paola cortellesi come un gatto in tangenziale 2
Paola Cortellesi presenta "Come un gatto in tangenziale 2" Foto: Tua City Mag

E’ uscito in anteprima a ferragosto e ora è nelle sale, il film “Come un gatto in tangenziale 2 – Ritorno a Coccia di Morto”. L’atteso sequel del film italiano che aveva già sbancato i botteghini nel 2018 vede il ritorno di Monica e Giovanni, ovvero Paola Cortellesi e Antonio Albanese che anche questa volta sono impegnati a raccontare un incontro- scontro tra due mondi diversi, all’apparenza lontanissimi ma che hanno invece necessità di condividere azioni e punti di vista.

La condivisione è la parola chiave anche del lancio del film. Un titolo atteso, con grandi potenzialità al botteghino, che per una scelta precisa della produzione è stato tenuto fermo in attesa che si potesse tornare a gustarlo al cinema, senza cedere alle lusinghe dello streaming e con l’idea di essere un piccolo aiuto per la ripartenza anche degli esercenti.

Paola Cortellesi: “Come un gatto in tangenziale 2, una commedia che racconta un po’ il paese”

A raccontare un po’ di più di Come un gatto in tangenziale 2, è la sua protagonista, Paola Cortellesi, nel corso della presentazione alla stampa del film.

Paola Cortellesi, Come un gatto in tangenziale 2, come nasce l’idea alla base del nuovo film?

“L’idea di ‘Come un gatto in tangenziale 2 è nata durante il lockdown. Abbiamo avuto modo di conoscere una preziosa realtà in cui alcuni sacerdoti si sono rimboccati le maniche per stare vicino e aiutare tante persone durante l’emergenza. Realtà che sono un po’ incarnate dal personaggio di Luca Argentero nel film. Quella è stata l’idea di partenza, sulla quale poi abbiamo intessuto altri temi attraverso l’incontro scontro dei due protagonisti provenienti da mondi e realtà così diversi”.

“Abbiamo voluto raccontare attraverso i due tipi rappresentati dal mio personaggio e da quello di Antonio Albanese, che ci sono diversi tipi di bisogni e di necessità. Ci sono interventi che vanno fatti in emergenza, ma ce ne sono altri che soddisfano bisogni importanti e che sono interventi a lungo raggio, che vanno incontro al bisogno di coltivare anche il pensiero, la capacità critica e la speranza. E’ una cosa necessaria alla crescita di tutti. In questo film, di fatto, si parla di ripresa e di rinascita. Speriamo che sia di buon auspicio.”

Potevate uscire prima, sfruttando le piattaforme streaming, perché uscire in sala in piena stagione estiva?

“La pandemia ha sconvolto tutto. Anche le uscite,  gli appuntamenti, tutto. Adesso è possibile tornare al cinema e noi siamo qua. Questo film è stato custodito per uscire al cinema, proprio perché aveva avuto un grande successo la prima volta. Ora non si fa più per i grandi numeri, si fa per tornare insieme. Questo è un film che ha già tenuto insieme tante persone, che hanno condiviso le risate, le emozioni e la possibilità di goderselo tutti insieme, al cinema. Dobbiamo cercare velocemente di tornare a vivere una vita possibile insieme agli altri. E’ anche quello che raccontiamo nel film Come un gatto in tangenziale, abbiamo bisogno di condivisione, di stimoli.  Speriamo di invogliare tante persone a tornare al cinema, e che, per tornare al cinema a divertirsi ed emozionarsi siano anche invogliate a proteggere se stesse e gli altri”.

Qual è il messaggio centrale di Come un gatto in tangenziale 2?

“Ci sono tanti temi in questo film, ma soprattutto la condivisione e la rinascita che parte dai giovani ma anche da progetti pensati per migliorare la qualità della vita a lungo termine. Progetti diretti soprattutto a migliorare la vita e il pensiero dei giovani, attraverso la bellezza e gli stimoli che vanno oltre l’emergenza. La commedia non vuole raccontare tutto, ma racconta due mondi del paese che spesso sono in contrapposizione, ma che hanno la necessità di incontrarsi per crescere”.

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