Tra le uscite più attese di questo Natale 2019, il Pinocchio di Matteo Garrone riporta la più amata favola italiana alle sue origini, ed è una festa per gli occhi

Pinocchio torna a incantare grandi e piccini con la nuova versione cinematografica nata dalla creatività di Matteo Garrone. Da oggi al cinema, questo nuovo adattamento della favola italiana più amata e conosciuta, si sforza di rimanere fedele al testo collodiano e riesce a fare quello che ogni favola dovrebbe: trasportarci in un mondo magico, e renderci partecipi delle avventure del burattino curioso e ingenuo, e delle tribolazioni di chi lo rincorre con amore, il babbo Geppetto.

A incarnare il povero falegname di gran cuore che si crea un figlio da un pezzo di legno è Roberto Benigni. Già precedentemente impegnato nel ruolo di un non indimenticabile Pinocchio, il premio Oscar toscano questa volta dà il meglio di sè dando vita a un Geppetto pieno di cuore, onesto e commovente. Una figura che incarna tutto l’amore paterno, capace di creare, comprendere, perdonare, amare a prescindere.

Il nuovo Pinocchio è interpretato dal piccolo Federico Ielapi,che riesce a restituire al burattino la vivacità e l’irrequietezza di un bambino di otto anni, pur sotto uno straordinario trucco, realizzato da un premio Oscar.

Ottimo anche il resto del cast, a iniziare dal Mangiafuoco di Gigi Proietti, grottesco e credibile, passando per gli altrettanto grotteschi Gatto e Volpe incarnati da Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo, fino ai tanti altri personaggi che popolano la storia.

Matteo Garrone ha raccontato che pensa a Pinocchio da tutta la vita, e questo film è costato quattro anni di lavoro. Il regista romano rimane fedele alla versione di Collodi, abbandonando in parte l’estetica dark che è un pò il marchio di fabbrica della sua filmografia, per far entrare la luce in un racconto intenzionalmente rivolto a tutta la famiglia.

In effetti la fotografia, i paesaggi, i costumi, il trucco, tutta la confezione insomma, rappresentano la parte migliore del film. Garrone si ispira a Enrico Mazzanti, l’illustratore che lavorò con Collodi ai disegni della storia e riporta la favola, mille volte raccontata, alla sua origine, anche dal punto di vista iconografico. Per la Toscana del diciannovesimo secolo, povera e selvaggia, si ispira alle tele dei macchiaioli, nelle scene più scure, sembra di vedere quadri della scuola fiamminga.

C’è anche qualche influenza, inevitabile, delle precendenti versioni per grande e piccolo schermo: il racconto rispettoso dell’umiltà e della sua forza caparbia, incarnata da Geppetto, nonchè diverse ambientazioni, potranno ricordare agli spettatori più grandi, in alcuni punti, il Pinocchio più popolare, quello televisivo diretto da Luigi Comencini negli anni ’70.

Il Pinocchio di Garrone è volutamente un’opera che punta ad essere popolare, e può di certo incantare spettatori grandi e piccini.

A Roma potete vederlo nei cinema: Adriano, Alhambra, Ambassade, Andromeda, Antares, Atlantic, Barberini, Broadway, Eden, Eurcine, Giulio Cesare, Intrastevere, Jolly, King, Madison, Lux, Odeon, Nuovo Cinema Aquila, Roxy Parioli, Savoy, Stardust Village, Starplex, The Space Cinema Moderno, The Space Parco de Medici, Tibur, Trianon, Uci Cinemas Parco Leonardo, Porte di Roma, Roma Est

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