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Tania Cagnotto mamma contro la meningite :”Prevenzione e sport per proteggere i nostri figli”

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Tania Cagnotto supercampionessa azzurra è anche una delle ‘supermamme’ che si battono contro la meningite diffondendo l’informazione sulla prevenzione e i benefici dello sport per la salute dei più piccoli


Tania Cagnotto, campionessa di tuffi e oggi super mamma di Maya, nata il 28 gennaio 2018, è una delle madrine di M-team:contro la meningite per la salute dei nostri bambini, l’evento che si occupa di sensibilizzare sulla prevenzione di questa malattia che colpisce sempre di più bambini
nella fascia d’età compresa tra 0 e 4 anni e che ha fatto tappa a Ponte Milvio a Roma, in occasione della festa della Mamma.
In una giornata dedicata alla salute dei più piccoli tra giochi e percorsi educativi, sul ponte dei lucchetti dell’amore, la campionessa ha voluto dare la sua testimonianza di mamma e atleta, insieme ad un team d’eccezione, composto da Amelia Vitiello, Presidente del Comitato Nazionale contro la Meningite, Elena Bozzola, medico pediatra e infettivologo dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, spiegando le ragioni della sua presenza e l’importanza di fare prevenzione:


“Una delle ragioni per cui sono qui oggi è che, quando è nata mia figlia Maya, che oggi ho portato qui con me, una delle mie prime preoccupazioni è stata quella del vaccino, non in sé stesso, ma perché utile a proteggerla dalle malattie gravi, come la meningite.
Ho accettato fin da subito di prendere parte a questa iniziativa perché per me è stata un’occasione bellissima non solo per capire un po’ di più sulla malattia, grazie alla presenza di una pediatra nel nostro team, ma anche di togliermi qualche dubbio, domanda e paura che avevo. Questo è stato uno dei motivi principali che mi hanno portata qui oggi. Il secondo è che nella mia vita sono sempre stata abituata a dover prevenire prima come sportiva, cercando di evitare gli infortuni e preparandomi fisicamente a non farmi male, adesso come mamma. Con la presenza di Maya mi rendo ancora più conto di quanto sia importante la prevenzione, quindi fare i vaccini, prestare attenzione alla sua alimentazione e cercare di farla muovere e giocare il più possibile all’aria aperta”.


La meningite da meningococco è un’infezione sempre più diffusa in Italia e colpisce soprattutto i più piccoli. Attraverso l’informazione è però possibile prevenirla e il fatto che a promuoverne l’importanza siano dottoresse, sportive ma soprattutto madri e donne dà un valore aggiunto
all’iniziativa.
Un genitore spesso teme per la salute del proprio figlio e la possibilità di potersi confrontare con un team di esperti infonde maggior sicurezza, perché permette di avere una visione più approfondita del problema e di avere gli strumenti necessari per poterlo affrontare, come ha spiegato anche Tania:


“Proviamo a pubblicizzare il fatto di educare sanamente i nostri bambini, sia con la prevenzione, sia incentivando le mamme a far fare sport ai bambini sin dalla giovane età.Oggi io sono qui proprio per questo, non solo in veste di sportiva, ma anche di mamma”.


Dopo Roma sarà la volta di Bari e Padova che l’M-Team raggiungerà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di estendere l’iniziativa, successivamente, anche ad altre città italiane.
Informare permette di educare le famiglie ad adottare uno stile di vita sano, ma è necessario che questo venga applicato alla vita di tutti i giorni, partendo dall’alimentazione e facendo praticare sport ai bambini fin dalla tenera età.
L’attività sportiva può essere la carta vincente per uno stile di vita sano ed equilibrato e chi meglio di Tania, tuffatrice italiana con il maggior numero di podi e titoli conquistati, può testimoniarlo? Praticare uno sport per un bambino deve essere prima di tutto un divertimento e non una costrizione imposta da un genitore, ha spiegato l’atleta, che oggi cerca di fare lo stesso anche con sua figlia:


“Ho iniziato a fare tuffi a 6 anni, ma i miei genitori mi hanno sempre spinto a fare diversi sport. Ho provato con il tennis, lo sci, la danza, ma mi divertivo più in acqua e così ho scelto di fare questo sport. Non lo facevo per competizione, per le medaglie o i titoli che avrei potuto vincere, ma perché mi divertivo ed è questo che dobbiamo insegnare ai nostri figli. Ho iniziato con il gioco ed è stata proprio questa la mia fortuna, quindi secondo me la chiave sta nel far divertire il bambino,non portarlo a far sport perché deve competere o diventare un campione a tutti i costi. Non deve essere spinto troppo dai genitori perché sarà lui a scegliere e a porsi i suoi obiettivi oppure a capire che quella non è la sua strada”.

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