Sergio Endrigo, nato il 15 giugno 1933 a Pola, in Istria, e scomparso il 7 settembre 2005 a Roma, è stato un cantautore italiano di grande talento e sensibilità e con una penna eccezionale. La sua carriera musicale si è distinta per la profondità delle sue liriche, la sua voce calda e la sua capacità di trasmettere sentimenti universali attraverso le sue canzoni. Brani che oggi sono veri e propri classici della musica italiana, lavori che hanno visto Sergio Endrigo all’opera con alcuni degli artisti più straordinari della sua epoca, da Luis Bacalov a Vinicius de Moraes, da Toquino a Gianni Rodari, passando per Pier Paolo Pasolini fino addirittura a Giuseppe Ungaretti.

Sergio Endrigo, vita e successi di una voce unica della musica italiana

Sergio Endrigo, classe 1933, istriano di Pola vive un’infanzia difficilissima. A 6 anni rimane orfano di padre poi deve affrontare, con la madre e il fratello, la tragedia dell’esodo. Finisce a Brindisi in un collegio per profughi, ma a 15 anni ne esce e si trasferisce a Venezia dove, per mantenersi ed aiutare la famiglia, trova un lavoro come fattorino negli ascensori dell’Hotel Excelsior. Subito dopo arriva l’occasione di iniziare a suonare nelle orchestrine: un impiego più remunerativo e un’occasione che il giovane Endrigo coglie al volo, iniziando così il suo percorso nella musica.

Il primo successo arriva nel 1962 con Io che amo solo te, un brano, come molti altri del suo repertorio che, nel corso del tempo sarà interpretato da moltissime voci importanti della musica italiana, da Mina a Ornella Vanoni, passando per Gino Paoli e Claudio Baglioni. Nello stesso anno pubblica altri brani, tra cui Il Soldato di Napoleone su un testo di Pier Paolo Pasolini. Nel 1968 vince il Festival di Sanremo con Canzone per te.  Ma i brani indimenticabili di Sergio Endrigo sono moltissimi.

Sergio Endrigo la canzoni più belle: da Lontano dagli occhi a Ci vuole un fiore

Dalle grandi ballate ultraromantiche ai brani di grande impegno sociale fino a indimenticabili melodie pensate per un pubblico di giovanissimi. Il repertorio delle canzoni di Sergio Endrigo è sterminato, e i brani che hanno lasciato il segno e sono entrati nel cuore del pubblico e nella storia della musica italiana sono molti. Qui proviamo a citarne solo sette, consapevoli che è un numero davvero esiguo e di certo non sufficiente per conoscere il lavoro di questo grande cantautore.

  1. Io che amo solo te (1962)

Come dicevamo,  Io che amo solo te è la prima canzone di Sergio Endrigo che gli guadagna il riscontro del grande pubblico e può definirsi, in termini di numeri, il suo primo successo discografico. Questa canzone esplora il tema dell’amore incondizionato. La voce calda di Endrigo trasmette una gamma completa di emozioni, creando un’esperienza coinvolgente per chiunque ascolti.

  • Canzone per te (1968)

Un capolavoro senza tempo che ha vinto il Festival di Sanremo nel 1968, questa canzone è un inno all’amore romantico. La dolcezza della melodia e la profondità delle parole rendono questa traccia un classico intramontabile. A vincere fu l’accoppiata Sergio Endrigo – Roberto Carlos con Canzone per te. Per motivi mai chiariti, il testo delle due versioni di questa indimenticabile canzone non coincide e anzi presenta, a tratti, delle differenze anche notevoli persino nel ritornello. Una curiosità che non fece che accrescerne il fascino all’epoca. Oggi Canzone per te è un grande classico

  • Lontano dagli occhi (1969)

 Altre brano presentato per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo. L’anno è il 1969 e Sergio Endrigo con Lontano dagli occhi conquistò il secondo posto in coppia con la cantante inglese Mary Hopkin.Con una melodia malinconica e toccante, questa canzone riflette sulla distanza emotiva e geografica tra due persone. La voce espressiva di Endrigo cattura perfettamente il sentimento di solitudine e desiderio. Come molti altri suoi brani, molti cantanti hanno proposto una loro interpretazione di Lontano dagli occhi, la più nota rimane forse quella di Gianna Nannini.

  • Era d’estate (1969)

Un classico intramontabile, Era d’estate è melodia che evoca con incredibile precisione l’atmosfera calda e languida dell’estate, questa canzone è una celebrazione di un ricordo, di un amore incontrato nella stagione più luminosa dell’anno. Le parole poetiche di Endrigo e la sua voce avvolgente trasmettono un senso di leggerezza e calore, catturando l’essenza dell’atmosfera estiva che fa da sfondo a una storia d’amore appassionata.

  • L’arca di Noè (1970):

L’arca di Noè è stata all’epoca velocemente liquidata all’epoca, come una canzone sbarazzina, per bambini, ma oggi è considerata la prima canzone a tema ecologico della storia della musica italiana. Una canzone che affronta tematiche sociali e ambientali,  è uno dei brani che mostra il lato impegnato dell’opera di Sergio  Endrigo. La sua abilità nel mescolare messaggi significativi con melodie accattivanti è evidente in questa traccia.

  • La Casa (Via dei matti) (1972)

La Casa, o Via dei Matti (numero 0) è una delle canzoni per bambini più nota del repertorio di Sergio Endrigo che si dedicò, soprattutto negli anni ’70 alla musica per i più piccoli. Questo brano è una divertente e colorata filastrocca scritta dal poeta Vinicius de Moraes per i propri nipotini e musicata da Endrigo.

  • Ci vuole un fiore (1974)

Non c’è bambino degli anni a cavallo tra i ’70 e gli ’80 che non abbia cantato questa meravigliosa canzone di Sergio Endrigo, Ci vuole un fiore. Scritta in collaborazione con Gianni Rodari è un inno di speranza e pacifismo,  un messaggio di amore, armonia, rispetto della natura, intriso di gentilezza e leggerezza.

Queste canzoni, rappresentano solo una piccola parte del repertorio straordinario di Sergio Endrigo. La sua capacità di esplorare una vasta gamma di tematiche, dalla gioia all’amore, dalla tristezza all’impegno sociale, ha contribuito a definirlo come uno dei cantautori più completi e amati nella storia della musica italiana. La sua eredità musicale continua a ispirare e ad emozionare chiunque ascolti le sue incantevoli composizioni.

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