donne cuore

Il dottor Massimo Romano, cardiologo, ci spiega perchè le donne si occupano ancora troppo poco della salute del loro cuore e perchè è necessario che lo facciano con costanza

“L’attenzione della sanità su Covid-19 e la paura del contagio rischiano di vanificare i risultati ottenuti in Italia con le terapie più innovative per l’infarto e gli sforzi per la prevenzione degli ultimi 20 anni”

A sostenerlo sono un gruppo di cardiologi italiani, sulla base di uno studio multicentrico realizzato in 54 ospedali a fine marzo scorso, durante la fase più acuta dell’emergenza coronavirus. L’allarme è relativo al fatto che, non solo in quel momento molti reparti cardiologici in tutta Italia sono stati sacrificati per far fronte dell’emergenza, ma anche perché si è osservato il preoccupante comportamento di chi aveva sintomi che, per paura dell’infezione, tardava a rivolgersi ai pronto soccorso o anche solo a chiedere aiuto. La preoccupazione dei cardiologi è che questo tipo di atteggiamento, conscio o inconscio, possa proseguire nei prossimi mesi, rendendo vano il lavoro fatto in tanti anni per comunicare l’importanza della prevenzione e la necessità di prendersi cura del proprio cuore, non sottovalutando mai nessun segnale che il nostro corpo ci manda. Lo sa bene il dottor Massimo Romano, cardiologo romano, che questo lavoro lo porta avanti con passione e professionalità da molti anni e che, alla prevenzione e all’informazione sula salute cardiologica, ha deciso di dedicare anche un blog, Ascoltare il cuore in cui si parla, appunto, di cuore e col cuore:

“Ho fortemente voluto questo blog per dare voce ai pazienti, e poter condividere indicazioni e suggerimenti creando un clima positivo e di scambio. Mi auguro che possa essere anche un luogo di  aiuto reciproco”.

Il sito raccoglie storie ed esperienze dei pazienti e affronta un tema centrale, cioè l’importanza dell’empatia e della reciproca fiducia tra chi cura e chi deve essere curato. Il dottor Massimo Romano ha insomma davvero a cuore i suoi pazienti e, in particolare, sta portando avanti un’importante lavoro di sensibilizzazione rivolto alle donne che, spiega lui:

“Sono le prime a prendersi cura degli altri e le ultime a pensare a se stesse”.

In effetti, nell’immaginario collettivo, fino a qualche anno fa, i problemi cardiaci si legavano più agli uomini che alle donne. Le statistiche ci dicono che anche le donne rischiano l’insorgenza di queste patologie esattamente come gli uomini, ma della salute del cuore delle donne si parla ancora troppo poco.

“Le donne hanno una sensibilità altissima relativa alle patologie femminili come tumore al seno o all’utero, che le porta a fare periodici controlli specifici”- spiega il dottor Romano, “ma non sono altrettanto attente ad altri segnali del loro corpo che potrebbero indicare altre patologie. La verità è che, la grande maggioranza di loro, non sa riconoscere i problemi cardiaci e, una volta diagnosticati, ha addirittura difficoltà ad accettarli”.

Per questo, fare informazione e parlare della salute del cuore delle donne è un passaggio fondamentale: più si è informate, più si riesce a tenere sotto controllo il rischio attraverso la prevenzione.

“Tra le donne ho riscontrato una mancanza totale di informazione e di conoscenza sui problemi cardiaci, e le pazienti stesse, al momento della diagnosi, spesso non ci credono perché, semplicemente, non se lo aspettano, non lo pensano possibile: ‘Il cuore? Un problema da uomini!’ Invece non è assolutamente così, ed è ora di comunicarlo più chiaramente”.

Il dottor Romano di pazienti ne ha curate tante, e racconta che, per la sua esperienza, ci sono diversi fattori che fanno sì che le donne spesso arrivano con ritardo a riconoscere i loro ‘problemi di cuore’.

“La mancanza d’informazione spesso porta a ritardare la visita di controllo con tutte le conseguenze del caso. Gli uomini sono molto più sensibili a questo tipo di problemi anche perché, mediamente, hanno più paura. La donna invece è resistente: alle avversità, al dolore, alla paura, questo fa sì che metta sempre davanti il benessere e la salute degli altri rispetto alla sua”.

Ma la questione non è solo ‘culturale’: la mancanza di conoscenza del problema porta molte donne a sottovalutare segnali che invece gli uomini sanno leggere ormai più velocemente

“Il problema è far capire alle donne che quel mal di testa, quella stanchezza contro cui combattono con volontà e determinazione, non sempre sono attribuibili solo ai carichi lavorativi e famigliari che sopportano ogni giorno, e che non sempre sopportare in silenzio e andare avanti a testa bassa è la cosa giusta da fare”. – conferma il dottor Romano- “Bisogna imparare ad ascoltare il proprio corpo e capire che alcuni segnali che spesso vengono legati allo stress, potrebbero invece essere messaggi lanciati da un cuore affaticato o con qualche altro problema da approfondire. Ma le donne dal cardiologo non ci vanno. Da me arrivano solo per caso, o se prima di loro ci è arrivata qualche amica di cui si fidano, magari anche lei arrivata casualmente, spesso accompagnando il marito o il compagno”.

Eppure la prevenzione, i controlli sulla salute del nostro cuore e del nostro apparato cardiocircolatorio dovrebbero essere fatti con costanza, fin dalla prima giovinezza e, con più attenzione nell’età adulta, soprattutto in momenti di passaggio fondamentali per la vita di ogni donna, come gli anni a cavallo della menopausa.

Le donne si sentono sempre invincibili, le ‘colonne del loro mondo’, e in effetti lo sono, ma questo non vuol dire che il loro corpo a 50 anni possa essere, per magia, lo stesso di venti o trenta anni prima. Questi cambiamenti vengono spesso ignorati o sottovalutati. La donne hanno difficoltà a riconoscere anche sintomi di problemi molto frequenti, come quelli legati alla pressione alta. Io mi trovo spesso a dover spiegare e anzi, proprio a dover convincere le donne a prendersi cura del loro cuore.”

E per convincerle, il dottor Romano, oltre a tutta la sua esperienza e la sua professionalità, usa un’arma davvero vincente, ovvero l’empatia. Entrare in un rapporto di comunicazione profonda con il paziente, secondo il dottor Romano è fondamentale per il percorso di cura, perché aiuta anche il medico stesso a fare meglio il suo lavoro e ad occuparsi meglio della persona che ha davanti. Basta leggere le storie raccontate su Ascolta il cuore, per capire quanto il rapporto umano diventi parte fondamentale di un percorso terapeutico e questo, secondo il cardiologo, è vero sempre, ma in particolare con le donne che, messe davanti a una problematica che conoscono poco, si rivelano anche più diffidenti.

Lavorare con le donne per me cardiologo, è una sfida. Le donne non si affidano cecamente, bisogna convincerle, conquistarne la fiducia  con le spiegazioni, le parole, l’empatia. Solo quando si fidano di te, poi ti si affidano e si crea quel clima di rispetto e fiducia indispensabile tra medico e paziente per vincere insieme le battaglie che si hanno davanti”.

L’invito dunque è quello di non sottovalutare i messaggi del nostro corpo, controllarsi periodicamente e informarsi di più per sapere meglio cosa possiamo fare per mantenere in salute il nostro cuore.

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