Era attesissimo il debutto televisivo di Chiara Ferragni, ecco come è andata, secondo noi

A Sanremo 2023 per Chiara Ferragni l’attesa e la curiosità era tantissima. L’imprenditrice digitale ha raccontato di aver più volte declinato l’invito di Amadeus a partecipare al Festival. Quest’anno, come dice lei, ha ‘superato le paure’ e ha deciso di tuffarsi in questa avventura. Ma come è andato il debutto televisivo della influencer? Il giudizio finale è, come spesso accade con quello che la riguarda, non univoco. Ci sono state cose che ci sono piaciute, altre molto meno.

Simpatica e spigliata sul palco

Per alcuni aspetti, della presenza di Chiara Ferragni sul palco di Sanremo 2023, non si può non dire ‘buon la prima’. Con eleganza, semplicità e simpatia, a dispetto delle malcelate ansie, la sua presenza è risultata spigliata e armonica con quella dei due traghettatori del Festival: Amadeus e il suo braccio destro Gianni Morandi. L’idea di lanciare i messaggi che le stanno a cuore giocando con i look, è stata brillante e apprezzata.

E ovviamente c’è poco da dire anche sullo stile scelto per l’Ariston: quattro cambi d’abito diversi, ma che le donavano tutti. Dal primo, elegantissimo, abito lungo nero con gonna ambia e bustino stretto stile Dior anni ’50, con una stola bianca su cui veniva urlato lo slogan “Pensati libera”. Più di volutamente spiazzante il secondo , che riproduce un finto ‘nude look’ per lanciare il messaggio di dire basta ai commenti e alle strumentalizzazioni sul corpo delle donne e sulle scelte delle donne sul proprio corpo. Per continuare con il bellissimo bianco lungo. Su cui campeggiavano i messaggi degli haters realmente ricevuti dalla influencer, per finire con l’abito gabbia che richiama la necessità di liberazione.

Bene anche quel veloce ma sapido momento di meta tv in cui il suo mondo, quello dei social, e quello della tv generalista, si sono incrociati, con l’apertura del profilo Instagram di Amadeus. E, ancor di più con la successiva diretta social mentre si era in diretta su Rai Uno.

Chiara Ferragni, un monologo troppo piccolo per argomenti tanto grandi

La spontaneità, la simpatia, l’eleganza, la scelta meritoria di messaggi importanti da trasmettere anche attraverso modi originali, tutto questo ci è piaciuto. Ma purtroppo quello che ha funzionato di meno della serata di Chiara Ferragni è stato proprio il monologo. Uno dei momenti più attesi è stato uno dei momenti più deludenti.

La formula scelta, quella della lettera a se stessa bambina, riporta alla mente i più banali esercizi di self help venduti un tanto al chilo in qualsiasi supermercato del coaching fuffarolo e, purtroppo, la volontà di affrontare tanti temi importanti e complessi, che riportano tutti al grande mare del sessismo, messi tutti insieme in un unico testo esilissimo che non riesce a padroneggiarli, non ha fatto che diminuirne la potenza. Insomma, la forma era troppo inconsistente davanti a tutta quella enorme sostanza, e non ha fatto che annacquarla.

Sì, è vero, ci aveva avvertiti, dicendo: “Porterò sul palco solo me stessa, non posso portare altre professionalità”, però forse, bastava prepararsi un pò di più, perchè banalizzare argomenti così importanti vuol dire prestare il fianco a chi non vede l’ora di gridare alla retorica vuota. Affidarsi a qualcuno per preparare, magari a quattro mani, questo intervento, sarebbe stata un’assunzione di responsabilità e un segno di ancor maggior rispetto per gli argomenti delicati trattati.

Sanremo 2023, Chiara Ferragni in difficoltà in sala stampa

Per chiudere, tornando alle ore precedenti al debutto sull’Ariston, anche in un altro tipo di esordio Chiara Ferragni non è sembrata brillare. Il fatto di aver risposto piccata, o di non aver risposto affatto in conferenza stampa a due domande perfettamente leggittime e pertinenti che, semplicemente, erano domande vere e non solo il passaggio per permetterle di parlare delle sue emozioni e della sua partecipazione al Festival, ha messo in evidenza che, anche su questo piano, forse c’è da crescere ancora.

In particolare, la domanda sui testi sessisti del Fedez pre-Ferragnez liquidata con “Chiedete a lui” è stata un’occasione persa. La risposta incoerente, e il fatto di essersi spaventata di affrontare un argomento che poteva invece essere perfettamente funzionale e rafforzare anche la sua immagine di attivista in vista del taglio che ha voluto fortemente dare alla sua prima serata di Sanremo, è stata una pessima scelta.

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