Sissi storia vera

Chi era davvero Sissi? La storia vera di Sissi, Elisabetta d’Austria, somiglia almeno un po’ al racconto che tutti abbiamo in mente? Ve lo starete forse chiedendo visto che è arrivato Quel periodo dell’anno.

 Puntuale come ogni estate, anche questa sera, nella calura soffocante del martedì 2 luglio 2024 torna in tv la Principessa Sissi. Il primo film di una trilogia che ha fatto sognare almeno quattro generazioni di spettatori romantici rimandando l’immagine di una principessa di Baviera prima e Imperatrice poi, tenace ma angelica, coraggiosa ma innamorata, capace di gentilezza e saggezza, con qualche sprazzo di ribellione qui e la.

La vera storia di Sissi principessa triste

La bellezza morbida e classica di Romy Schneider giovanissima, con i suoi grandi occhi blu sognanti è l’icona che tutti noi abbiamo impressa di Sissi.

Ma chi era veramente Elisabetta di Baviera, poi Imperatrice d’Austria e Regina d’Ungheria? La vera storia di Sissi si discosta parecchio dalla romanzatissima versione della trilogia cinematografica degli anni ’50, ma poiché questa donna ha attirato l’attenzione e la curiosità di tante persone, anche grazie al fumettone rosa cinematografico, oggi sappiamo moltissimo di lei, perché c’è una mole gigantesca di studi storici sulla sua figura e tutti concordano che no, quella di Sissi non è stata esattamente una vita da favola.

E’ stata forse la prima. Prima di Soraya, prima di Lady Diana,  prima di Charlene, Sissi è stata la prima principessa ad essere etichettata in questo modo.

La vera storia di Sissi e Franz Josef: il primo incontro, il grande amore, il difficile matrimonio

Il film con Romy Schneider nel descriverla una ragazza giovane, ribelle ma solare, tradisce la storia, perché Sissi fu innanzitutto una personalità molto complessa e anche, diremmo oggi, con molte, moltissime fragilità. Che poi queste fragilità si siano sviluppate in ribellione ad un ambiente che soffocava la sua personalità vivace, non è da escludere. E anche qui, le similitudini con le principesse tristi più recenti si sprecano.

Elisabetta Amalia Eugenia di Baviera nacque a Monaco nel 1837. Il film classico riporta bene (almeno quello) il clima in cui crebbe la principessa: in una famiglia numerosa, in un castello immerso nella campagna, lontanissima da etichetta e obblighi di corte, tra cavalli (passione che l’accompagnerà tutta la vita), lunghe camminate e una libertà all’epoca invidiabile.

La prima volta che Sissi incontrò Franz Josef suo futuro marito, era una bimba di 11 anni, 6 anni dopo, giovane in fiore, se ne innamorò follemente ma la parte triste della vera storia di Sissi e Franz Josef doveva ancora venire.

Quella che sembrava una storia d’amore da favola divenne per la giovane principessa un tormento, proprio nel momento in cui il suo sogno si coronava. Perché, a volte, l’amore non basta o semplicemente perché non è mai come lo immaginiamo e lo vorremmo.

La giovane Sissi lo scoprì sin dalla prima notte di nozze, quando iniziano a tormentarla gli attacchi di panico. Un’ansia che cresce man mano che si rende conto di essere prigioniera dell’etichetta di corte in un ambiente militarescamente gestito dalla inflessibile suocera Sofia. L’insofferenza della principessa cresce ogni giorno.

I figli, l’anoressia, l’ossessione per i capelli, lo sport e le fughe all’estero

 Rimane subito incinta della prima figlia, Sofia, e quando nasce, la sua educazione è nuovo motivo di scontro con il cerimoniale. Nel frattempo il marito è sempre più preso a cercare di salvare un Impero che scricchiola ovunque e la sua solitudine cresce. Dopo Sofia arrivano altri tre bambini: Gisella, Rodolfo e Valeria. Ma, a soli due anni, la prima figlia muore per una malattia e l’inquietudine di Sissi esplode. Si chiude nella sua solitudine evitando il più possibile gli impegni ufficiali, appena può fugge dalla corte di Vienna per intraprendere viaggi in giro per l’Europa.

Quando è a casa le sue giornate sono dominate dall’ossessione per la cura del suo corpo che la porta a sviluppare l’anoressia che l’accompagnerà per tutta la vita. Oltre a non mangiare quasi nulla, Sissi si sottopone a estenuanti sedute di palestra, cavalcate e passeggiate lunghe anche otto ore che sfiniscono le malcapitate dame di compagnia che, quando non riescono a starle dietro, la seguono su un carretto. Per la sua lunga e meravigliosa chioma, dalla lucentezza straordinaria, Sissi mette in conto non meno di tre ore di lavaggio, spazzolaggio e pettinatura ogni giorno.

Gli amanti, la depressione e la droga

Ma non finisce qui. La sovrana si sfoga scrivendo poesie, ama leggere, è curiosa, ha una passione per i classici e tradisce il marito Franz Josef sempre assente con il conte ungherese Andràssy, ma anche con la sua dama di compagnia, Lily Hunyady.

Ma tutto questo non lenisce la sua inquietudine e il rifugio della droga, prescritta direttamente dal suo medico, le appare sovente una salvezza per la pesantezza del cuore e che invece, come sempre non fa che peggiorare la situazione.

Il suicidio del figlio e la morte di Sissi, uccisa da un italiano

Una vita tragica insomma, che conosce il suo apice con il suicidio, tuttora coperto da molte ombre, dell’unico figli maschio, Rodolfo.

Un ragazzo che aveva ereditato l’inquietudine della madre e l’insofferenza a un destino di potere che era anche un destino di regole rigide. Sposato con Stefania del Belgio, si innamora di un’altra donna, Maria Vetsera. Un’unione che non s’ha da fare, perché lasciare la moglie, per ragioni di stato, oltre che per le leggi e la mentalità dell’epoca, non è lontanamente pensabile. E’ il 1889 e Rodolfo non trova altra via d’uscita che quella di uccidere la donna che desidera per poi suicidarsi. Questa, almeno, la ricostruzione ufficiale, ma in molti ritengono che forse, su questa tragica fine dell’erede al trono, si potesse scavare ancora un po’.

Sissi non regge il colpo e la sua depressione diventa un buco nero da cui non riesce più a tirarsi fuori. Da quella tragedia vestirà sempre e solo di nero, e non riuscirà più nemmeno a scrivere le sue poesie, che fino a quel momento, erano state uno dei suoi sfoghi privilegiati.

A porre fine alle sue sofferenze ci pensa Luigi Lucheni, anarchico italiano, che accoltella l’Imperatrice a Ginevra il 10 settembre 1898 dove Sissi trova la morte all’età di 61 anni.

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