Sanremo 2024 marco mengoni
Sanremo 2024 marco mengoni

Ad aprire la prima puntata del Festival di Sanremo 2024 sarà il co-conduttore della prima serata: Marco Mengoni che canterà il brano con cui ha vinto la kermesse l’anno scorso: Due Vite. Ma cantare è il mestiere del musicista di Ronciglione, mentre c’è grande curiosi nel vederlo braccio destro del gran cerimoniere del Festival: Amadeus. il cantante, a poche ore dal momento di salire sul palco dell’Ariston ha raccontato come si è preparato a questo ruolo per lui inedito, e ha svelato l’artista cui si ispirerà questa sera.

Sanremo 2024, Marco Mengoni co-conduttore: “Ho studiato ma porterò sul palco solo me stesso e cercherò di tenere a bada l’ansia”

“Ho studiato molto questi 74 anni di Sanremo: sono andato a vedermi e a ripescarmi tante cose. Devo ringraziare Amadeus perché mi hanno dato la possibilità di esibirmi come voglio. Io entro in punta di piedi perché faccio un altro mestiere, ho cercato solo di portare me, all’insegna della spontaneità”.

Cosa farà esattamente Marco Mengoni a Sanremo 2024?

“Abbiamo poco tempo a disposizione in questo tour de force con tutti i 30 cantanti. Farò il mio mestiere, musica. Ci sarà Due vite in una bella scena che porterà il pubblico in una dimensione lunare e poi farò un medley di mie canzoni famose, e poi nel frattempo durante la serata cercherò di impappinarmi il meno possibile. Ci divertiremo. Sarò me stesso, anche le piccole cose che faremo sarò io, con la mia umanità e la mia goffagine, ci sarà verità. Ci sono tante persone con cui mi esibirò a un certo punto, la scena si riempirà di umanità”.

Studiando i Sanremo del passato, hai trovato qualcuno a cui ispirarti in particolare?

“ Per prepararmi ho riguardato Sanremo in cui ero più piccolo in particolare quello in cui c’era una co conduttrice che si chiamava Anna Marchesini, io ridevo con le lacrime. Me lo ricordavo perché lo avevo visto da bambino ma l’ho ristudiato tutto, quindi credo che posso dire che per me lei è stata la musa più importante. La sento vicina, anche forse per provenienza territoriale, sento un feeling molto profondo con lei, mi ha ispirato molto. Perché nella vita nei momenti di imbarazzo ne esco facendo delle voci e le sue erano straordinarie.”

Qualcuno in conferenza stampa chiede come il cantante sia uscito dalla sua fragilità e lui risponde in modo molto sincero:

“Credo che non si debba uscire dalla fragilità ma imparare a gestirla. Io una volta settimana gioco con tutti i miei pensieri e sono molto contento di questo. Il lavoro lo fai tu non la terapeuta. Il lavoro vero lo fai fuori, credo che non si debba rifiutare nulla: tutte le emozioni devono solo essere gestite”.

Cosa direbbe a un giovane che sogna la sua carriera?

“Ai giovani che iniziano questa carriera dico che non è tutto paillettes e lustrini, io oggi le metto ma ho imparato che questo mestiere è pieno di grandi pressioni, si lavora 24 ore su 24, non solo quando canti sul palco. Sono fortunato è il mestiere più bello del mondo, ma bisogna anche allenare la propria emotività a reggere la pressione, perché a un certo punto sei molto stanco e non sempre libero di prenderti un caffè quando vuoi. Devi essere sempre molto disponibile e questa cosa, a lungo andare, ti offusca la mente se non è gestita bene”.

Questa co-conduzione potrebbe essere una prova per poi pensare a una vera conduzione di Sanremo un giorno?

Il palco di Sanremo credo che sia il palco più importante d’Italia. Credo che Amadeus abbia trovato la chiave per portare su quel palco tutte le sfumature rainbow della musica. Ha cambiato un po’ tutto.Dovranno passare molti anni prima di potermi anche lontanamente immaginare alla conduzione di Sanremo, anche perchè è una cosa molto complicata, Amadeus sa le esibizioni al minutaggio. E’ molto difficile, non ho questo talento e non mi ci saprei immaginare”.

E’ cambiato qualcosa per te, nel tuo percorso, dopo la vittoria di Sanremo dell’anno scorso?

“L’evoluzione musicale va di pari passo alla mia evoluzione come uomo. Ovviamente una vittoria di Sanremo porta a nuove cose, mi sono sempre ritenuto un curioso, che ha sempre fame di scoprire mondi diversi, nel dettaglio non so cosa ha aggiunto ma è stato un tassello più del mio percorso”.

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