il Marchese

Che vi viene in mente se dico “Il Marchese”? Di certo, molti visualizzeranno il faccione di Alberto Sordi che nel 1981 s’è calato, rendendola immortale, in una maschera romana senza tempo, quella del Marchese del Grillo, nel film di Mario Monicelli. Chi non ricorda il nobile sbruffone che spendeva il suo tempo vagando per la città e allestendo leggendari scherzi?

A quel film si sono ispirati i due prorpietari de Il Marchese, Osteria, Mercato, Liquori, in via di Ripetta 162, all’ombra dell’Ara Pacis.

Un ottimo indirizzo da segnare anche in questo momento, un approdo perfetto per un buon pranzo dopo essersi goduti una passaggiata per i vicoli del centro in questo soleggiato novembre.

Davide Solari e Lorenzo Renzi, uniti da un sodalizio che dura da venticinque anni, e che dall’amicizia si è poi trasformato in una partnership lavorativa, hanno pensato per il loro locale, a due facce ben distinte. Una più ‘nobile’, propria del ‘Marchese’ e del suo alto lignaggio, e l’altra, più genuina e casareccia, come quella di Gasperino Il Carbonaro, il povero cristo che assomiglia come una goccia d’acqua al Marchese e rimane vittima del più crudele dei suoi famosi scherzi.

Nasce così un locale che mischia atmosfere e sapori. Punta sulla tradizione rivisitata che attrae i romani ma anche una clientela cosmopolita. Offre una location più semplice che ricorda un’antica osteria ma anche un bellissimo e raffinato salotto. Le due anime sono ben bilanciate e sono la cifra distintiva di questo indirizzo da segnare nel cuore di Roma . La semplicità, la schiettezza e la robustezza d’ appetito del carbonaro, sono riflesse nell’osteria del Marchese. In carta piatti della tradizione, serviti in porzioni generose, e realizzati con ingredienti del territorio laziale.

A dirigere la brigata di cucina è il giovane Daniele Roppo, ex rugbista, che ha imparato a muoversi tra i fornelli da Arcangelo Dandini. Roppo ci tiene a definirsi non ‘chef’ ma orgogliosamente ‘cuoco’. Propone una cucina che trasuda romanità. Saporita e genuina, come la pasta fatta a mano che arriva direttamente da un angolo della sala dove lavora, instancabile e concentrata, una ‘sfoglina’. Da quelle mani laboriose ed esperte escono a getto continuo gnocchi, tonnarelli e fettuccine.

Il menù è improntato alla tradizione, con interessanti varianti e ogni piatto rivela un’attenzione spasmodica alla materia prima, rigorosamente laziale, e alla stagionalità.

Tra gli antipasti potrete scegliere un trionfo autunnale come la vellutata di Zucca (9€) ma anche grandi e gustosi classici come la polpetta di bollito con salsa verde (9€), o la deliziosa crocchetta di baccalà su vellutata di ceci e rosmarino (10€).

Sui primi spicca, ca va sans dire, la carbonara del Marchese (13€). Ricca di sapore e di taglia (vi verrà servita in un pentolino), sfrontata, eppure  avvolgente ed equilibrata .

Insieme alla sontuosa carbonara, troverete i primi più importanti della tradizione romana. Non mancano infatti Gricia, Amatriciana, Cacio e Pepe, ma anche sofficissimi gnocchi alla romana di semolino, davvero speciali.

Da segnalare in questo periodo anche le deliziose fettuccine fatte in casa ai funghi porcini.

Per rimanere ai sapori autunnali, tra i secondi troviamo un vero trionfo di prodotti di stagione, perfettamente amalgamati nella Faraona ripiena di castagne su crema di zucca (22€).

Tra i secondi in carta, netta predominanza della carne. Anche qui, la tradizione domina: polpette, guancia, tagliata e saltimbocca ma c’è anche qualche proposta di mare con polpo e rana pescatrice. Per chi vuole rimanere leggero c’è un’ampia scelta di insalate. Per i più golosi, segnaliamo i dolci fatti in casa, come i tiramisù (classico o al pistacchio) e la pera cotta al cesanese, ma sono da provare tutti.

Ma Il Marchese è anche un ottimo cocktail bar e il primo amaro bar d’ Europa. Quasi 600 etichette di amari, di cui una parte vintage.

Ogni signature è creato con una grande selezione di ingredienti pregiati miscelati con maestria, texture diverse, composizioni straordinarie e differenti tra loro. Alla guida del cocktail bar c’è Fabrizio Valeriani, bar tender con una solida esperienza alle spalle e diverse consulenze per start-up a tema mixology. Dopo 5 anni trascorsi dietro il bancone di Casina Valadier, è stato bar manager dello storico ristorante di pesce Pierluigi per poi seguire i tre punti romani di Sambamaki, giapponese fusion di cui ha curato anche il lancio a Stoccolma.

Il cocktail bar de Il Marchese offre una miscelazione classica e sperimentale. Gli accostamenti si sposano con la cucina, usando anche prodotti insoliti nei cocktail come alcune verdure, una miscelazione d’avanguardia basata sul gusto. Il menu dei cocktail è interattivo e con qualche effetto speciale e stimola il cliente a giocare con i barman. La carta è divisa in 3 capitoli. La parte dedicata agli Spritz, quella focalizzata sul Negroni e poi la raccolta di tutti i signature de Il Marchese.

Ogni cocktail, infatti, non è solo alchimia ma un’esperienza, sempre diversa. Un gioco di gusti che vuole far vivere un’emozione consapevole, stimolando il palato e la mente. La percezione non viene alterata con un alto grado alcolico ma piuttosto vengono proposti cocktail “low Abv” (a basso contenuto di alcol) con un grande sapore.

Tutti i drink sono senza proteine animali all’interno, quindi non c’è il classico albume d’uovo ma un’acquafaba di ceci che ha lo stesso potere emulsionante; non ci sono latti vaccini ma solo vegetali come mandorla, cocco o avena. Inoltre si cerca di fare un uso limitato della plastica, per avere un minor impatto ambientale. Grande importanza viene data all’ideazione e alla preparazione stessa di ciò che comporrà un cocktail come cordiali, sciroppi, infusioni, fake lime, tutti preparati in casa. Ci vuole tanto tempo per arrivare a costruire un cocktail di grande gusto e poterlo offrire al cliente nel minor tempo possibile.

Uno dei cocktail in carta, il “Battito d’Ali” è composto da tre soli ingredienti, due miscelati dal barman e uno aggiunto dal cliente per un effetto “wow!”. Troviamo poi drink con fermentato di ananas fatto in casa o un cordiale con la pastinaca e la lavanda, che ricorda il sapore di carota; un preparato con more, funghi e pompelmi lavorati con tecniche di cucina arrostendoli sui carboni per affumicarne la polpa. Miscelazioni che sembrano agli occhi e al naso diversi da come si prospettano al gusto. Un gioco di sorprese svelate, basi semplici utilizzate con grande tecnica e creatività.

Si consiglia di dare un’occhiata anche agli Special, ovvero dei Twist on classic fuori menu pensati proprio da Fabrizio. Tra questi c’è un Margarita dalle note leggermente piccanti con aggiunta di passion fruit e tabasco oppure il French75, a base di uno sciroppo di fiori home-made, lime, liquore ai fiori di sambuco, Gin e Franciacorta.

Il Marchese. Osteria – Mercato – Liquori

Via di Ripetta 162

00186 – Roma

tel. 06 90218872

Sito Web:  http://www.ilmarcheseroma.it/

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