su 269 metri di lunghezza e 53 di altezza. Lo scafo poteva navigare a una velocità di 44 chilometri orari spostando circa 50000 tonnellate d’acqua al suo passaggio.

Tale meraviglia della tecnica progettata dall’ingegner Thomas Andrews fu affidata alla guida del capitano Edward John Smith che, alla vigilia del primo viaggio, dichiarò di non riuscire a immaginare cosa potesse affondare quella nave che era davvero universalmente creduta inaffondabile.

Il viaggio del Titanic

I primi dei 2230 fortunatissimi passeggeri salgono sulla nave più famosa del mondo per avere l’onore di partecipare al suo primo viaggio, il 10 aprile nel porto di Southampton. Il Titanic farà altre due tappe per raccogliere tutti i passaggeri, una sul canale della Manica, l’altra a Cork, sulla costa irlandese, per poi affrontare l’Atlantico.

I quattro giorni di navigazione che precedettero il disastro, furono semplicemente perfetti anzi, indimenticabili, a sentire i resoconti che negli anni successivi alla tragedia fecero i superstiti.

Gli armatori volevano che quella nave regalasse ora, diremmo oggi ‘un’esperienza’, non solo il trasporto da un lato all’altro dell’oceano. E pare che fossero davvero riusciti nel loro intento.

I lussi a disposizione dei passeggeri della prima classe erano imparagonabili rispetto a qualsiasi altro viaggio mai organizzato prima e i viaggiatori si ritrovarono a vivere una crociera da sogno, mentre il destino stava preparando per loro uno degli incubi peggiori della storia navale moderna.

Erano circa le 23.40 del 14 aprile 2012, il Titanic stava navigando a largo di Terranova e una vedetta avvistò un blocco di ghiaccio sotto la superficie dell’acqua. L’iceberg affiorava ma in lontananza, il punto in cui avvenne l’impatto invece, era nascosto sul fondo. Quando la nave ci passò sopra, a bordo si avvertì solo un bell’ urto, ma non tale da destare preoccupazione. I lampadari tremarono, gli oggetti caddero sulle mensole, sul ponte arrivò qualche scheggia di ghiaccio. Tutto qui. Superato l’iceberg sembrava che il viaggio dei sogni potesse tranquillamente proseguire alla volta di New York. E invece, il danno di quello che fu avvertito come un breve urto si rivelò nel giro di poche ore fatale, per quel gigante dei mari e per 1500 dei passeggeri a bordo.

L’iceberg e il naufragio

Quella lastra di ghiaccio nascosta nel buio dell’oceano aveva tagliato lo scafo della nave inaffondabile. Ci volle più di un’ora perchè a bordo si capisse che il problema era serio, anzi, irreversibile. L’ordine tassativo del capitano fu di evitare in ogni modo di creare panico tra passeggeri ed equipaggio. I passeggeri, anche quando iniziò la distribuzione dei giubotti salvagente, faticavano a capire cosa stava succedendo o rimuovevano il pensiero che una nave inaffondabile stesse per trasformarsi in una gigantesca e lussuosa tomba collettiva.

C’era poi l’orchestra che suonava. Era stato il capitano, nel suo sforzo di evitare il diffondersi del panico e del caos a bordo, a ordinare che violini, fiati e tastiere continuassero a esprimere le loro affascinanti melodie, contribuendo non poco al ritardo con cui l’effettivo pericolo venne compreso dalla maggior parte dei passeggeri.

Un dato confermato anche dal fatto che, le prime due lance per l’evacuazione della nave, furono riempite solo per la metà della loro capienza, proprio perchè molte persone preferivano aspettare sicure che il problema si sarebbe presto risolto.

Saranno proprio i primi evacuati sulle lance ad avere la percezione esatta della situazione. Nel buio e nella lontananza la sagoma del Titanic era la plastica verità di ciò che stava effettivamente succedendo: mentre i violini suonavano nel salone delle feste la nave si stava inabissando trascinando con sè, nel buio degli abissi, centinaia di vite umane.

Quando la verità non era più negabile a bordo, vennero lanciati razzi e telegrafati messaggi di richieste di aiuto, ma era troppo tardi. A quel punto le scialuppe di salvataggio non sarebbero bastate per portare in salvo tutti, il panico si diffuso a bordo insieme alla consapevolezza di essere incastrati in una trappola mortale.

Alle 2 della mattina del 15 aprile lo scafo si spezzò in due, poco dopo la prua del Titanic appariva completamente inabissata e si era portata con sè la poppa che si trovava totalmente in verticale. Si salvarono circa 700 persone. Quando la prima nave che aveva captato la richiesta di aiuto arrivò nei pressi del Titanic si trovò davanti a una distessa bianca di giubbotti di salvataggio che facevanno galleggiare i corpi assiderati dei naufraghi.

Il relitto del Titanic: ricerche e visite guidate negli abissi

Da allora, da quella tragica alba di morte, il Titanic e la sua storia sono diventati di ispirazione per artisti, scrittori e registi, talmente la parabola della nave inaffondabile era simbolica dell’imprevedibilità del destino.

Ma il naufragio più famoso della storia è stato ovviamente anche oggetto di inchieste e studi. Tra questi, un documentario di Channel 4 che, partendo da segni di fiamme riscontrati sul relitto, mette in dubbio che sia stato solo l’iceberg ad affondare quella nave delle meraviglie, sostenendo che già un giorno prima della partenza fosse scoppiato un incendio presso il locale caldaia che avrebbe indebolito la struttura della nave, rendendola più vulnerabile al fatale impatto con la lastra di ghiaccio al largo di Terranova.

Il relitto del Titanic è tuttora oggetto di studi dei ricercatori, si trova ad una profondità di 3800 metri da 110 anni. Recentemente i ricercatori di OceanGate hanno lanciato l’allarme sulla necessità di occuparsi della conservazione di un così prezioso reperto storico che si sta rapidamente deteriorando.

Nel frattempo però è possibile avvicinarsi e osservarlo inabissandosi in un tour marino al modico prezzo di 150mila dollari.

A Branson invece, in Missouri, si può visitare il Titanic Museum entrando in una ricostruzione della nave.

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