Home Blog Oltre Raccordo: Storie di donne dal mondo

Oltre Raccordo: Storie di donne dal mondo

93
0
oltre raccordo: storie di donne dal mondo

Anche questa settimana torna la rubrica sulle storie di donne dal mondo. Dove ci porteranno questa domenica?

La foto dietro “la foto del secolo”

C’è una foto, dietro “la foto del secolo”, quella che, dopo anni di tentativi, calcoli e studi ci ha restituito l’immagine di un buco nero, nella galassia M87, a 60 milioni di anni luce dalla terra. Dietro questa foto, c’è quella, postata su facebook, di Katie Bouman, giovane ricercatrice dell’MIT che guarda con un misto di gioia e stupore l’immagine a cui ha lavorato per tre anni, da quando, all’indomani della laura, si è messa a studiare l’algoritmo che avrebbe permesso di tradurre in una foto l’essenza del buco nero. A 29 anni, Katie Bouman, ha guidato un team di circa duecento astronomi, tecnici, ingegneri e matematici, mettendo insieme miliardi di dati e tirandone fuori la formula magica, l’algoritmo in base al quale, otto radiotelescopi superpotenti, sparsi per il globo, puntati nello stesso momento, nello stesso punto dell’universo, hanno realizzato ciò che, fino a poco tempo fa, si credeva impossibile realizzare.

La regina di Nubia

Migliaia di persone a protestare in piazza che guardano tutte verso di lei. Una ragazza che catalizza l’attenzione e guida la protesta dei Sudanesi. Si chiama Alaa Salah, ha 22 anni, studia ingegneria e architettura e grazie a uno scatto perfetto che ne racconta la forza e la combattività, è diventata in tutto il mondo il simbolo della rivolta di Kathoum contro il regime di Omar al Bashir. E in una speranza per tutta la popolazione.

La madre della cavalleria americana

“Il padre della cavalleria americana”, in realtà ne era la madre. Almeno secondo gli ultimi studi effettuati sullo scheletro di Casimir Pulaski, eroe della rivoluzione americana, che sembrerebbero provare che il valoroso combattente era, in realtà, un’indomita eroina. in almeno un’occasione salvò la vita a George Washington.
Gli esami più recenti sui resti di Pulaski riesumati a Savannah, in Georgia dall’Arizona State University confrontando il Dna mitocondriale dei resti recuperati e quello di una nipote del generale hanno portato alla conclusione che le ossa erano senza dubbio di Pulaski, ma, spiega l’antropologo a capo degli studi “abbiamo il problema legato al fatto che siano ossa femminili”.

Rispondi