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RICORDATI DI ESSERE SEMPRE CARINA

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Ph: ©Archivio Italfoto/TuaCityMag

In quindici anni di esperienza professionale, ho visto moltissime donne e anche molti uomini rovinarsi la vita, le amicizie, il lavoro, il benessere psicologico a causa della convinzione che per essere amati ed accettati bisogna attenersi a comportamenti che gli altri approvano.

In particolare le donne, con modalità diverse, assumono atteggiamenti che rimandano alla necessità di essere sempre: disponibili, gentili, accondiscendenti, garbate, consolatorie, evitanti rispetto al dire di no. Molti infatti hanno enormi difficoltà a dire di no, pensano che dire di no significhi deludere e finiscono così per evitare ogni forma di conflitto e per anteporre i bisogni degli altri ai propri.

A tutti noi piace piacere, ma alcuni lo vivono come un obbligo, come un istinto che gli fa dire sempre di si, una sorta di compulsione a compiacere.

Le persone che mettono in atto questa compulsione sono soprattutto donne e spesso sentono di vivere una vita oppressa, si sentono soffocare dalle pretese e dalle aspettative degli altri e non vedono una soluzione alla loro situazione. A tal proposito non si può dimenticare che tutte noi siamo state educate da generazioni a “essere carine” a dover essere accondiscendenti verso gli altri.

Ma per quali altri motivi, oltre quelli storici/educativi ci si comporta così? Ho ascoltato tante persone che soffrono di questa forma di altruismo patologico e quello che ho riscontrato è che queste persone spesso pensano che manifestando le proprie esigenze saranno respinte e quindi si vedono costrette a nascondere aspetti importanti di sé come le emozioni, ad esempio la rabbia e di covarli in silenzio.

Nessuno si accorge di questo perché alla apparenza sembrano sempre sorridenti e disponibili, fino a quando però un giorno esplodono davanti allo shock generale degli altri che mai si aspetterebbero una reazione del genere e che proprio per questo esprimono giudizi o comportamenti di rifiuto e condanna. Ed è proprio qui che si consolida la convinzione che non bisogna dissentire, che bisogna essere accondiscendenti, perchè la persona si sente fondamentalmente rifiutata e non accettata nel momento in cui esprime se stessa e per questo tornerà a nascondere le proprie emozioni pur di sentirsi accettata.

Questo meccanismo come ho già detto, appartiene più alle donne che agli uomini, ed in questo spazio suggerirò dei modi attraverso i quali è possibile liberarsi dalle aspettative soffocanti degli altri per arrivare a vivere un’esistenza più completa e gratificante.

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Sono nata a Roma ed ho studiato in questa città laureandomi prima in pedagogia e poi in psicologia. Sono specializzata in psicoterapia cognitiva e da tanti anni ormai sono membro dell’ACBS, Association for Contextual Behavioral Science, una realtà all’avanguardia nell’ambito della psicoterapia che mi ha dato la possibilità di tenermi in un confronto attivo con tanti illustri colleghi. Da molti anni mi dedico alla ricerca e allo studio delle varie forme di disagio psicologico impegnandomi sempre in prima persona sul campo. Ho sempre infatti ritenuto importante concretizzare l’esperienza teorica nella pratica clinica. Sono vicepresidente di un’associazione di nome Roma Sapiens che si occupa di psicologia e psicoterapie e sono cofondatore del Centro Psicologia Parioli.

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