spelacchio albero natale
Spelacchio, foto d'archivo

I giornali che ne hanno annunciato l’arrivo in piazza Venezia invitano a non chiamarlo più Spelacchio, ma, ormai, come si fa?

La distanza tra l’albero di Natale 2021 di Roma, e il primo Spelacchio, quello del 2018,  è già evidente prima ancora che l’albero venga addobbato e illuminato.

Natale 2021: ecco il nuovo Spelacchio

 L’abete è stato portato davanti al Vittoriano, e anche se gli operatori stanno aprendo i suoi rami solo in queste ore, già si intuisce quanto  sia frondoso e ‘fusto’. Tanto che da più parti si vuole spingere a prendere la distanza con l’originale Spelacchio, il più rachitico, eppur indimenticabile, albero di Natale di Roma.

Una distanza che era già stata marchiata un anno dopo, con il bellissimo abete sponsorizzato da Netflix. Eppure, nel linguaggio dei romani, ancora apostrofato Spelacchio.

Dunque, in piazza Venezia per noi, bello o cadente, frondoso o striminzito, siamo allo Spelacchio quater.

L’albero di Natale di Roma per queste feste 2021 arriva da un vivaio nel comasco. E’ un ‘fusto’ alto ben 25 metri, un abete del caucaso, tipico delle zone del Mar Nero ed è costato 169000 euro.

Verrà acceso, come da tradizione, mercoledì 8 dicembre dal sindaco Gualtieri, e illuminerà le feste di romani e turisti.

L’albero di Natale di Roma e la lotta alla fame nel mondo

Uno Spelacchio, questo del Natale 2021 che, ovviamente, già fa parlare di sé, perché alza ancora l’asticella. E, dopo essere diventato bello, ora diventa pure buono.

Una trasformazione virtuosa, dovuta allo sponsor dell’abete di piazza Venezia di quest’anno, ovvero la FAO, l’agenzia Onu che combatte la fame nel mondo e che ha la sua sede a Roma.

Ecco quindi che Spelacchio, sempre più star del Natale romano, diventa testimonial della lotta alla miseria e denutrizione, e presta la sua immagine per un’importante istanza sociale.

Ai piedi dell’abete ci saranno infatti 17 doni, che rappresentano 17 obiettivi su cui lavora l’Onu per arrivare, entro 2030, a salvare il nostro pianeta e a renderlo un posto più giusto.

I regali che tutti vorremmo che portasse Babbo Natale, e che vengono simbolicamente deposti in queste feste, all’ombra di Spelacchio sono: povertà zero, fame zero, salute e benessere, istruzione di qualità. E ancora, uguaglianza di genere, acqua pulita e igiene, energia pulita e accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica, innovazione e infrastrutture. E poi, riduzione delle disuguaglianze, città e comunità sostenibili, consumo e produzioni responsabili, agire per il clima, la vita sott’acqua, la vita sulla terra, pace giustizia e istituzioni forti, partnership per gli obiettivi.

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