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A OSTIA ROSY BINDI E L’ANTIMAFIA: GUERRA TRA CLAN MA LO STATO C’E’

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Rosy Bindi Ph. ArchivioItalfoto/TuaCityMag

“A Ostia si è rotto un equilibrio. Non è da escludere che possano affacciarsi altre organizzazioni. Ma lo Stato ora c’è.” sono le parole della presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi che l’altro pomeriggio, si è spostata con una delegazione ad Ostia, per fare il punto sulla situazione di un territorio che fa sempre più parlare di sé, dal punto di vista criminale.

Il commissariamento, all’epoca molto contestato, per due anni del municipio, dovuto alle infiltrazioni mafiose e i continui segnali di un territorio sempre più caldo, rendono Ostia un argomento di primo piano per la commissione antimafia, che ha portato avanti i suoi lavori a porte chiuse, presso la scuola della Finanza, ascoltando, tra gli altri, la Prefetto di Roma, Paola Basilone, la neoeletta presidente di municipio, Giuliana Di Pillo e la dirigente Cinzia Esposito, che per la sua resistenza contro le facili concessioni a imprese del litorale dal background non cristallino ha subito e subisce numerose minacce di morte.

Le conclusioni dei lavori, le tira la stessa Rosy Bindi che si dice moderatamente soddisfatta del lavoro fatto fino adesso per portare alla luce criticità e combattere la criminalità organizzata lidense, ma che ci sia molto da fare è evidente anche dai fatti più recenti, che hanno portato l’attenzione mediatica nazionale sulla palude criminale in cui ancora è impantanata Ostia: “Riteniamo che l’attenzione del Paese delle ultime settimane abbia dato maggiore impulso alla presenza dello Stato. Questa presenza è oggi forte, determinata e consapevole e sta già ottenendo risultati importanti. Tuttavia, prima che questi risultati ci consentano di affermare che il potere mafioso è stato sconfitto, dovrà passare un po’ di tempo.” ammette la presidente

“La commissione Antimafia torna ad Ostia, per la seconda volta, e dopo aver monitorato gli anni di commissariamento, è stata molto attenta sulle ultime vicende che hanno coinvolto questo territorio. Dalle audizioni di oggi si conferma che la situazione è una situazione seria, grave. Certamente non ci potrà ormai essere nessuno che nega che a Ostia c’è la mafia, anzi ci sono le mafie. Ostia non è un territorio mafioso, perché centinaia di migliaia di persone che vivono in questa parte di Roma, sono persone per bene, ma le mafie a Ostia ci sono, sono forti, sono insediate, si comportano come si comportano le mafie: occupano il territorio, usano la violenza e sanno riversare, attraverso relazioni, il loro denaro, il loro potere nella vita economica e sociale di questo territorio. Riteniamo che l’attenzione mediatica nazionale che si è concentrata su questo territorio in questo periodo abbia dato maggior impulso alla presenza dello stato, che comunque in questi due anni e mezzo non è mancata. Questa presenza è oggi sempre più forte, determinata e consapevole e sta già ottenendo risultati importanti. Ma prima di poter affermare che il potere mafioso in questo territorio è stato fortemente ridimensionato o addirittura sconfitto, ci vorrà ancora del tempo, perché per troppo tempo, questo territorio non è stato attenzionato come doveva. Ci aspetta ancora un lungo lavoro.Come sempre accade quando in un territorio insistono più organizzazioni criminali, quando viene colpita una di queste, si ridiscutono tutti gli equilibri e avviene con l’uso della violenza. Ma oggi, qui, lo stato c’è.”

 

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