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POPPEA SABINA: SEDUZIONE E POTERE IN UNA TRAGEDIA IMPERIALE

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Passionale, bellissima ed intelligente, la storia scritta dagli uomini ci ha tramandato così le vicende di questa donna determinata:per Poppea Sabina qualsiasi mezzo sarebbe stato lecito per raggiungere i suoi obbiettivi. Amante del lusso e costante nella cura della bellezza, è giunta fino a noi anche una “ricetta” di un bagno per il trattamento della pelle che, si narra, fosse solita fare Poppea. Tra gli ingredienti spiccano miele, latte e petali di rosa da mescolare in una sequenza ben stabilita. Non mi dite che voi donne durante il giorno non avete il tempo di immergervi in un simile bagno per rilassarvi e dimenticare gli estenuanti ritmi della capitale? Ovviamente, la nostra aveva uno stuolo di ancelle pronte a prepararle l’acqua, strofinarle la schiena e spazzolarle i capelli (scusate se è poco!). Ma, bando alle divagazioni estetiche, entriamo nel vivo delle vicende di Poppea Sabina.

Dalla madre (Poppea Sabina Maior) aveva appreso l’arte della seduzione e il potere del fascino esercitato con cura ed intelligenza. A una donna non si perdona mai la capacità di controllare un uomo, meno che mai se quest’uomo è un imperatore. Perciò non  stupisce che Tacito scriva di lei che ha “avuto ogni dote fuori che un animo onesto”. Viene da chiedersi quanto realmente fosse utile per una donna che si voleva fare strada in un mondo come quello della Roma Imperiale tutto al maschile, un “animo onesto”…

Le sono stati attribuiti molti appellativi ed aggettivi, tutti rigorosamente dispregiativi: dalla puttana ambiziosa alla donna  dissoluta e via elencando dolci aggettivi, ma il lusso e il potere che ottenne pagando qualsiasi prezzo , lo scontò, ovviamente, con una morte tragica.

Quando si incontrarono ad un banchetto nella primavera del 58 a. C. ,Poppea e Nerone erano già sposati: Poppea in seconde nozze con Marco Salvio Ottone (che era diventato il suo amante durante il primo matrimonio) e Nerone con l’irreprensibile Ottavia. Fu subito colpo di fulmine e passione travolgente, e tutti gli attori secondari furono eliminati: Agrippina, madre invadente dell’imperatore che si opponeva a Poppea, fu uccisa; Ottavia fu esiliata con false accuse di adulterio ed in seguito decapitata; Ottone, marito di Poppea fu spedito a governare la provincia orientale della Lusitania. I due amanti, liberi dagli oppositori, infine, si sposarono.

Se questa passione non fosse stata condita da tutte queste morti violente, sarebbe giunta a noi la storia di un amore romantico, ed invece il loro legame è ricordato con disappunto e disgusto per le loro azioni. A coronare la loro unione giunse anche una figlia, Claudia, e l’imperatore concedette il titolo di Augusta a lei e alla madre.

Poppea ha raggiunto il suo obbiettivo: è la donna più importante dell’impero. Ma la vita, non è sempre in ascesa e la discesa di Poppea fu precipitosa e rovinosa: rimasta incinta  per la seconda volta, viene violentemente picchiata ed uccisa proprio dal marito, in seguito ad una lite notturna (questo femminicidio di altri tempi è quello che viene riportato dalla storia ufficiale). Il gesto del marito, probabilmente fu azzardato ed inconsapevole: pare che Nerone non trovò poi più pace: nessuna era come Poppea per bellezza ed intelligenza. Come ci racconta Svetonio, l’imperatore trovò consolazione solo tra le braccia del liberto Sporo, che gli ricordava la sua amata. Lo fece castrare e si sposarono: il loro fu il primo matrimonio gay della storia.

Francesca Guglielmi

 

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