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SANDRA MILO: “LA MIA STORIA COME TANTE, FORSE SOLO UN PO’ PIÙ PARTICOLARE”

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sandra milo

“Una donna dolce e allegra, ma allo stesso tempo forte e determinata” così si descrive la protagonista nel documentario “Salvatrice- Sandra Milo si racconta”, girato da Giorgia Wurth, che le è valso il Nastro d’Argento consegnatole alla Casa del Cinema di Roma da Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI).

Di fronte ad una Sandra Milo visibilmente commossa, Laura Delli Colli ha spiegato le ragioni della scelta del documentario:

“Abbiamo fatto una selezione di 100 documentari con protagonisti eccezionali. Quello di Sandra è stato uno dei primi ad essere scelto perché è la protagonista dell’anno. Il protagonismo che dà a questo documentario e alla storia, che è la sua, è bellissimo e sono felice che il premio le venga consegnato oggi, giornata dedicata alle donne”.

Un premio importante per la sua carriera, ed un regalo gradito, come ha detto la stessa Sandra Milo:

“È il terzo Nastro d’Argento che ricevo (ndr: il primo ricevuto nel 1964 per il film 8 e mezzo, il secondo nel 1966 per il film “Giulietta degli spiriti”, entrambe pellicole di Fellini, e vinti per il ruolo di miglior attrice non protagonista), ma è il più emozionante perché non me lo aspettavo. Quando abbiamo fatto con Giorgia questo documentario l’abbiamo fatto per raccontare una storia di una donna come tante, forse più particolare, però non ci aspettavamo niente ed è meraviglioso. Sono sempre belli i regali, i doni, i riconoscimenti, i premi, ma quando ti arrivano così all’ improvviso, allora la felicità è sovrastante, è immensa. Grazie.”

 

Classe 1933 Salvatrice Elena Greco, in arte Sandra Milo, diventa la femme fatale degli ’60 e simbolo della femminilità sensuale ed erotica. Musa ispiratrice di Federico Fellini, le numerose apparizioni sul grande schermo la consacrano diva ed icona del cinema italiano.

Il documentario ripercorre i momenti salienti della sua vita privata, come l’incontro con il grande amore Fellini, durato 17 anni, e la carriera artistica, iniziata a Milano come top model e poi approdata a Cinecittà, dove entrò “quando ero soltanto una ragazzina”.

Ad accompagnarla in questo viaggio Giorgia Wurth, regista del documentario, con cui ha condiviso non soltanto il set, ma anche il palcoscenico. È infatti proprio grazie all’ultima piece teatrale recitata insieme che è nata l’idea di fare un documentario su Sandra, come spiega la stessa Wurth:

“L’idea di realizzarlo è nata come la cosa più naturale del mondo. Quando ci siamo ritrovate in tournée per lo spettacolo insieme, mi sono chiesta come fosse possibile che nessuno lo avesse fatto prima. Sandra è un’attrice che ha fatto la storia del nostro cinema più bello, ed è in grado di raccontarcelo con estrema lucidità e ironia. Mi interessava soprattutto raccontare la donna, la sua filosofia di vita e il suo modo di prendere le cose. Ha una storia pazzesca e appena l’ho conosciuta ho notato in lei un dono: quello di far sentire chiunque interagisca con lei la persona più importante del mondo. Sandra è cresciuta tra le donne, sua mamma e sua nonna, sempre molto presenti, ed è questo che ho voluto raccontare”.

 

Decidere di affidarsi alla Wurth per raccontare la sua storia è stato un atto di fiducia, racconta Sandra Milo:

“È stato bellissimo lavorare con lei perché è una donna intelligente, vera, simpatica e sincera. Ha le sue fragilità ma allo stesso tempo ha una grande forza e determinazione e riesce a conservare la dolcezza, qualità rara nelle donne di oggi, più concentrate ad affermarsi e a conquistare il proprio posto nella società. Alla fine di questo documentario viene fuori il ritratto di una persona passata, tutto sommato, indenne in mezzo a tempeste, feste straordinarie e a tante cose che avrebbero potuto modificare la sua qualità umana, invece così non è stato”.

Da Tunisi, dove è nata 85 anni fa, Sandra Milo ne ha fatta tanta di strada. Prima figlia, poi mamma e oggi nonna, la passione per la vita e l’ironia sono sempre state gli strumenti a cui fare ricorso per affrontare i momenti difficili. Nonostante gli scandali che l’hanno coinvolta, come quello scoppiato negli anni ’80 in seguito all’uscita della notizia della sua relazione con Fellini a cui fu legata per 17 anni, non si è mai lasciata scoraggiare dalle dicerie perché, come ribadisce ancora oggi, “non mi toccano”.

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