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Serena Rossi, “La Sposa la dedico a mia nonna e alle donne che hanno lottato prima di noi”

Serena Rossi La sposa

Da domenica 16 gennaio torna in tv una delle attrici più amate dal pubblico italiano, soprattutto del piccolo schermo. Serena Rossi sarà infatti protagonista del La Sposa, la nuova fiction di Rai Uno che racconta una struggente storia d’amore ma anche di riscatto femminile e familiare ambientato alla fine degli anni Sessanta e ispirato al fenomeno dei matrimoni per procura. Un fenomeno che all’epoca era ancora diffuso nel nostro Paese.

Giovani donne del Sud venivano date in sposa a possidenti del Nord Italia, per lo più agricoltori.

La sposa interpretata da Serena Rossi è Maria, una giovane calabrese che, per salvare la famiglia dall’indigenza, decide di accettare il matrimonio per procura organizzato dal rude agricoltore vicentino Vittorio Bassi (Maurizio Donadoni) per il nipote Italo (Giorgio Marchesi) al solo scopo di garantire la continuità della dinastia Bassi. Lasciate famiglia e terra d’origine, Maria si trasferisce al Nord, dove deve fare da subito i conti con il duro lavoro in campagna e con una realtà totalmente ostile, dovuta al suo essere meridionale e donna. Ma soprattutto al rifiuto del marito, Italo, che non vuole saperne di lei.

“C’è tanto di me in Maria. Mi sono rivista in Maria, ho rivisto mia nonna che è mancata mentre giravo la serie. La dedico a lei e a tutte le nonne d’Italia. E’ una storia di persone semplici, di emancipazione femminile, di accoglienza. E’ una storia che racconta la fatica, le difficoltà che hanno vissuto le altre generazioni. Oggi ci sembra tutto facile ma, la verità è che niente è stato facile e se ora lo è, è grazie a loro”.

Maria con la sua positività riesce a trasformare la realtà in cui arriva, ci sono caratteristiche che accomunano Serena Rossi al suo personaggio ne La Sposa?

“Io come lei credo molto nel buono delle persone e cerco di difendere questo mio sguardo un po’ fanciullesco. Lei vede solo le cose belle, sopporterà razzismo, maschilismo, eppure la sua capacità di vedere il bello illumina e migliora il mondo che ha attorno. Inoltre, io credo tantissimo nelle radici, nelle tradizione, ti fanno sentire che appartieni profondamente a qualcosa, le radici sono fondamentale e Maria questo ce lo insegna”.

Come hai scelto di diventare Maria e, in genere come scegli i tuoi personaggi?

“Da un pò di tempo a questa parte sento una certa responsabilità quando scelgo i miei personaggi, anche sociale. Quindi scelgo solo personaggi che hanno qualcosa importante da dire. Quando mi hanno proposto il personaggio de La Sposa, stavo girando Mina Settembre. E in genere mi immergo in un lavoro alla volta, mi hanno detto: ‘devi leggere il copione, poi decidi’. Ho iniziato a leggere e non mi sono più fermata. Ho deciso subito: la voglio fare! Per me, per tutte le donne, per mio figlio. Raccontare questa storia dal passato ci aiuta a capire meglio il presente e il futuro”.

Pensi che Maria de La Sposa si un personaggio che continua il tuo ‘impegno femminista’?

“Io sono una donna fiera di essere una donna, e fiera di crescere un bimbo maschio che da grande amerà e rispetterà le donne. La strada fatta è tanta, pensiamo alla possibilità che il prossimo Presidente della Repubblica sia donna, c’è ancora comunque da fare e bisogna farlo.”

Come si insegna a un figlio maschio a diventare un uomo che ama le donne?

“Io credo che si insegni ai figli non tanto con le parole, ma con l’esempio. Il fatto stesso che io sia una donna che lavora penso che lo porterà ad amare una donna nella sua completezza, nei suoi vari ruoli della vita. Ci amiamo tanto, lui è un bambino intelligente e io sono sicura che si educa prima con i fatti che nelle parole”.

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