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La storia di Sofia Corradi è una di quelle storie individuali di tenacia e pazienza che contribuiscono a far fare passi avanti a tutta la società.

Sofia Corradi è anche detta ‘mamma Erasmus’, perché il progetto che ha permesso già a quattro milioni di studenti universitari di poter svolgere un periodo di studio all’estero, non esisterebbe se non fosse stato per la sua determinazione a farsi riconoscere quello che riteneva un diritto.

Ormai si sa quanto il progetto Erasmus sia diventato un tassello importante per le università europee. E per questo Sofia Corradi riceverà oggi un riconoscimento importante dall’Università La Sapienza di Roma, ovvero il dottorato di ricerca honoris causa.

Nel corso della cerimonia, Sofia Corradi terrà la lectio magistralis intitolata “Da studentessa di giurisprudenza a mamma Erasmus” in cui ripercorrerà la sua storia.

Il più importante progetto di mobilità studentesca dell’unione europea nasce da una delusione personale. Nel lontano 1958, quando Sofia Corradi era una giovane studentessa di legge, vinse una borsa di studio Fullbright. Quella borsa di studio le consenti di studiare per un anno alla Columbia, una delle università più prestigiose del mondo.

Tornata a Roma però, l’anno di studio non venne riconosciuto. Da quel momento entrò nella testa di Sofia Corradi quel tarlo che la farà poi diventare Mamma Erasmus.

Tutto era legato al sentimento di un’ingiustizia subita e di possibli opportunità perdute. Perché non riconoscere un anno di studio all’estero, che è una preziosa esperienza non solo accademica ma anche esistenziale, come sa chiunque abbia partecipato al programma Erasmus?

Sofia Corradi si imbarca in quella battaglia e ne esce, vincitrice, solo venti anni dopo.

Venti anni che lei descrive come “venti anni di continue sconfitte”.

D’atronde, gli ostacoli erano tantissimi. Quando mamma Erasmus ha iniziato a combattere per il suo progetto, nessuno avrebbe scommesso che quel progetto avrebbe mai visto davvero la luce.

“Nei Trattati di Roma che istituivano la CEE, l’istruzione non era nemmeno nominata, nessuno considerava potesse esserci una base europea su questo che invece è un fondamento di ogni società”.

A darle ragione sono oggi i numeri. La generazione Erasmus è composta ormai da quattro milioni di studenti. Tutti hanno potuto fare la preziosa esperienza di un anno di studio e di vita all’estero.

Ma Mamma Erasmus ci tiene a sottolineare che “in realtà la generazione Erasmus è composta di quasi 5 milioni. Cioè quattro milioni di studenti partiti più i tantissimi bambini che sono nati grazie agli incontri fatti in Erasmus.”

Di certo la reazione di una donna all’ingiustizia e la sua determinazione a migliorare le cose ha portato alla nascita di qualcosa che ha davvero funzionato. Per il miglioramento della società e anche per la pace tra i popoli che, bisognerebbe ricordarlo sempre, era il vero obiettivo alla base della nascita della comunità europea.

“E’ fisiologico che a un certo punto, anche gli esseri umani vogliano volare fuori dal nido, e bisogna incoraggiarli a farlo. Le famiglie ricche, i figli a studiare all’estero ce l’hanno sempre mandati, io volevo che questo fosse possibile per tutti”.

La cerimonia di assegnazione del dottorato di ricerca honoris causa a Sofia Corradi, si può seguire in streaming sul canale YouTube dell‘Università La Sapienza.

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