Ragazza Sommelier

 

“Ho iniziato per caso, poi questa passione mi è esplosa dentro e ora è una parte importante della mia vita.” Serena Granato la incontriamo dietro uno dei banchi della quinta edizione di  “Life of Wine”, una kermesse che domenica 20 novembre ha richiamato appassionati del vino all’ hotel Radisson di Roma.

Serena, impeccabile nella divisa dell’ Associazione Italiana Sommelier versa nei calici vino rosso di Romagna e ne racconta qualità e caratteristiche al pubblico che ascolta attento.  Ormai il binomio donne e vino, non stupisce più nessuno: sempre piu’ rosa sono le schiere dei produttori e sempre piu’ rosa sono quelle degli appassionati e anche dei raffinati intenditori.

Serena, sommelier ci è diventata per caso “Mi sono iscritta a quel corso perché volevo passare un po’ più di tempo con il mio ragazzo dell’ epoca. Lui era entusiasta di quel corso e pensai: andiamo insieme!” quel ragazzo poi è passato, la passione per il vino invece è rimasta. “Già dalle prime lezioni ho iniziato ad innamorarmi di questo mondo. Ogni volta scoprivo qualcosa di più interessante. Per esempio, facendo le prove olfattive, mi sono sorpresa nel rendermi conto del fatto, che l’ olfatto è un senso importantissimo eppure trascurato.

Mi sono resa conto che manca un percorso di educazione olfattiva e quante emozioni invece possono nascere da un naso ben allenato. Siamo sempre immersi nei profumi ma non ce ne rendiamo conto. Quando a scuola invece mi hanno fatto concentrare sui singoli odori ho capito che ognuno aveva una forza evocativa fortissima. E questa è stata solo la prima delle tante cose meravigliose di cui mi sono resa conto avvicinandomi a questo mondo.”

Gli aromi, ma anche il colore, le caratteristiche organolettiche, gli abbinamenti giusti con i piatti, ma anche le tecniche di lavorazione, la storia e il legame con il territorio. Dentro ogni bicchiere ci sono infinite storie e suggestioni da scoprire. “Conoscere il vino è avere cultura. Noi studiamo tanto, la cosa che forse rimane per tutti più curiosa è il riuscire a capire qual è il piatto che si abbina perfettamente con un certo vino ma ci sono cose altrettanto importanti, studiamo per esempio molto la geografia. Questo che rappresento oggi è un vino sardo e prima di arrivare dietro questa postazione ho studiato molto storia e caratteristiche di quel territorio.

Il vino è un prodotto straordinario anche per questo: è cultura, una cultura che dobbiamo difendere a spada tratta.” Ma qual’ è il suo vino preferito? “Non ho un vino preferito: dipende da quello che ho nel piatto. Ovviamente adoro il vino italiano ma mi piace anche assaggiare i vini degli altri paesi quando viaggio, per conoscere altri sapori”.  Il binomio donne e vino sta crescendo sia tra il pubblico che tra gli addetti ai lavori “Le donne sono immerse da sempre negli aromi, basta pensare a quanto tempo passano in cucina.

Quello del sommelier è un lavoro adatto a uomini e donne, l’ importante è studiare. Io mi sono sentita sempre valorizzata per il mio impegno dall’ associazione italiana sommelier, e ormai ci sono donne che arrivano lontano anche in questa professione. La sommelier del Cavalieri Hilton ne è un esempio. L’ importante, sia per gli uomini che per le donne è studiare, prepararsi e avere passione.”

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