Vuoi avere denti dritti? Prova a usare una lama di metallo. Vuoi dimagrire? Vediamo quanti pasti riesci a saltare! Questi e migliaia di altri consigli tossici sono disponibili ogni giorno sui social media. Il rischio per bambini e adolescenti è quello di avere ripetutamente davanti agli occhi modelli estetici irreali e dannosi che distorcono la realtà e minano la propria autostima.

Per parlare di queste importanti tematiche“Dove Progetto Autostima ha radunato a Milano alcuni di più seguiti influencer italiani, come The Pozzolis Family, Beatrice Valli e Valentina Dallari, che hanno raccontato al pubblico la loro esperienza.

Il “Dove Progetto Autostima” nasce con un doppio obiettivo: incoraggiare bambini e adolescenti a definire i propri standard di bellezza e aiutare gli adulti a guidarli verso una maggiore consapevolezza della tossicità di certi contenuti del web. Chi meglio dei volti più noti della rete quindi, per affrontare questa tematica?

A ‘lezione di autostima’ dagli influencer con il progetto Dove

Nell’ambito del progetto, si è svolta nella cornice dei giardini Indro Montanelli di Milano la “Giornata dell’Autostima” in cui alcuni dei volti social più noti nel nostro Paese si sono confrontati con il pubblico.

Moderati dalla scrittrice Chiara Tagliaferro, The Pozzolis Family, Beatrice Valli , Valentina Dallari, Stefania Andreoli, Nick Cerioni, Benedetta De Luca, Oxana Lipka, Sandro Marenco, Luciano Spinelli, Carly Tommasini, e Sara Ventura hanno portato le loro testimonianze sui concetti di pregiudizio e unicità e sulle responsabilità dei social, della scuola e della famiglia nel determinare l’autostima di ciascuno.

Genitori, figli e stereotipi. The Pozzolis Family: dare l’esempio, dentro e fuori casa

Gli attori comici Alice Mangione e Gianmarco Pozzoli e i loro due bambini, ossia “The Pozzolis Family”, sono protagonisti di storie divertenti e ironiche seguitissime sui social dai più piccoli.  La loro voce è particolarmente interessante da ascoltare perché i loro contenuti si rivolgono ai più piccoli e alle loro famiglie.

“Aiutare i figli a costruire la propria autostima è difficilissimo, soprattutto se da piccoli gli stessi genitori non l’hanno avuta”. Ha fatto notare Alice. “In casa nostra la parola d’ordine è ‘gentilezza’ – dice Gianmarco – cerchiamo di prestare attenzione alle parole che utilizziamo e anche al linguaggio del corpo”. Un’attenzione che contribuisce anche a abbattere i pregiudizi, dentro e fuori dalle mura domestiche. “Ogni frase è una mina” ribadisce Alice. “Davanti ai più piccoli, a volte si usano con leggerezza espressioni che perpetuano certi stereotipi. “Ma questa musica che ascolti non sarà troppo da femmina?” In questo senso, dare il buon esempio ai propri figli li aiuta a non giudicare e non giudicarsi.

L’ideale di “bellezza social”. Beatrice Valli: “Critiche sì ma costruttive”

“Sei grassa, non mi interessa più seguirti”. È uno dei tanti messaggi che Beatrice Valli, ex corteggiatrice di Uomini e Donne e influencer con più di 3 milioni di followers su Instagram, ha ricevuto nel periodo della sua terza gravidanza. Quei 28 chili in più hanno scatenato gli haters che l’hanno ricoperta di insulti perché non corrispondeva più ad un ideale di bellezza “social”. Parole che l’hanno fatta soffrire molto, ammette lei stessa. Come tutti, all’inizio l’istinto l’ha spinta a chiudersi per difendersi dalle critiche, ad allontanarsi dai social. “Grazie agli haters, però, ho capito il significato della frase che mia nonna mi ripeteva da piccola: tu devi stare bene per quello che sei.” Forte anche del supporto di suo marito Marco (ex tronista conosciuto a Uomini e Donne), Beatrice ha deciso replicare: “Ho pensato: io mi piaccio e sto bene, chi siete voi per dirmi come devo essere?” Secondo l’influencer, le critiche sono costruttive e preziose solo se in un contesto di confronto e di scambio. Anche così, grazie agli altri, si impara a raggiungere consapevolezza del proprio valore e ad apprezzarsi per la propria unicità.

Proteggersi dalla tossicità. Valentina Dallari: “Il fallimento non sembra contemplato”

Gli stereotipi sono pericolosi per la nostra autostima anche perché rischiamo di usarli contro noi stessi. La deejay Valentina Dallari, bolognese, 28 anni, ha deciso di raccontare sui profili social lasua lotta contro i disturbi alimentari. “Intorno a noi percepiamo un’esigenza di perfezione che non è solo fisica e estetica: è come se non potessimo permetterci di sbagliare mai, il fallimento non sembra contemplato”, spiega. Una pressione che può trasformarsi in comportamenti contro noi stessi quando crediamo di corrispondere all’immagine che gli altri ci restituiscono tramite parole tossiche. “Ho capito che non posso controllarle ma posso colmare il vuoto dentro me, quello spazio di cui le persone nocive si nutrono”. Per Valentina, oggi si prova ancora vergogna ad ammettere di avere disturbi alimentari, ci sono da superare tanti tabù e pregiudizi, ad esempio quello che l’anoressia è “un problema da donne”. Con la voglia di guardarsi a fondo e conoscersi per quello che si è: così sarà possibile mettere in atto dei cambiamenti culturali profondi.

Marika De Sandoli

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