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SERENA AUTIERI E’ LADY D A TEATRO: “UNO SPETTACOLO PER TUTTE LE DONNE”

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“Questo spettacolo è innanzitutto  un inno alla donna e, attraverso la vita di Diana, vogliamo dare voce a tante donne che non riescono ad esprimersi, a parlare e a difendersi.” È la prima cosa che Serena Autieri vuole raccontare del nuovo spettacolo teatrale che la vede protagonista: “Diana e Lady D”, in scena in prima nazionale al teatro Sistina di Roma dal 14 al 19 febbraio.

In questo singolare musical l’ attrice napoletana  (sola in scena e coadiuvata soltanto da sei danzatrici), si cala nei panni complessi di un personaggio popolare e tormentato come pochi altri, quella Lady Diana Spencer che 20 anni fa, nell’ agosto del 1997, trovò la morte nel tunnel dell’ Alma a Parigi. Un evento che straziò il mondo perché quella principessa dolce e triste, che era capace di essere, di volta in volta, amica dei deboli e icona di stile, bellezza malinconica e donna ribelle alla ricerca incessante di libertà e amore, aveva incantato il mondo intero. Per prepararsi al ruolo, la Autieri ha dovuto entrare nella vita di Diana, approfondirne il profilo pubblico ma anche e soprattutto quello psicologico. Il musical infatti, si basa proprio su questo dualismo: un dialogo tra la Lady D, personaggio con doveri istituzionali, ingabbiata nel cerimoniale di corte e in ciò che da lei ci si aspettava e la Diana Spencer indipendente e volitiva, che non voleva arrendersi ad una vita di sofferenze e insofferenze.

Di certo, un ruolo che ha richiesto tempo e lavoro all’ attrice napoletana che racconta  così l’ approccio al personaggio.

“L’ avvicinamento a Diana è stato subito appassionato. Questa è una parte che un’ attrice aspetta tutta la vita. È un personaggio che da subito mi ha coinvolto e spaventato, con le sue mille facce e le sue mille maschere, con i suoi dolori, i suoi tormenti, ma   è stata una paura sana che mi ha stimolato a dare il meglio per essere all’ altezza del ruolo. “

Tra il personaggio pubblico e la donna, in quali panni è stato più interessante calarsi?

“All’ inizio mi sono tuffata  nel personaggio pubblico, LadyD:  era la parte più divertente, la più ‘glamour’, si poteva rimanere più in superficie, quindi mi risultava più semplice, poi, ad un certo punto, ho iniziato a lavorare con una psicologa che mi ha aiutato ad usare i miei nodi irrisolti, le mie fragilità, qualche dolore, per mettermi  meglio in contatto con la parte più fragile ma anche più vera di Diana.  E oggi devo ringraziare Diana anche perché, attraverso di lei, posso dire di aver conosciuto meglio me stessa. Quello che ho fatto con Diana è stato un percorso doloroso, affascinante, entusiasmante ma pieno di paure.”

Ma chi era veramente  Diana secondo lei, che l’ ha ‘studiata’ per due anni ?” Diana era un’ anticonformista, una donna piena di sentimento che cercava l’ amore ma, nello stesso tempo, era una ragazza semplice che amava cose semplici:  usciva con le amiche, lavorava come maestra d’ asilo, pur venendo da una famiglia aristocratica, perché  cercava la verità nella sua vita, e l’ amore, più di tutto. E in fondo Diana era innanzitutto una donna non diversa da tante altre: con le sue paure, i suoi desideri, i suoi fardelli, le sue fragilità. Attraverso la sua vita mi sembra di dare corpo alla vita di tante altre donne con un’ esistenza complessa, intensa, difficile ma vera.”

 

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