rocchetta mattei
La Rocchetta Mattei Foto: Wikipedia

Parte stasera in tv il nuovo talent show “Voglio essere un mago”. Giovani apprendisti maghi si metteranno alla prova in una vera e propria scuola di magia, seguendo le lezioni ed essendo giudicati dai docenti maghi esperti, il tutto, in una location da favola, ovvero la Rocchetta Mattei.

Se siete tra i milioni di lettori e spettatori di tutto il mondo che hanno sognato di mettere piede a Howgarts, Voglio essere un mago non vi deluderà, almeno per il fiabesco maniero che ospita la scuola di magia televisiva.

I 12 giovanissimi aspiranti maghi, tutti tra i 14 e i 18 anni, passeranno cinque settimane a sfidarsi a colpi di bacchetta in un maniero scenografico, simbolo dell’eclettismo che riesce a unire in sé ispirazioni moresche, medievali e rinascimentali.

La Rocchetta Mattei un castello magico sull’Appennino Emiliano

La Rocchetta Mattei sbuca con le sue torri e i suoi pinnacoli dai boschi dell’Appennino emiliano, in quel di Grizzana Morandi, provincia di Bologna.

Fu costruita a metà dell’800 per volontà del conte Cesare Mattei, un personaggio che oggi definiremo anche un po’ bizzarro e che è, tra l’altro, considerato il fondatore dell’omeopatia.

Bizzarro, come il castello che fortemente volle e in cui visse creandosi una sorte di corte medievale, pure essendo nel XIX secolo.

L’amatissima dimora del Conte Mattei venne costruita su una precedente dimora di proprietà imperiale di Federico Barbarossa, in posizione di dominio sulla valle circostante e alla confluenza di due fiumi.

Furono ospiti di quel maniero illustri personaggi, molti dei quali pazienti del Conte Mattei che anche Dostojeski citò in uno dei suoi romanzi, tanta era la sua fama di guaritore e la sua autorevolezza di medico delle erbe.

Certo è che, se c’è una location in Italia che può suggestionare e far passare vibrazioni ‘magiche’ simili a quelle della magnifica Howgarts, quella è la Rocchetta Mattei.

Perché i simboli esoterici e i riferimenti misteriosi, se non addirittura ‘misterici’ costellano tutto il bellissimo castello.

Basti pensare che, ad attenderli al portale, i giovani apprendisti maghi troveranno un ippogrifo, due gnomi e due cariatidi, e la raggiungeranno solo attraversando un passaggio scavato nella roccia.

Non manca, ovviamente, un ponte levatoio e il cortile interno riproduce i meravigliosi giochi architettonici arabi dell’Alhambra di Granada.

E poi vetrate colorate che creano giochi di luce, passaggi nascosti, angoli fiabeschi, torri e segrete.

Tutto quello che serve insomma, per immergersi in un atmosfera di magia, incanto e mistero, nella quale i giovani apprendisti maghi potranno sicuramente trovare grande ispirazione per stupire docenti e pubblico a casa.

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