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Beatrice Venezi: “Che bello il Sanremo dei giovani”

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Beatrice Venezi arriva a Sanremo 2021 per la finale delle Nuove Proposte. Premierà i giovani talenti nella quarta serata del Festival. Un ruolo che la giovane direttrice d’orchestra toscana è molto contenta di ricoprire. Dice infatti.

“Trovo un segnale importantissimo questa grande e nuova attenzione di Sanremo ai giovani, perché non è solo una manifestazione sonora ma qualcosa che va oltre. I giovani non sono il futuro sono il presente, e un festival come questo lo sta assolutamente dimostrando”.

Lucchese, classe 1990, cresciuta ‘a pane e Puccini’, Beatrice Venezi ha girato i più importanti teatri del mondo, tenendo ‘a bacchetta’ orchestre prestigiose e facendosi strada in un ruolo, quello della direzione d’orchestra, ancora molto appannaggio maschile. Nel 2017 è stata inserita da Forbes nella classifica dei 100 under 30, leader del futuro.

Il primo incontro con la musica è a 7 anni, quando inizia a studiare pianoforte. Si diploma in direzione d’orchestra al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e, da lì, spicca il volo.

Sul podio ha subito imposto uno stile riconoscibile. Sceglie di dirigere con le mani rinunciando alla bacchetta e non ha paura delle critiche di chi la attacca per i suoi look femminili in un posto, il gradino più alto davanti all’orchestra che di femmine, nei secoli, ne ha viste troppo poche.

Rivendica così il suo ruolo e la sua femminilità:

“Per me è importante far passare un messaggio”. Ha spiegato Beatrice Venezi in un’intervista al Corriere della Sera.” Non mi piego a indossare la maschere dell’uomo, a dover indossare i panni di un ruolo che è storicamente maschile. Io ho le competenze e questo è il mio manifesto”.

Tra le battaglie che la giovane direttrice d’orchestra porta avanti c’è quella di un approccio più inclusivo alla musica classica, veicolandola in modo contemporaneo per coinvolgere anche il pubblico più giovane. E, da questo punto di vista, vede nella sua presenza a Sanremo 2021 una grande occasione.

“La leggerezza è una cosa fondamentale anche per il mio lavoro. La musica classica è spesso percepita come pesante, seriosa. Portarla in contesto come quello del festival è importante, perché possiamo arrivare a un pubblico più grande. E far capire che non si tratta di un contenuto elitario ma di un patrimonio che è di tutti”.

Per questo Beatrice Venezi è molto attiva, e molto seguita sui social e ha da sempre un approccio molto aperto e i suoi interessi spaziano tra molti generi musicali

“ L’importante è continuare a fare musica che sia leggera, classica, jazz, non è importante, l’importante è la musica”.

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