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Pubblicato il rapporto “Essere Mamme a Roma”. Ecco gioie e dolori della maternità nella capitale

Essere mamme a Roma è sempre più difficile.

Questo è quanto emerge dal rapporto del sondaggio on line “Essere mamme a Roma” lanciato dal Forum delle associazioni familiari del Lazio, a cui hanno partecipato e risposto oltre 1000 mamme della Capitale.

Dai dati raccolti, emerge così un chiaro identikit delle mamme di Roma: donne under 40, mediamente con due figli sotto gli 11 anni, laureate.

La maggior parte delle 1015 intervistate sono lavoratrici (88,3%) per lo più con un lavoro dipendente a tempo indeterminato (56,7%), non per scelta ma per mere esigenze economiche (51,6%).

Ma come conciliano la gestione familiare con i tempi lavorativi e quelli imposti da una città come Roma irrimediabilmente segnata dal traffico e da mille altri problemi?

Quanto tempo viene dedicato all’educazione dei figli?

A quali difficoltà si va incontro? E su che aiuti poter contare?

In un momento storico in cui dagli stessi numeri Istat emerge un importante calo della natalità, i dati emersi dal Rapporto “Essere mamme a Roma” non fanno che confermare le difficoltà sociali, economiche e lavorative ostative alla maternità e la necessità di politiche sociali più attente.

Infatti, le mamme della Capitale trascorrono in media 2 ore al giorno in macchina con i figli (40,5%) e una per andare al lavoro (34,3%).

Sarà per questo che nella lista delle priorità a cui i genitori vorrebbero trovare riscontro c’è la richiesta di potenziamento del trasporto pubblico, oltre che di strade più curate e di conseguenza più praticabili con i passeggini.

Oltre la metà delle mamme intervistate (51,8%) dichiara di aver avuto complicazioni sul lavoro a causa dei figli, per permessi, malattie, visite mediche o riunioni a scuola.

L’82,1% di loro, inoltre, lamenta la mancanza di strumenti per la conciliazione famiglia-lavoro, quali flessibilità, benefit, asilo aziendale, servizi all’interno dei luoghi di lavoro.

Dal sondaggio emerge come tra le note più dolenti rientrino i servizi sussidiari. Per oltre il 48% delle mamme della Capitale, gli spazi pubblici per bambini nel proprio quartiere non sono adeguatamente gestiti o curati. Per il 59,6% mancano servizi e sportelli di supporto alla famiglia e, se ci sono, non sono adeguatamente pubblicizzati (oltre l’86% delle mamme non sa quali attività propongano).

L’85% delle mamme considera poi insufficienti anche gli spazi di confronto o mutuo aiuto per i genitori e il 92% vorrebbe più forme sperimentate di babysharing .

Quasi all’unanimità le mamme romane dichiarano inoltre che non ci sono spazi nel quartiere di residenza per effettuare un cambio pannolino o fermarsi ad allattare (92,2%).

Dal sondaggio emergono tuttavia anche dati che ribaltano alcuni luoghi comuni e pregiudizi.

Emerge infatti che il 71,2% dei papà condivide le responsabilità familiari, facendosi carico di visite mediche, colloqui scolastici, accompagnamento dei figli nelle attività sportive, ma anche spesa e pulizie.

I nonni restano un “baluardo di welfare”: il 48% delle mamme romane può contare su di loro quando non ci sono. E alla domanda su cosa abbia impedito loro di avere altri figli, la maggior parte risponde per motivi economici (31,5%).

Infine, tra le note positive, la collaborazione con gli insegnanti nell’educazione dei figli (per il 68,55%).

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