mostra raffaello riapre

Nella data che celebra i 500 anni dalla morte di Raffaello, la Rai racconta il fondamentale periodo romano del grande artista

La vita di Raffaello nel suo periodo “romano”, dal 1509 al 1520, anno della sua morte. Lo racconta il doc di Davide Savelli e Massimiliano Griner, e la regia di Graziano Conversano, “La Roma di Raffaello”, in prima visione tv lunedì 6 aprile alle 21.10 su Rai Storia, per un omaggio a cinquecento anni dalla morte.
Proprio come Raffaello, il documentario “entra” a Roma da Porta del Popolo per poi far rivivere la sua meraviglia davanti alla visione delle rovine dell’antica Roma, l’entusiasmo per i primi incarichi assegnatigli da Papa Giulio II e la soddisfazione per la carriera in perenne ascesa. Un’occasione – con l’aiuto di storici dell’arte, come Alessandro Zuccari; teorici estetici, come Rodolfo Papa; e storici dell’età moderna, come Anna Maria Visceglia – per descrivere anche la città di Roma all’inizio del XVI secolo, il fermento urbanistico dell’epoca, le ambizioni rinnovatrici dei pontefici, le lotte tra le famiglie aristocratiche e l’emergere della nuova figura dei banchieri. E, come ultimo omaggio, il documentario si chiude davanti alla tomba di Raffaello e all’epitaffio che per lui scrisse, in latino, l’amico Pietro Bembo, riassumendone il genio: “la Natura stessa, finché fu in vita, ebbe timore di esser vinta, e una volta morto, temette di morire anch’essa”.

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