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MAMMA A ROMA: PRIMA SCUOLA, PRIMI MALANNI

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galateo della nascita

Nuova scoperta: prima scuola, primi malanni.

Quando ho iscritto al nido baby D credevo che settembre sarebbe stato il mese della svolta, la deadline oltre la quale avrei guadagnato qualche ora per riprendere in mano i miei impegni e il lavoro.

Sull’onda di questo miraggio, ho fronteggiato le tre lunghe, estenuanti settimane di inserimento, entrando anch’io a far parte di quello che definirei l’ “esercito invisibile dei parcheggiati”, cioè una sorta di girone dantesco riservato a quei genitori alle prese con il primo anno di asilo nido dei figli.

Era inizio ottobre ed io, come di consueto, stazionavo nella sala accoglienza del nido quando sono stata investita da un cono di luce: un’educatrice ha aperto la porta dicendo che, finalmente, dal giorno seguente, la piccina sarebbe rimasta a tempo pieno.

Devo aver peccato gravemente d’ottimismo credendo che questa guerra, combattuta a colpi di permessi e aspettative, stesse volgendo finalmente al termine. In effetti, quella che credevo essere la proverbiale luce in fondo al tunnel era solo un altro treno perché, dopo soli due giorni, ecco arrivare la temuta chiamata: “signora, la bambina sta male dovrebbe venire a prenderla.”

Attualmente ho all’attivo tre settimane d’inserimento, due di malattia e una di scuola. D’altro canto, che la sfiga ci vedesse benissimo era cosa risaputa ma la velocità con cui questi piccoli, adorabili, untori hanno infuso “la piaga” mi ha presa in contropiede.

Me l’avevano detto che il primo anno di asilo sarebbe stato costellato di malanni e, in effetti, in sole 48 ore baby D ed io eravamo di nuovo a casa alle prese con una bella gastroenterite virale e un febbrone da cavallo.

E’ questo lo scotto da pagare per la socializzazione e, sfortunatamente, non esiste una panacea per tutti i mali ma, con alcuni piccoli accorgimenti, è possibile fronteggiare e limitare i malanni.

Fino ai sei anni di vita il sistema immunitario non è del tutto sviluppato e nei primi due anni di scuola un bambino si ammala mediamente sei volte l’anno. Tuttavia, ad ogni malanno, il sistema immunitario sviluppa una sorta di “memoria” che, man mano, gli permetterà di reagire in modo sempre più efficace.

Il passaggio da un ambiente protetto, come quello familiare, alla scuola espone, specialmente i più piccoli, a una considerevole quantità di virus che, per lo più causano, malattie banali a carico dell’apparato respiratorio e gastrointestinale come febbre, tosse e raffreddore, mal d’orecchi ma che, tuttavia, comportano un adeguamento degli impegni familiari.

In questi casi la prevenzione rimane la miglior cura.

Tra le misure preventive rientra l’allattamento al seno, che stimola il sistema immunitario dei più piccoli, il lavaggio accurato delle mani, i lavaggi nasali, che prevengono le infezioni respiratorie, evitare di esporre il piccolo al fumo e, ovviamente, le vaccinazioni che offrono protezione immunitaria contro quelle malattie che potrebbero esporre a complicazioni.

Oltre questo è doveroso assicurarsi che l’ambiente scolastico sia salubre: i virus infatti hanno vita facile in classi sovraffollate e in ambienti caldi e poco areati.

Anche lo scambio dei giochi, che tra l’altro i più piccoli portano alla bocca, contribuisce alla trasmissione dei virus, quindi la sanificazione degli oggetti condivisi in classe con gli altri e il lavaggio accurato delle mani di educatrici e bambini sono pratiche di facile realizzazione che tuttavia permetterebbero di ridurre il rischio di contagio.

No all’abuso degli antibiotici nei bambini.

Spesso la cura dei malanni in questione non richiede l’uso di antibiotici se non in casi limitati: infatti, le “malattie da asilo” hanno un decorso naturale di pochi giorni mentre con l’abuso degli antibiotici si rischia di innescare un meccanismo per cui i batteri si rendono resistenti a quello specifico antibiotico.

Infine, dare il tempo al bambino di rimettersi in salute senza avere fretta di riportarlo a scuola aiuterà lui ad affrontare meglio il rientro senza rischiare fastidiose ricadute a stretto giro.

 

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