Gli studenti fuori sede che prendono in affitto una stanza o un appartamento nel luogo in cui desiderano studiare si ritrovano anche quest’anno di fronte al solito problema del caro affitti. L’alta richiesta di alloggi nei quartieri universitari fa puntulamente lievitare i prezzi delle case.

Questo sta portando a discutere sempre più sulla questione affitti, soprattutto in relazione al PNRR, che prevedeva dei fondi destinati proprio agli alloggi per gli studenti.

Affitti per i fuori sede: rincari e alternative

In Italia si contano circa 800 mila studenti fuori sede, che quest’anno più che in precedenza, dati i prezzi impazziti causati dall’inflazione si ritrovano davanti al solito problema del caro-affitti divenuto ancora più grande.

Le case in affitto in molte grandi città stanno diventando sempre meno e i loro prezzi, di conseguenza, crescono sempre più. Ovviamente le cifre richieste dai locatari differiscono al costo di vita medio della città/regione in questione. Infatti, solitamente, nelle grandi città o nei centri storici il prezzo dell’alloggio è più alto. Molti studenti, quindi, che spesso vengono da luoghi di origine più piccoli e quindi più economici si trovano in difficoltà nel trovare alloggi che siano davvero accessibili.

Una soluzione per la quale optano sempre più persone è rappresentata dalle università telematiche, che permettono di risparmiare su moltissime voci di spesa. Tra queste, gli spostamenti (visto che le lezioni si possono seguire al 100% da casa), ma anche gli affitti e il materiale didattico (che è disponibile completamente in formato digitale). I costi previsti dall’università telematica sono visionabili online possono essere ulteriormente ridotti se si accede a una delle convenzioni che gli atenei telematici attivano con enti, aziende e associazioni, oltre alla possibilità di beneficiare di numerose borse di studio.

PNRR e questione affitti

Di affitti e fuori sede se n’è parlato anche in relazione al PNRR, ma per un problema di ritardi e scadenze la questione è stata accantonata. Per poter ottenere una parte di finanziamento, la terza rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, infatti, il governo ha deciso di rinunciare alla tranche relativa ai posti letto degli studenti fuori sede. Per ottenere questa parte, che equivarrebbe a 500 milioni di euro, il governo dovrà aggiornare i documenti relativi entro sei mesi, per ottenere il denaro almeno l’anno prossimo. I soldi destinati agli alloggi per gli studenti, quindi, verranno inseriti nella quarta rata del PNRR.

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