il richiamo della foresta

Esce oggi nei cinema italiani il terzo rifacimento cinematografico de “Il Richiamo della Foresta”, il celebre racconto di Jack London, firmato da 20th Century Fox e Disney

Dimenticate il racconto di Jack London e questo film vi piacerà. L’importante è entrare al cinema con l’animo sgombro di ricordi ed emozioni legati alle vibranti pagine dell’ odissea di Buck, perchè questa sua nuova versione cinematografica se ne discosta in molti modi.

Buck è un cane viziato che vive una comoda esistenza nella villa di un giudice nella calda e assolata California. La sua vita cambierà per sempre quando verrà rapito da un uomo che lo venderà come cane di fatica destinato alle gelide terre dello Yukon dove si è scatenata la frenesia della corsa all’oro. Buck si troverà improvvisamente scaraventato in un mondo feroce, dove vige ‘la legge della zanna e del bastone’, ma dove ritroverà la sua natura primordiale che obbedisce all’unica legge che guida gli esseri viventi: quella della sopravvivenza.

In questa versione disneyana de Il Richiamo della Foresta mista tra live action e animazione, tutta la potenza del darwinismo di London è completamente edulcorata, la storia è cambiata e modificata in più punti e, se il racconto originale è un calvario continuo per il cane sempre più inferocito, nel nuovo film Buck alterna le sofferenze ad incontri più fortunati. Bellissima la parte in cui viene inserito nella muta dei cani per il trasporto della posta, ma anche qui completamente addolcita rispetto all’originale. Il rapporto con l’uomo di cui diverrà amico poi, che nel film è incarnato da Harrison Ford, è spinto molto sull’empatia tra i due che però non è basata sulla comune necessità di sopravvivere ma su un umanizzazione del cane, anche attraverso l’animazione, che risulta spesso troppo forzata.

L’odissea di Buck in questa versione, diventa il viaggio di un essere vivente alla ricerca di se stesso e della sua identità, in un mood che ormai da anni caratterizza tutte le storie della Disney e che può rappresentare quel tanto di ispirazionale per i giovani spettatori che di certo si innamoreranno di questo cagnone, un incrocio tra collie e san bernardo, esattamente come lo descrive il libro.

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