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Silvia e Federica, le ricercatrici romane premiate da L’Oreal-Unesco

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Due ricercatrici dell’Università La Sapienza, premiate dal prestigioso premio L’Oreal Unesco, il riconoscimento che da anni punta a scovare talenti e a stostenere i progetti innnovativi delle donne impegnate nelle discipline STEM.

Si chiamano Silvia Celli e Federica Mezzani e sono due giovani e brillanti ricercatrici dell‘Universita La Sapienza di Roma, i cui progetti di ricerca sono stati insigniti del prestigioso For Women in Scienze L’Oréal-UNESCO, il riconoscimento che sostiene le più brillanti giovani ricercatri d’ Europa.

Ma chi sono Silvia Celli e Federica Mezzelani? E quali sono i loro studi che hanno attirato l’attenzione del prestigioso premio?

Dopo la laurea in Fisica, un Dottorato di Ricerca in Fisica Astroparticellare presso il Gran Sasso Science Institute e un Master in Astronomia e Astrofisica, assegnato dall’Università La Sapienza di Roma, la Celli attualmente collabora come ricercatrice per il Dipartimento di Fisica della Sapienza. Le sue attività si sono concentrate sulla ricerca di fonti di neutrini extra-galattici, come raggi gamma, nell’ambito degli esperimenti ANTARES e KM3NeT. I suoi interessi sono rivolti all’astronomia dei raggi gamma galattici, come membro del Consorzio CTA, con una profonda conoscenza della propagazione dei raggi cosmici attorno ai Resti di Supernova. Ed è proprio a questi resti che è dedicato il suo progetto Meccanismi di accelerazione e fuga di particelle da sorgenti astrofisiche Galattiche’ premiato con il riconoscimento dell’ Oreal

Spiega la giovane ricercatrice:

“il progetto riguarda i diversi messaggeri astrofisici in grado si identificare le sorgenti dei raggi cosmici galattici. La mia attività si colloca in quella che può essere definita ricerca di base, ossia studio i meccanismi di accelerazione delle particelle che hanno luogo nei resti di Supernova nella nostra galassia. In particolare mi dedico all’astronomia multi-messaggera, cercando di capire come le sorgenti astrofisiche ci parlino attraverso diverse particelle. Il mio studio riguarda i diversi messaggeri astrofisici in grado di identificare le sorgenti dei raggi cosmici galattici e si focalizza sull’analisi teorica delle segnature dei resti di supernova sotto forma di fotoni di alta energia e neutrini. L’obiettivo della ricerca è quello di stabilire una connessione fra queste sorgenti e i raggi cosmici galattici, analizzando il processo che porta le particelle cariche a uscire dal meccanismo di accelerazione e a cominciare il loro viaggio di propagazione nel mezzo interstellare verso la Terra”.

Federica Mezzani rappresenta invece il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’Università La Sapienza di Roma presso cui è attualmente ricercatrice. Laureata in Ingegneria Meccanica, dopo diverse esperienze all’estero è tornata in Italia e ha dedicato la sua ricerca alla localizzazione di mine antiuomo attraverso la realizzazione di una mappa real-time. Un progetto che ha come obiettivo quello di aiutare paesi colpiti dalla guerra. La dottoressa Mezzani spiega così il suo progetto:

Nel mio progetto ‘Minor: MINe Overall Recognition’ mi concentrerò sull’utilizzo di sciami di droni per la localizzazione di mine antiuomo in paesi che ne sono particolarmente affetti ed equipaggiati con micro-sensori in grado di rilevare la variazione di densità nel terreno della zona che sorvolano. Lo sciame si suddivide in due gruppi: un numero ristretto di droni master sorvola rapidamente l’area individuando le zone presumibilmente contaminate; la restante parte, volando a quota più bassa, pattuglia minuziosamente le zone indicate dai droni master. Il sistema, con l’ausilio di droni autonomi convenzionali, non comporta rischi di alcun tipo, è economico, affidabile e a basso impatto ambientale. L’obiettivo è quindi quello di cercare di utilizzare una tecnologia relativamente a basso costo per cercare di risolvere un problema che forse è stato, per troppo tempo, messo da parte”.

Con la borsa di studio ricevuta, le ricercatrici avranno la possibilità di sviluppare il loro progetto in una delle istituzioni italiane per 10 mesi. Anche se il numero di quote rosa che occupano posti di rilievo in questo settore è ancora molto basso, L’Oréal dimostra che fare ricerca in Italia è ancora oggi possibile. Investendo su sei ricercatrici d’eccellenza Under 35 e assegnandole un premio in denaro, permettono loro di trasformare il sogno a cui hanno dedicato una vita intera in una realtà concreta. 

Essere donne di scienza, in un settore dominato prevalentemente da maschi, si può e Silvia e Federica, con i loro ambiziosi progetti, lo dimostrano. 

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