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ROMA SOTTO LA NEVE: CRONACA DI UNA GIORNATA PARTICOLARE

Roma stamattina si è svegliata imbiancata.
Treni soppressi. Linee ferroviarie interrotte. Pochissimi mezzi pubblici, soprattutto quelli che collegano le periferie con il centro della città. Un disastro. La città si sta paralizzando. E se poi gela? Se continua a nevicare sicuro. Il meteo, lo stesso che ha preannunciato, azzeccandoci, la nevicata, annuncia che le temperature, soprattutto in serata, sono destinate a scendere ancora.
Per chi viene da fuori Roma e per chi si deve spostare da una parte all’altra della città, il problema del maltempo non è di certo una cosa che si può sottovalutare. Reduci dallo shock della nevicata del 2012, chi può sceglie saggiamente di restare a casa.
Io però non mi scoraggio. E scelgo, un po’ per dovere di cronaca un po’ per curiosità, di avventurarmi in centro: “quando mi ricapita di vedere uno spettacolo del genere?”.

Colazione, doccia, stivali e maglione pensate, cellulare alla mano per scattare quante più foto possibili, mi avvio a prendere la metro. Quella almeno funziona.
Uscita di casa lo spettacolo è disarmante. Il giardino è ancora tutto innevato. 10/15 cm di neve. In piazzetta, si sta già sciogliendo tutto. I più felici sembrano essere i bambini. Questa neve gli ha fatto guadagnare un giorno di vacanza da scuola (in questo la giusta Raggi è inappuntabile). Giocano e si divertono. Beati loro.
La metro B, chiaramente è piena. Normale amministrazione. Le corse sotterranee ci sono, certo, ma sono ovviamente rallentate, sporadiche più del solito. Cosa non si fa per vedere il Colosseo innevato!
Tutti con la mia stessa idea stamattina? Il montascale della fermata Metro B Colosseo è guasto. Manco a farlo apposta. Uscire dalla metro è già una faticaccia.
L’Anfiteatro Flavio è chiuso al pubblico, causa neve, ma nonostante tutto è sempre affascinante. Scattare una foto diventa un’impresa quasi impossibile. Si deve fare i conti con: turisti, altri cronisti, asfalto scivoloso, mega pozzanghere e gli abusivi intenti a vendere ombrelli e bastoni per i selfie, senza parlare di chi approfitta del caos per fare “shopping” abusivo negli zaini o nelle tasche di qualche malcapitato.
C’è di buono che gli spazzini e l’esercito presidiano la zona spargendo sale a destra e a manca, allo scopo di favorire non solo le passeggiate turistiche, ma anche il passaggio di qualche autobus. Non è un miraggio, qualche autobus passa.
La neve al Colosseo è un’occasione in più per lasciare un segno. C’è anche chi non si accontenta di un semplice scatto: un bambino prova a fare “l’angelo”, mentre “Fabrizio e Silvia” sul Colosseo ci mettono la firma… a modo loro.
Alle 10.00 Via dei Fori Imperiali è quasi pulita. Merito anche dei tanti turisti che si sono riversati in centro per vedere una Roma che non ti aspetti. I Fori innevati, sono in assoluto una delle cose più belle che io abbia visto in vita mia. C’è poco da fare: Roma è Roma. È bella di notte, di giorno, col sole, con la pioggia e ovviamente con la neve.
È talmente bella che, quando scattando una foto alla Colonna di Traiano, finisco con tutti e due i piedi in una pozzanghera, mi arrabbio, solo perché, con i piedi bagnati dovrò tornare a casa prima possibile e non potrò andare a vedere San Pietro innevato. Anche se la vera domanda è: riuscirò a tornare a casa?!
Rifiuto il pensiero e, a giudicare dalla gente che si è riversata in centro, non sono l’unica. Metto e tolgo i guanti, ma appena mi giro c’è qualcosa in più da fotografare. Non trovate poetico anche voi un pupazzetto di neve davanti al Vittoriano? E se i pupazzi sono due? Doppia poesia.
Ovviamente, l’Altare della Patria è chiuso al pubblico oggi, ma nonostante gli operatori ecologici e il sale nessuno vuole rinunciare all’immancabile foto ricordo. Per un monumento chiuso, c’è pur sempre un business aperto. Nell’epoca in cui ci si inventa e re-inventa è impossibile non approfittare della situazione.
Ecco allora che, davanti al Vittoriano compare un centurione. Gli si avvicina, manco a farlo apposta, una cinesina tutta felice. Il marito punta l’obiettivo. E vissero tutti felici e contenti, anche se la più felice sono io che mi son portata a casa uno degli scatti simbolo della giornata: abusivo, straniero, fanghiglia. Neve a Roma: come si ricorderanno di noi all’estero. Se non son fortune queste…
Ne ho viste abbastanza, posso provare a tornare a casa, ma… la fermata dei bus è vuota. I più temerari aspettano. Io mi stanco presto e mi sposto. Ho pure sempre i piedi fradici. Vedo, in lontananza, un 40 – una delle poche corse garantite dall’Atac – e facendomi largo fra la folla, attenta a non scivolare nel misto di acqua, fango, sporco e sampietrini di Piazza Venezia (dettaglio non trascurabile), lo raggiungo e salgo al volo.
Mi sento un’eroina. A Termini prenderò un altro autobus e mi avvicinerò a casa. State ridendo con me? La situazione a Stazione Termini è desolante. Le strade sono pulite, quindi dal centro si arriva alla stazione relativamente in poco tempo. Li però, non ci sono autobus a capolinea. I pochi che fanno presenza, sono “fuori servizio”, diretti al deposito o spenti.
Ai turisti non resta che l’opzione taxi. Latitanti pure questi. Che pretendiamo: la città si paralizza per “due gocce” figuriamoci per un po’ di neve che si è anche quasi sciolta.
E se per caso dovessi raggiungere le periferie? Gli utenti vengono tempestivamente informati del fatto che “i treni del nodo di Roma, potranno subire ritardi, variazioni o cancellazioni per difficile condizioni meteo.” Ok, oggi ci sta, ma gli altri giorni la scusa qual è?
Non resta che scappare sottoterra. A volte, le buche di Roma tornano utili.

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