zona bianca

In arrivo, dopo il 15 gennaio il ventiquattresimo dpcm dell’era Covid. Il nuovo atto deciderà le ennesime misure restrittive calibrate sull’Rt e la diffusione della pademia nei singoli territori regionali. E’ stata avanzata in questi giorni la proposta di introdurre anche un nuovo colore, quello della zona bianca.

Di fatto, sono attesi per oggi, 8 gennaio, i dati dell’Istituto Superiore della Sanità che saranno alla base della nuova divisione in zone della penisola.

Il governo ha già anticipato che i criteri di assegnazione dei colori, saranno inaspriti. Saranno zona arancione le regioni con indice e RT a 1 invece di 1,25 e zona rossa quelle con Rt1,25 invece che 1,50 come è stato finora.

La novità più ipotizzata più attesa però è nel gioco dei colori e delle regioni. Oltre alle zone già esistenti: rossa, arancione, gialla (nella versione standard e in quella rafforzata) si è prospettata, in questi giorni, la possibilità dell’istituzione della nuova zona bianca.

Che cosa è la zona bianca

La nuova zona, per i fortunati territori che eventualmente ne beneficeranno è, sostanzialmente, un prudente ritorno alla normalità delle cose. Pur rimanendo invariate alcune misure restrittive nella frequentazione dei luoghi pubblici, la zona bianca sarebbe sostanzialmente un ritorno alla vita.

Niente, coprifuoco, completa libertà di movimento e sopratutto apertura di pressocchè tutte le attività, compresi cinema, teatri, musei, palestre.

L’idea del quarto colore, quello della zona bianca, è arrivata non a caso dal ministro della cultura, Dario Franceschini.

Di fatto, i dati già di ieri, non sembrano regalare grande speranza. Sarà difficile vedere effettivamente applicata la zona bianca che dovrebbe interessare regioni già pressochè Covid free, obbiettivo purtroppo ancora non raggiunto in nessun territorio.

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