oscar 2021 miglior attrice non protagonista

Dopo aver scoperto tutto quello che c’è da sapere sulle interpreti candidate in questo Oscar 2021 a Miglior Attrice Protagonista, scopriamo ora le concorrenti all’altra statuetta ‘in rosa’.

Il  ventaglio delle intepreti in corsa per l’Oscar 2021 come miglior attrice non protagonista vede battersi per la statuetta Maria Bakalova per Borat – Seguito di film cinema(Jason Woliner),  Glenn Close per  Elegia americana(Ron Howard), Olivia Colman per The Father(Florian Zeller)Amanda Seyfried per Mank (David Fincher) eYuh-Jung Youn per Minari (Lee Isaac Chung).

Glenn Close, la più ‘nominata

Scopriamo di più su questa cinquina. Partiamo con l’interprete che detiene il record del maggior numero di candidature (otto) ai Premi Oscar senza mai averne vinto uno, diventando così anche la quarta attrice più candidata a questo riconoscimento insieme a Geraldine Page.

Parliamo di Glenn Close, candidata nel ruolo di MawMaw per Elegia americana diretto da Ron Howard. La pellicola disponibile su Netflix ha ricevuto sei nomination tra cui due ai premi Oscar e una ai Golden Globe.

La vicenda ha al centro J.D., un ex marine e studente di giurisprudenza a Yale, che è sul punto di ottenere il lavoro dei suoi sogni. Tuttavia un problema familiare lo costringe a tornare nella sua casa d’origine, nel sud dell’Ohio, dalla famiglia che ha cercato di dimenticare. Deve infatti affrontare le complesse dinamiche della sua famiglia, in particolare il difficile rapporto che ha con la madre Bev, in lotta con la dipendenza. Grazie ai ricordi di sua nonna Mawmaw, una donna forte ed intelligente che si è sempre occupata di lui, J.D. affronta un viaggio personale che lo porta a comprendere e accettare le proprie origini. Il film è un viaggio nei ricordi, una storia di sopravvivenza, di riscoperta, il trionfo di una famiglia che si confronta tra tre generazioni diverse, spesso in contrasto tra loro.

Olivia Colman, punta a un’altra ‘corona’

Altro grande nome in corsa nell’Oscar 2021 come miglior attrice non protagonista lo lascio indovinare a voi. Nel 2020 è stata premiata come Miglior attrice in una serie drammatica per The Crown. Parliamo di Olivia Colman, che nel 2018 ha ricevuto il plauso della critica per la sua interpretazione della Regina Anna di Gran Bretagna nel film biografico La favorita.

Si è aggiudicata il Premio Oscar nella sezione di miglior attrice protagonista alla sua prima candidatura, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile al Festival di Venezia, il Golden Globe per la migliore attrice in un film commedia o musicale e il BAFTA alla migliore attrice protagonista.

Dopo questo trionfo  ha in questi mesi ottenuto la sua seconda candidatura al Premio Oscar nella sezione migliore attrice non protagonista per la sua interpretazione nel film The Father – Nulla è come sembra.  Il film ha sei nomination agli Oscar e quattro  ai Golden Globe ed è disponibile su Amazon Prime video.

Nella pellicola diretta dall’esordiente Zeller conosciamo la storia di Anne (Olivia Colman) che fa visita a suo padre Anthony (Anthony Hopkins) nel suo appartamento, dopo che lui diventa bellicoso con la sua recente badante. Anthony ha la demenza senile e dimentica costantemente gli eventi importanti della sua vita e dove lascia le sue cose. Anne dice ad Anthony che ha intenzione di lasciare Londra e trasferirsi a Parigi per vivere con il suo nuovo compagno, cosa che confonde il padre, dato che  è convinto che lei sia sposata con James. Anne gli dice che sono divorziati da cinque anni e da lì si innescano una serie di problematiche a catena fino ad una escalation drammatica.

Amanda Seyfried, la prima volta in nomination


Con questa terza candidatura ci imbattiamo in un film biografico. Parliamo di Mank per cui è candidata l’attrice Amanda Seyfried. In questa pellicola con il ruolo di Marion Davies l’artista statunitense ottiene il plauso della critica e si aggiudica la sua prima candidatura ai Golden Globe, ai Critics’ Choice Awards e al Premio Oscar nella sezione migliore attrice non protagonista. Il film distribuito da Netflix si presenta agli Oscar con dieci nomination e sei avute per i Golden Globe.

Il racconto comincia nel  1940 quando la RKO stringe col 24enne Orson Welles un contratto senza precedenti che gli garantisce libertà creativa su ogni aspetto del suo primo lungometraggio. Recatosi dallo sceneggiatore Herman J. “Mank” Mankiewicz  costretto a letto da un incidente, Welles gli dà due mesi di tempo per scrivere il film in fiducia delle sue comprovate capacità. Nel 1942, Mank vince l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale per Quarto potere, pur dovendola condividere malvolentieri con Welles, che morì nel 1955 senza aver mai scritto un altro film.

Maria Bakalova lanciata da Borat

Procediamo poi con un cult, anzi per meglio dire il sequel di un cult, Borat. La quarta candidata come miglior attrice non protagonista è la giovanissima Maria Bakalova, comparsa in un episodio della terza stagione di Gomorra  e che ha ottenuto l’approvazione della critica, diversi riconoscimenti tra cui un Critics’ Choice Awards e tante candidature tra cui anche per questo Premio Oscar, al Golden Globe, etc divenendo la prima attrice bulgara a raggiungere tale traguardo.

Il film Borat – Seguito di film cinema sta su Amazon prime video e detiene due nomination agli Oscar e ha vinto due Golden Globe su tre come Miglior film commedia o musicale e Miglior attore in un film commedia o musicale a Sacha Baron Cohen. La vicenda inizia quando, dopo quattordici anni ai lavori forzati in un gulag per il disonore arrecato al suo Paese con le precedenti avventure, il giornalista kazako Borat Sagdiyev viene incaricato dal suo presidente Nursultan Nazarbaev di ingraziarsi il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump regalando al suo vice, Mike Pence, il Ministro della Cultura del Kazakistan, Johnny la scimmia.

Cacciato di casa e dal suo villaggio Borat ritorna negli Stati Uniti, ma, una volta arrivato il cargo con il quale far arrivare anche il primate, scopre che al suo interno vi è sua figlia Tutar, che ha seguito di nascosto il padre per poter coronare il suo sogno: trovare un ricco uomo che la renda felice. Riusciranno alla fine padre e figlia ad ottenere i propri scopi?

Youn, la Meryl Streep coreana

E per finire, non per qualità,  passiamo ad una candidatura orientale. Parliamo di Yuh-Jung Youn per Minari. Disponibile sulla piattaforma Now Tv la pellicola ha vinto il Gran premio della giuria: U.S. Dramatic al Sundance Film Festival 2020 e il Golden Globe per miglior film straniero. Sei le candidature ottenute da questo film.

La storia  ambientata negli anni ottanta narra di come la vita del piccolo coreano-americano David cambia drasticamente quando la sua famiglia si trasferisce dalla costa occidentale nel cuore dell’Arkansas rurale per inseguire il sogno lavorativo del padre Jacob. Nel frattempo, nel tentativo di creare una fattoria propria, Jacob inizia a mettere a repentaglio le finanze e la stabilità della sua famiglia. Pensate che l’attrice ha ottenuto molti riconoscimenti in Occidente con questo film indipendente americano, tra cui lo Screen Actors Guild Award per la migliore attrice non protagonista, il premio BAFTA e una candidatura all’Oscar nella medesima categoria.

Youn nella sua carriera è stata apprezzata in modo particolare per la sua lontananza dai canoni di bellezza e recitazione tipici dell’industria dell’intrattenimento coreana dell’epoca, rendendola simbolo della “donna moderna della nuova generazione”. 

E’ la prima attrice coreana della storia mai candidata a un Oscar ed è soprannominata ‘la Meryl Streep coreana’.

Aldilà di chi si aggiudicherà questi premi, ci lasciamo con questo messaggio. la speranza che tutte noi donne, dentro e fuori lo schermo, possiamo ogni giorno,  come l’attrice orientale, essere simbolo di una moderna femminilità, in tutta libertà, è un nostro diritto e una nostra responsabilità che ci prendiamo ben volentieri!

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