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SUBIACO: NATURA E ARTE A UN’ORA DA ROMA

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cammino di san benedetto
FuoriPorta: Subiaco Ph©TuaCityMag

Oggi vi portiamo a un oretta di auto da Roma, in direzione nord est a scoprire le meraviglie artistiche e paesaggistiche della zona di Subiaco.

Di certo, questo borgo di 9000 anime e i suoi meravigliosi dintorni, protetti dal Parco dei Monti Simbruini, sono tra le mete più amate da romani e turisti per una scampagnata in giornata dall’ Urbe.

Uno dei motivi di attrattiva della zona è, senz’ altro, la rigogliosa natura. La verdissima  Valle dell’Aniene​  con le sue acque tumultuose, è tra l’altro, un paradiso per tantissimi appassionati di rafting che vengono da tutta Italia per sfidare i corsi d’acqua e le cascate che si snodano facendosi spazio tra fitte foreste.

FuoriPorta: Subiaco Ph©TuaCityMag

Nella stagione invernale, gli amanti della natura e degli sport all’aria aperta affollano invece la stazione  sciistica di Monte Livata, dove i romani trovano le piste da sci più vicine a casa.

Ma sicuramente la zona è una meta che offre tantissimo anche a chi ama andare in giro in cerca di bellezza, di arte e di spiritualità.

Subiaco infatti è indelebilmente legata al nome di San Benedetto da Norcia. Qui, in una grotta alle pendici del Monte Taleo, il santo visse e, sul luogo del suo eremitaggio, oggi sorge il suggestivo Monastero del Sacro Speco e poco distante quello di Santa Scolastica l’unico rimasto dei primi tredici monasteri fondati dal santonell’ alta valle dell’Aniene per ospitare i suoi discepoli.

Che siate credenti o no, il Sacro Speco è un posto da non perdere. Arroccato su uno sperone di roccia, che è la parete di una gola boscosa in mezzo a  cui si fanno strada le acque impetuose del fiume Aniene, vale la pena arrivare lassù già solo per ammirare la valle. La sua posizione lo fece paragonare da Papa Pio II a un nido di rondine, mentre Petrarca lo definì il “limen paradisi”.

FuoriPorta: Subiaco Ph©TuaCityMag

Ma una volta entrati nel monastero, vi renderete conto che la bellezza esterna trova concorrenza in quella dentro le mura. Le cappelle interne si alternano una dopo l’altra su diversi livelli, gli affreschi e le architetture medievali si integrano con la natura in cui sono immerse e gli scorci dalle finestre sono suggestivi almeno quanto le volte completamente dipinte.

Una volta fatta l’esperienza del Sacro Speco, è bene non trascurare il delizioso borgo: attraversate l’antico ponte e fatevi una bella passeggiata tra i vicoli, alla ricerca magari, del posto giusto dove godervi un buon pranzo, che potreste gustare anche alla foresteria del Monastero di Santa Scolastica: menù genuino con prodotti di stagione a prezzi modici.

 

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