L’incredibile storia vera di Alfred Nakache, tratta dal libro “Uno psicologo nei lager” di Viktor E. Frankl diventa un intenso testo teatrale scritto e diretto da Luca De Bei, “Il Nuotatore di Auschwitz”, che apre la stagione del Teatro Parioli di Roma. A dare voce e corpo alle riflessioni e alla lotta per la sopravvivenza e per la vita del protagonista, è Raoul Bova. I contributi video sono di Marco Renda e le musiche originali Francesco Bova.
Raoul Bova, intervista: “Il nuotatore di Auschwitz racconta la forza della vita”
In scena sul palco del teatro di via Giosuè Borzi fino al prossimo 8 dicembre, la pièce racconta l’incredibile storia di resistenza del detenuto numero 172763 del campo di concentramento di Auschwitz, ovvero, Alfred Nakache, nuotatore francese di origine ebraica, detentore di un record mondiale, che conobbe l’inferno di Auschwitz. Nonostante la prigionia e le inaudite privazioni, non ha mai smesso di allenarsi tuffandosi nell’acqua gelida di un bacino idrico. La sua forza, la sua incrollabile determinazione, gli hanno permesso di attraversare l’orrore del campo e di salvarsi. Tornato poi a gareggiare, ha ottenuto un nuovo record e ha partecipato alle olimpiadi di Londra. Ad Auschwitz è stato internato anche Viktor Frankl, uno psichiatra austriaco che, subito dopo la liberazione, ha scritto un libro sull’esperienza vissuta e su coloro che, proprio come Nakache, sono riusciti a superare quella prova terribile. Lo spettacolo vuole restituire queste due figure straordinarie portatrici di un potente messaggio di speranza: vivere è certo anche sofferenza, ma cercare un senso a questa sofferenza guardando verso il futuro con uno scopo è il modo per affrontare le sfide più dure che la vita ci presenta. In questo modo è possibile arrivare, infine, a scoprire il senso stesso dell’esistenza.
Il testo dello spettacolo che vede protagonista Raoul Bova è scritto e diretto da Luca De Bei nelle cui note di regia si legge: “Ho costruito lo spettacolo attorno alla figura carismatica di Raoul Bova. Raoul dialoga col pubblico, forte anche delle sue stesse esperienze di atleta, portando alla vicenda la propria sensibilità e il proprio vissuto. se la storia di un internato ad Auschwitz ci riporta inevitabilmente alle tante testimonianze ascoltate fino ad oggi, è vero che quella del nuotatore Nakache si distacca da queste per diventare in special modo emblema di una resistenza portata avanti e raggiunta con coraggio e caparbietà. Una figura che per emergere appieno ha però bisogno del suo “doppio” – lo studioso Frankl, – che analizza e teorizza ciò che Alfred pone in atto in modo istintivo. In questa visione Alfred e Viktor sono uno lo specchio dell’altro, sono le due facce di una stessa medaglia e si fondono in un’esperienza capace di dare agli spettatori il senso ultimo dell’esistenza”.
Uno spettacolo dunque, che rappresenterebbe per qualunque attore una sfida ardua ed esaltante e che, come sottolineato da De Bei, nel caso di Raoul Bova, vede entrare in gioco quello di un elemento in più, ovvero la passione comune del protagonista e del suo interprete che per entrambi, in dimensioni e modi ovviamente diversi, ha avuto un ruolo salvifico nelle loro esistenze.
“Facendo questo spettacolo mi sono accorto di essere stato salvato, prima di tutto dalle persone che mi vogliono bene, e poi dallo sport, che mi ha tenuto lontano da tante cose, non mi ha fatto conoscere il male, è stato una barriera anche perché mi ha dato la coscienza di alcuni valori fondamentali” racconta Raoul Bova parlando del suo “Nuotatore di Auschwitz”. “Io la storia di Alfred Nakache la conoscevo già da diverso tempo, e mi aveva ovviamente molto colpito. Quando ne ho parlato con Luca De Bei, volevamo che uscisse tutta la complessità di questa vicenda che non è certo una vicenda di sport, ma di vita, una vita per cui ha lottato, attraverso lo sport, e che ha riconquistato anche grazie al conforto trovato nell’amicizia con Viktor.” Uno spettacolo intenso e profondo che colpisce proprio perché affonda nell’incredibile forza della vita che si manifesta anche quando tutto sembra perduto.
Di seguito la nostra video intervista a Raoul Bova per Il Nuotatore di Auschwitz.
Il Nuotatore di Auschwitz
Teatro Parioli Costanzo
Via Giosuè Borsi, 20
TELEFONO 06 5434851
E-MAIL: biglietteria@ilparioli.it
Servizio Whatsapp 3517211283
ORARIO SPETTACOLI
mercoledì, giovedì, venerdì, sabato ore 21.00 domenica ore 17.00
lunedì e martedì riposo ad eccezione delle serate evento
Prezzi
PLATEA: Interi € 30,00 – Ridotti € 27,00
GALLERIA: Interi € 22,00 – Ridotti € 20,00



