HomeCultura e SpettacoloSPERANZA SCAPPUCCI: MAESTRO IN TACCO ROSSO ALL’ OPERA

SPERANZA SCAPPUCCI: MAESTRO IN TACCO ROSSO ALL’ OPERA

1151
0

Al Teatro dell’ Opera c’ è un direttore in tacco rosso. Rosso come la sua folta chioma e come la passione per il suo lavoro che, anche nel suo caso, è l’ ingrediente numero uno ma di certo non l’ unico, per il successo.

Si chiama Speranza Scappucci, ha 42 anni, è romana, è conosciuta in tutto il mondo, ed è il direttore d’ orchestra dell’ opera “Così fan tutte” di Mozart, in scena al Teatro Costanzi fino al 27 gennaio.

“Roma è la città dove sono nata e dove ho studiato, al conservatorio ‘Santa Cecilia’, prima di volare in America. Al Teatro Costanzi ho visto la mia prima opera, avevo otto anni e i miei genitori mi portarono a vedere ‘ La sonnambula’ di Bellini. Dopo tanti teatri in tutto il mondo, debuttare qui per me, è sicuramente molto emozionante”.

Così si confessava qualche giorno fa la direttrice, in attesa di debuttare da protagonista nella città dov’ è nata e dove si è innamorata della musica.

Tutto iniziò alla tenera età di quattro anni, con le lezioni di pianoforte, condivise con la sorella, poi la storia andò avanti con tanti anni di studi e applicazione, gavetta e viaggi. Un talento romano che, come spesso succede, è dovuto volare all’ estero per sbocciare: dopo dieci anni di conservatorio a Santa Cecilia, altri anni di studi alla Juliard Schooldi New York (si, quella di “Saranno Famosi”), e poi collaborazioni più che prestigiose con mostri sacri del calibro di Riccardo Muti e Zubin Mehta.

Una carriera brillante quella di Speranza, tanto da meritarle il Margherita Hack Award 2015″ per l’ eccellenza femminile, proprio per la capacità di affermarsi in campo internazionale.

Nel giro di pochi anni la direttrice dalla rossa chioma si è trovata a dirigere sui podi più prestigiosi del mondo, debuttando proprio con un allestimento di “Così fan tutte” negli Stati Uniti. Da allora non si è più fermata: dal Metropolitan di New York, al Mariinskij di San Pietroburgo, passando per l’ Opera di Vienna (prima italiana a cui è stato concesso l’ onore), arriva ora il debutto nella sua città.

Fino a venerdì potrete assistere al lavoro di questa musicista di talento, impegnata a dirigere l’ orchestra del Teatro dell’Opera. Un’ immagine forse, ancora poco famigliare per gli amanti della musica colta.

Quello della direzione d’ orchestra, è un ruolo relativamente “nuovo” per le donne, ma secondo la Maestra Scappucci, anche nell’ ingessato e conservatore mondo della musica classica, ormai tante barriere sono cadute e del resto, lei ne è una conferma vivente.

“L’ immagine del direttore d’ orchestra è stata legata nell’ immaginario collettivo all’ idea del comando, ma dirigere non è comandare, è più ispirare, trascinare i musicisti e convincerli a seguire le proprie idee musicali. Certo, anche questa, per secoli, è stata una professione esercitata solo dagli uomini, ma è un discorso storico, che vale per tantissime altre professioni.”E a chi le ha chiesto se c’ è una differenza tra il modo di dirigere maestri musicisti da parte di un uomo o di una donna, ha risposto: “Ogni musicista, ogni direttore d’ orchestra a una sua sensibilità, un suo gesto, che lo rende diverso da un altro.”

Lei ad esempio, riesce a mettere da parte la bacchetta per dirigere a mani nude “nei momenti più lirici, quando serve meno il ritmo.”

Di sicuro una particolarità tutta sua e tutta femminile è quella di salire sul podio a fine spettacolo, per raccogliere i meritati applausi, su un bel paio di scarpe col tacco, che nelle occasioni specialissime, come i debutti è sempre rosso.

“Non posso mettere i tacchi, durante lo spettacolo, sarebbe complicato portarli per tante ore, ma quando salgo sul podio, per sentirmi donna metto sempre i tacchi, e alle prime sono quasi sempre rossi.”

Rispondi