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La Storia dell’Arte per quasi principianti nella cornice della Galleria Corsini

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Uno strumento prezioso per avvicinare studenti e principianti alle meraviglie della storia dell’arte. E’ il volume “Storia dell’Arte per principianti” di Valter Curzi, edito da Skira, che verrà presentato oggi alle gallerie Corsini

La meravigliosa cornice della Galleria Corsini in via della Lungara, ospiterà, oggi alle 18, un incontro pubblico per la presentazione del libro edito da Skira“La Storia dell’Arte per quasi principianti” di Valter Curzi, ordinario di Storia dell’arte moderna all’università La Sapienza e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici.

Insieme all’autore interverranno Flaminia Gennari Santoridirettrice Gallerie Nazionali Barberini Corsini; Luigi Ficacci, direttore Istituto Centrale del Restauro e Fabio Viale, artista

Decifrare e raccontare il concetto mutevole dell’opera d’arte e della bellezza, attraversarne la storia, è operazione non facile, ma è possibile coniugare la conoscenza con l’emozione. il volume di Curzi si propone di fornire, anche ai non addetti ai lavori, strumenti disciplinari e alcune riflessioni metodologiche servendosi della chiave narrativa.
Articolato in cinque capitoli che affrontano tematicamente la Storia dell’Arte tra Quattrocento e Settecento – contesto, “etichette” storico-artistiche, soggetto, stile, eredità artistiche -, con alcune incursioni finali nel XXI secolo, questo libro è rivolto a studenti e “principianti” che vogliano scoprire i molteplici codici interpretativi dell’arte, riflettendo al contempo sugli strumenti che possono renderci maggiormente familiari musei e monumenti che costellano le nostre città e il nostro territorio.

“I numeri dei visitatori di mostre e di musei vanno di giorno in giorno aumentando, tanto da farci interrogare sulla richiesta di un’offerta culturale che sembrerebbe essere più urgente, ma che, con sempre maggiore frequenza, si esaurisce nella superficialità e nella frettolosità. “, scrive l’autore

“L’interrogativo di cosa rimanga dell’esperienza di visita ai milioni di turisti che si trascinano stancamente nelle sale dei grandi musei o che si accalcano negli spazi dell’ennesima mostra dedicata agli impressionisti è alla base dell’idea di questo libro, con l’ambizione di trasformare l’incontro con l’opera d’arte in una festa dove consapevolezza e godi- mento dialogano tra loro. Decifrare e raccontare il concetto mutevole dell’opera d’arte e della bellezza, attraversarne la storia, è operazione di certo non facile, ma è possibile coniugare la conoscenza con l’emozio- ne. Si tratta di fornire, anche ai non addetti ai lavori, alcuni strumenti disciplinari e alcune riflessioni metodologiche servendosi della chiave narrativa che, come scrive Tahar Ben Jelloun, “è un omaggio all’inesauribilità del reale e apre porte e finestre su un universo più intimo”.

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