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Solo nel 2024, anno non ancora giubilare, a Roma si calcola siano arrivati 50 milioni di turisti. Quello che è successo negli ultimi mesi, in termini di arrivi di pellegrini e visitatori, ce l’hanno ben presenti tutti i romani. Un fiume di persone che non conosce pause in nessuna stagione, e che si riversa nella Città Eterna senza soluzione di continuità. Basta passare di fronte all’ingresso di un qualsiasi museo o sito di qualche interesse, ma anche di fronte a luoghi o attività diventati per qualche motivo famosi o, come si dice oggi, “virali”, per imbattersi in file interminabili.

E questo è il meno. Perché poi c’è un rovescio della medaglia che è ancora più orribile, quello che riguarda le tante “libertà” che spesso diventano veri e propri eccessi e comportamenti incivili dei turisti, a iniziare dai bagni proibiti in fontane monumentali di valore inestimabile, per continuare con la piaga delle incisioni di nomi, date, frasi ricordo su monumenti e mura millenari o con le classiche problematiche legate alla movida dei turisti.

Cappella Sistina e overtourism a Roma: i Musei Vaticani corrono ai ripari

Ma, senza arrivare a questi esecrabili eccessi, anche solo il flusso continuo di visitatori rischia di diventare un serio problema proprio per quei luoghi meravigliosi e per quei capolavori unici che attirano a Roma visitatori provenienti da tutto il mondo. Un esempio di quello di cui stiamo parlando viene, nelle ultime ore, dalla Cappella Sistina e dai suoi straordinari affreschi nati dalla mano e dal genio di Michelangelo.

Si calcola, che a visitare la Cappella Sistina, ogni giorno arrivino 20000 persone, per un totale di circa 7 milioni di visitatori all’anno. E questo flusso consistente e continuo potrebbe mettere a rischio questo capolavoro. Da gennaio 2026 infatti, secondo quanto riporta Repubblica, si procederà a testate la “salute” degli affreschi michelangioleschi. Una sorta di test che interesserà in particolare “Il giudizio universale”.

Esperti al lavoro per salvare gli affreschi di Michelangelo

Si interverrà dunque non per restaurare gli affreschi ma per controllarne approfonditamente lo stato: non un restauro, ma un’operazione di manutenzione straordinaria, che si svolgerà tra gennaio e marzo 2026 e terminerà in tempo per la Settimana Santa. Durante tutto il periodo di lavori, che saranno portati avanti da una squadra di 12 esperti dei Musei Vaticani, la Cappella Sistina rimarrà comunque visitabile e i restauratori lavoreranno durante gli orari di chiusura al pubblico e, tramite uno speciale sistema di ponteggi, che permetterà di godere la vista intatta dei capolavori di Michelangelo.

Si tratterà dunque, di controllare palmo a palmo gli affreschi e in particolare lo stato della pellicola pittorica. L’afflusso continuo e massiccio di visitatori infatti, produce umidità, calore, emissione di anidride carbonica e vapore acqueo, potenzialmente dannosi per i dipinti che, d’altronde, sono già controllati minuziosamente con uno speciale sistema di monitoraggio tramite sensori installato all’interno della Cappella Sistina, a gennaio si passerà a un check up approfondito per garantire che tale meravigliosa bellezza, possa continuare a incantare romani e turisti provenienti da ogni angolo della terra.

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